Poesia contro la guerra

Nel primo giorno di primavera la Giornata Mondiale della Poesia, cibo per l'anima e per la mente

21 marzo 2003
La poesia dovrebbe far parte della vita di ognuno di noi.
Presente come un diritto fondamentale, come un bisogno primario.
Il 21 marzo - primo giorno di primavera - è la data scelta dall'Unesco per celebrare in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Poesia.

Anche in Italia - grazie all'impegno di vari operatori culturali, associazioni, gruppi, riviste, ecc. - il 21 marzo la poesia incontra i lettori fuori dagli "spazi tradizionali": invade pacificamente mercati e supermercati, entra nelle stazioni, nelle fabbriche e negli uffici, nei bar...

Che la poesia invada, dunque, le strade, mischiandosi al profumo di primavera.

Ogni luogo è il luogo ideale per una lettura, una distribuzione di versi, per un qualunque evento, piccolo o grande che sia, capace di ricordare e testimoniare che la poesia è innanzitutto formidabile strumento di dialogo tra popoli e culture, e quindi veicolo di pace, lingua del confronto.

La poesia, in particolare in questa occasione, è poesia di pace.
La poesia è per sua stessa natura contro la guerra.

I poeti hanno sempre espresso posizioni contrarie all'uso della forza per dirimere i problemi e i conflitti internazionali ed anche in questa occasione si sono levate molte voci per esprimere il totale disaccordo con la politica di guerra che minaccia di scatenare un nuovo massacro che avrà il significato epocale di una "seconda Hiroshima".

Gli ultimi conflitti assumono sempre più l'aspetto di guerre per l'egemonia politica, culturale, economica, per imporre modelli di sviluppo ed organizzare un mercato mondiale nel quale i paesi ricchi continuino a sfruttare risorse e beni a scapito dei paesi poveri.

Per esprimere una netta posizione di rifiuto della guerra si utilizzi anche lo strumento della poesia.

Invitiamo poeti e scrittori a contribuire a un progetto comune di "poesia contro la guerra" diffondendo testi e contributi, per una "mondializzazione della resistenza poetica".

Lo diciamo nello spirito del cantastorie bagherese Ignazio Buttitta che inneggiava ad una società di "pane, pace e poesia".

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21 marzo 2003

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