Panama e il suo canale sono lieti di accogliere gli imprenditori catanesi

I Siciliani nel Paese che è riuscito ad avvantaggiarsi della globalizzazione dei mercati

01 luglio 2003
Panama, la repubblica del centro America nota per il Canale che collega due oceani, è un Paese che è riuscito ad avvantaggiarsi della globalizzazione dei mercati. Nel suo territorio esiste un'area, grande oltre 500 ettari, dove i manufatti vengono prodotti e commercializzati con modalità di libero scambio.

Il volume di affari tocca quasi venti miliardi di dollari l'anno. Una cifra che offre l'idea di quanto attiva e strategica sia quest'aerea posta tra i nord e sud America. Per parlare di tutto questo l'Euro-Infocenter dell'Osservatorio Europeo della Provincia, ha organizzato un incontro con il console generale di Panama in Italia, Natalia Antinori Carrara, e con il presidente della Camera di commercio italo-panamense della Regione siciliana, Lelio Gambino.

All'incontro, nell'ex chiesa di S. Michele Arcangelo, a Catania, sono intervenuti esponenti dell'Università e i rappresentanti di categoria, particolarmente interessati agli scambi culturali ed economici con Panama. Il responsabile dell'Osservatorio Europeo, Carmelo Messina, ha affermato: «Bisogna prendere esempio dagli imprenditori veneti, che da tempo sono già presenti nell'area del bacino caraibico. L'ufficio Euro-Infocenter vuol sostenere quelle imprese siciliane che, presentando un alto standard di qualità, vogliono entrare nel mercato panamense per poi passare, attraverso l'area di libero scambio, verso i mercati del nord America e dell'area asiatica. A Panama si fabbrica, si assembla, si esporta. Da Panama passano ogni anno 250 mila importatori, potenziali clienti per le imprse di tutto il mondo. Occorre che anche gli imprenditori catanesi colgano questa opportunità».

Il console Antinori, da parte sua, ha precisato: «Gli imprenditori italiani trovano a Panama grandi possibilità per le loro aziende. I trattati commerciali multilaterali caraibici li agevolano. Le aziende italiane che vogliono delocalizzarsi, devono chiudere la filiera produttiva a Panama, oppure aprire là una propria filiale. I vantaggi fiscali sono notevoli. Le nuove imprese sono esenti da tasse per i primi 20 anni di attività, ed anche oltre. Accanto ai vantaggi fiscali bisogna considerare il clima, che fa di Panama un vero Paradiso».

Fonte: Gazzetta del Sud

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01 luglio 2003

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