Sangue, sangue, sangue

Stasera al Teatro Massimo di Palermo l'opera verdiana nella spettacolare regia di Nekrosius

14 maggio 2003
MACBETH
Melodramma in quattro atti
libretto di Francesco Maria Piave
dall'omonima tragedia di William Shakespeare
14   maggio ore 20,30 - Turno Prime
15, 17, 18, 20, 21, 23 e 24 maggio -  Repliche

 
Direttore  Gabriele Ferro
Regia  Eimuntas Nekrošius
Scene  Marius Nekrošius
Costumi  Nadezda Gultiajeva

Sinossi dell'opera
Macbeth, generale dell'esercito del re Duncano, ha ricevuto da tre streghe una profezia circa la sua futura ascesa al trono di Scozia. Turbato da visioni, ma incapace di resistere all'ambizione, il generale decide di uccidere Duncano, sostenuto nel suo progetto da Lady Macbeth, sua moglie. Compiuto il crimine e stornati i sospetti, la nuova coppia regale decide di sopprimere anche il generale Banco, colui che le streghe hanno indicato come futuro padre di monarchi: ma nell'agguato il figlio Flenazio riesce a fuggire. Macbeth, durante una festa, vede con orrore apparirgli lo spettro di Banco. Allora, sempre più sconvolto, decide di ritornare dalle streghe. Presso di loro, nel corso di un enigmatico vaticinio, una nuova visione dello spettro di Banco conferma che la progenie di costui è destinata a regnare. Tuttavia, la coppia regale decide di consolidare il proprio potere sterminando anche il nemico Macduff e la sua famiglia. Ma ormai i profughi scozzesi marciano contro il re usurpatore, guidati appunto da Macduff e da Malcom. Intanto Lady  Macbeth, sprofondata nella follia e prossima a morire, tenta invano di pulirsi dal sangue immaginario che le sporca le mani. Macbeth, ormai indifferente a tutto, pensa di essere sempre protetto dal responso delle streghe, ma si accorge infine che le parole di costoro celavano una trappola luciferina. Il tiranno si ritrova così trafitto da Macduff, mentre i vincitori acclamano Malcom nuovo re.

Direttore Gabriele Ferro 
Regia Eimuntas Nekrosius
Scenografia Marius Nekrosius 
Costumi Nadezda Gultiajeva
Assistente alla regia Marina Bianchi
Realizzatore luci Bruno Ciulli
Maestro del Coro Fulvio Fogliazza

Orchestra e Coro del Teatro Massimo
Allestimento in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino


Personaggi e interpreti
Macbeth Lucio Gallo - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Phillip Joll - 15, 17, 21, 23, maggio
Banco Roberto Scandiuzzi - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Carlo Cigni - 15, 17, 21, 23 maggio
Lady Macbeth Anna Shafajinskaia - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Tatiana Serjan - 15, 17, 21, 23 maggio 
Dama di Lady Macbeth Pinuccia Passarello - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Vittoriana Castronovo - 15, 17, 21, 23 maggio
Macduff Walter Fraccaro - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Domenico Ghegghi - 15, 17, 21, 23 maggio 
Malcolm Mario Bolognesi
Il medico/un domestico/un araldo Ugo Guagliardo
Un sicario/un'apparizione Ercole Mario Bertolino
Un'apparizione Elisabetta Giammanco - 14, 18, 20, 22, 24 maggio
Giusy Arini - 15, 17, 21, 23 maggio
Un'apparizione/Fleanzio Ruggero Lannino/Gabriele Di Noto/Pietro Piazza

