Ripescate dai fondali di Gela (CL) parti di un imbarcazione greco-arcaica

Bisogna attendere il maggio 2004 per il ripescaggio dell'intero scafo e per le operazioni di restauro

18 ottobre 2003
Per secoli e secoli è stato custodito dalle profondità del mare il relitto riportato in superficie qualche settimana fa, a 800 metri dalle coste di Gela (CL).
Si tratta di un grosso madiero (asse di legno grezzo fissato sulle ordinate dell'imbarcazione, per fasciare la barca), un pezzo della prua (lungo 21 metri e largo 6,50 metri), di un imbarcazione greca del 500 - 480 a.C.

Scoperto nel 1988 nei fondali argillosi di Gela, il relitto di nave greco arcaica presenta un'antichissima tecnica di costruzione. Si presume sia stata realizzata cucendo le varie parti che la compongono come è avvenuto per la nave di Cheope e quelle di cui Omero fa cenno nel secondo libro dell'Iliade. L'operazione ha celebrato la conclusione della sesta campagna di scavo archeologico per il recupero dell'imbarcazione. A dirigere i lavori, l'archeologa Rosalba Panini, che ha riportato in superficie dal relitto un ricco e abbondante carico commerciale composto di ceramiche, tripodi bronzei, canestri ed arule fittili che la nave non riuscì a portare a Gela perché affondò durante una tempesta.

Si rimanda al maggio 2004 il recupero dell'intero relitto. Una volta in superficie inizieranno le operazioni di restauro e di consolidamento del legname. Il recupero di parte del relitto sarà accompagnato dalla presentazione di altre importanti scoperte che confermano la ricchezza e lo splendore politico ed economico della colonia greca di Cela.

L'assessorato regionale ai Beni Culturali e la Soprintendenza di Caltanissetta presentano per la prima volta la "piccola Pompei siciliana". Dall'emporio arcaico di Bosco Littorio le merci, provenienti dalla Grecia, venivano smistate. L'emporio è costituito da ambienti in mattoni crudi alti due metri e 70 e dotati di porte e finestre. Alcuni anni fa questi ambienti hanno restituito le tre arule fittili di Bosco Littorio esposte a Montecitorio, al Louvre a Cleeveland e Tampa negli States. In questi mesi sono affiorati nuovi ambienti  ed inediti reperti archeologici.

L'emporio ci fornisce informazioni preziose sulla vita dei commercianti  di quel periodo, delle mercanzie venute dal mare che vendevano nelle botteghe di Bosco Littorio. Ci da, dunque, uno spaccato eccezionale e suggestivo della storia della colonia greca di Sicilia. Ma c'è di più. E' stato ritrovato un mezzo busto di Athena di dimensioni umane e di eccezionale fattura  nell'acropoli di Gela. In questo luogo, ricco di santuari, sono stati rinvenuti vari oggetti votivi tra, cui un serpente di terracotta simbolo della dea della sapienza protettrice dei naviganti e di Gela.

"Le scoperte fatte sia a mare che a terra - dice la dott. Rosalba Pinvini - ribadiscono l'importanza dell'emporio di Gela come centro dove le merci venivano immagazzinate. Gela tra il VI e V secolo A.C. era un grande polo economico e commerciale del Mediterraneo. Lo testimoniano le ceramiche ritrovate".

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18 ottobre 2003

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