Nuovi corsi di laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania

La cultura classica cerca un "continuum" tra vecchio e nuovo parlando il linguaggio delle nuove tecnologie

20 ottobre 2003
La Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania si rinnova! L'anima, ovviamente, è sempre quella umanistica ma c'è una maggiore apertura alle nuove tecnologie la cui acquisizione , oggi, è requisito fondamentale nella ricerca di un lavoro. Oltre ai tradizionali corsi di laurea in Lettere e in Filosofia, infatti, nella sede di Catania, gli studenti adesso possono scegliere anche tra Scienze della Comunicazione, Scienze dei Beni Culturali (a Siracusa) e Scienze e Tecnologie Psicologiche (a Enna). D'altronde il trend delle iscrizioni ai singoli corsi di laurea rappresenta l'esatta "fotografia" di una crescita costante. Oltre al successo delle nuove proposte legate alla comunicazione, ai beni culturali e alla psicologia, anche le eredi delle "vecchie" lauree stanno facendo registrare un continuo aumento delle iscrizioni. 

Situata all'interno del vecchio convento dei Benedettini (da sempre promotore di iniziative e proposte culturali rivolte non solo agli studenti, ma anche all'intera città) la Facoltà  di Lettere e Filosofia sta cercando un "continuum" tra l'antico e il nuovo, un posto al sole  per la cultura umanistica in un mondo che sa parlare soltanto il linguaggio della tecnologia.  Abbandonando l'immagine di "culla della cultura morta" si apre a un futuro in cui le competenze umanistiche e classiche diventano un bagaglio di partenza destinato ad arricchirsi di altri input. Ma perché un ragazzo che oggi esce dalla scuola superiore dovrebbe scegliere una facoltà umanistica? Sarebbe molto più facile piegarsi alle esigenze del mercato con la garanzia di trovare lavoro, piuttosto che seguire le proprie inclinazioni.

A rispondere a questa domanda il preside di Lettere e Filosofia, il prof. Nicolò Mineo "Oggi uno studente - e poi un laureato - di Lettere acquisisce una preparazione per "leggere" il presente (e il futuro) con la capacità di chi conosce il passato". L'obiettivo è  essere sempre più competitivi nel mercato del lavoro per non dovere aspirare solo ed esclusivamente all'insegnamento.
"Sarebbe sbagliato, e destinato alla sconfitta -continua Mineo con un pizzico di amarezza-. Un atteggiamento che si limiti a contemplare il prestigio di una gloriosa tradizione culturale, quando i processi in corso sembrano spingere invece verso una visione della modernità fondata sull'efficienza fine a se stessa.". Occorre, dunque, aggiornare contenuti e modalità di trasmissione se si vuole che la società possa ancora trovare nelle scienze sociali, nell'arte, nella letteratura, nella storia, nel diritto, nella cultura umanistica in genere, un interlocutore capace di orientare nella ricerca di soluzioni ai problemi attuali.  Occorre attrezzarsi con nuove proposte: la cultura umanistica deve innanzitutto recuperare la passione civile che è stata alla base della sua affermazione.Una scommessa, quella della Facoltà di Lettere di Catania che non può essere persa!

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20 ottobre 2003

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