S'inaugura a Palermo la mostra ''Da Tiziano a de Chirico - La ricerca dell'identità''

Quando l'anima iniziò ad essere il modello prediletto della pittura

11 ottobre 2003
Da Tiziano a de Chirico - La ricerca dell'identità
Ideata da Vittorio Sgarbi

Dall’11 Ottobre all’11 Gennaio
Albergo delle Povere, Corso Calatafimi 217 - Palermo
 

Si inaugura oggi nel complesso dell’Albergo delle Povere di Palermo, l’importante mostra ideata da Vittorio Sgarbi, dal titolo "Da Tiziano a de Chirico - La ricerca dell'identità".
La mostra intende indagare l’inizio dello scandaglio interiore, della ricerca dell’identità e dell’evocazione dell’anima nella pittura italiana, e prende l’avvio dai primi ritratti psicologici in cui l’individuo si affaccia al mondo, dal doppio ritratto di Giorgione, dai ritratti romantici di Tiziano, dai melanconici personaggi del Lotto, con dipinti anche di Parmigianino, Moroni, Tintoretto e Passerotti.
E da lì il passaggio dalla ritrattistica ufficiale all’espressione rubata dei ritratti non in posa o in atteggiamento disimpegnato, in un percorso della pittura del '500, '600, '700 ed '800 con testimonianze di Carracci, Artemisia Gentileschi, Crespi, Ribera, Preti, Solimena, Ceruti, Fra Galgario, Boldini, Corcos, Pelizza da Volpedo e allusioni, nelle emblematiche vanitas, al destino dell’uomo; fino al '900, secolo di Freud, nel quale la proiezione di incubi e sogni, l’interpretazione di ansie ed inquietudini, mostrano la condizione umana anche nella metafora dell’assenza in spazi vuoti e desolati.

In questo secolo, inseguono un’immagine tormentata dell’uomo, grandi maestri come Boccioni, Morandi, Guidi, de Chirico, Savinio, Viani, Cagnaccio di San Pietro, Biasi, Sironi, Scipione, Leonor Fini, Guttuso, Ligabue e Fausto Pirandello, e maestri non molto conosciuti come Buratti, Ar e Nathan; e artisti inclini a una visione esistenziale quali Gnoli, Ferroni, Moreni, De Dominicis, Music, Sughi, Guarienti, Fieschi, Fioravanti. Sorprendente è oggi, nella essenziale sezione conclusiva, la ricerca sulle ragioni dell’esistenza, nell’insistente sperimentazione dell’indagine psicologica sul tema del ritratto, della generazione dei più giovani come, Vaccari, Bottoni, Frongia, Papetti, Crocicchi, Martinelli, Morganti, Demetz e Russo Maresca.

Saranno, quindi, offerti ai visitatore oltre 120 opere eseguite dai grandi maestri dell'arte italiana dal Rinascimento sino ad oggi. Capolavori quali il "Ritratto di giovane in nero" di Lorenzo Lotto, il "Doppio ritratto" di Giorgione, la "Cleopatra" di Artemisia Gentileschi"La mattina angosciosa" di Giorgio de Chirico.
L'intero percorso ed impianto espositivo, che comprenderà la sezione "Altre Solitudini" (Sgarbi a questo riguardo parla di ''solitudine'' che in Sicilia si trasforma in ''isolitudine'', intesa come identità culturale dinamica), dove sono presenti opere di artisti contemporanei, conduce il visitatore in un viaggio dalla duplice ma connessa valenza di significato. 
Da un lato infatti, la mostra ha un indubbio valore filologico nel ripercorrere la tematica del ritratto nell'arte italiana mentre dall'altro, si induce il visitatore ad un'osservazione delle opere di tipo intimista individuando nella pittura e nella scultura italiana, i vari aspetti dell'identità come "assenza", "malinconia" e "solitudine".

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11 ottobre 2003

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