Atto Primo
Le Streghe stanno compiendo i loro riti quando appaiono Macbeth e Banco, generali dell'esercito del re scozzese Duncano: interrogano le creature infernali ed esse predicono che Macbeth diverrà signore di Caudore e quindi re di Scozia, e che Banco sarà "non re, ma di monarchi genitore". Giungono improvvisi i messaggeri di Duncano e annunziano a Macbeth che il re l'ha creato signore di Caudore. L'avverarsi della prima profezia turba Macbeth che cerca di scacciare dalla mente il sanguinoso proposito di divenire sovrano, uccidendo Duncano. Usciti i due, le Streghe profetizzano che presto Macbeth tornerà da loro.
Lady Macbeth legge una lettera del marito che l'informa delle profezie delle Streghe. La donna conosce bene la natura di Macbeth, ambizioso ma irresoluto, e si propone di spingerlo ad impadronirsi del trono. Quando poi un servo le annuncia che Duncano si tratterrà nel loro castello per la notte, Lady Macbeth invoca le potenze infernali, che spingono i mortali a compiere gesta di sangue, perché assecondino i suoi piani. Giunge Macbeth e la donna lo convince ad assassinare il re approffitando delle favorevoli circostanze: quindi i due si recano ad accogliere Duncano.
È notte. Macbeth esita ancora a compiere il delitto, quando gli appare la visione di un pugnale insanguinato che sembra invitarlo all'azione: al segnale convenuto con la moglie, un tocco di campana, ogni esitazione cessa ed egli entra nella camera del re. Quando ne esce, rivive sconvolto i particolari del delitto, ma Lady Macbeth lo rincuora e riporta essa stessa nella camera del re il pugnale per far ricadere la colpa dell'assassinio sulle guardie addormentate. Macbeth è sempre in preda ad una sorta di delirio: niente potrà cancellare dalle sue mani il sangue di Duncano. La moglie lo trascina via per distogliere ogni sospetto. All'alba Macduff, un nobile scozzese, fa per svegliare il re ma lo trova assassinato. Tutti esprimono sdegno per il crimine e maledicono l'ignoto assassino.

Atto Secondo
Anche la seconda profezia delle Streghe si è avverata: Macbeth è re di Scozia, poiché il figlio di Duncano, Malcom, fuggito dopo l'assassinio del padre, è stato accusato di parricidio. Non avendo figli, Macbeth è ora ossessionato dal terzo presagio, che vuole i figli di Banco futuri re. D'accordo con la moglie decide di far uccidere Banco e suo figlio Fleanzio, affidando il delitto ad alcuni sicari. Turbato da oscuri presagi di morte, Banco attraversa un bosco con il figlio: l'agguato si compie, Banco cade morto ma Fleanzio riesce a fuggire.
Durante un banchetto Macbeth è informato dell'esito dell'agguato: mentre Lady Macbeth intona un brindisi in onore dei convitati, lo spettro di Banco, invisibile a tutti, appare al solo Macbeth. II re, in preda ad una vivissima agitazione, pronuncia frasi sconnesse invano rimproverato dalla moglie. Riavutosi, invita la donna a riprendere il brindisi, ma di nuovo gli si mostra lo spettro. Sconvolto, decide di interrogare di nuovo le Streghe, mentre i cortigiani se ne vanno, ormai consci dei terribili misfatti che si compiono a corte.

Atto Terzo
Le Streghe sono ancora intente ai loro malefici quando Macbeth giunge per interrogarle. Tre successive apparizioni rincuorano il re: sebbene la prima lo inviti a guardarsi da Macduff, la seconda gli profetizza che nessun "nato di donna" potrà nuocergli, mentre la terza gli annuncia che egli sarà invincibile finché la foresta di Birnam non si muova contro di lui. Pur felice per i lieti auspici, Macbeth decide di far uccidere Macduff. Ma vuole ancora sapere se i figli di Banco regneranno. Invano le Streghe cercano di impedirgli di chiederlo: Macbeth è irremovibile. Gli appaiono allora otto re seguiti da Banco: il presagio è chiaro, la progenie di Banco regnerà. Dopo aver tentato di slanciarsi contro le apparizioni, il re sviene. AI suo risveglio si trova accanto Lady Macbeth, cui riferisce le parole delle Streghe: insieme decidono di far scorrere altro sangue sterminando Macduff e la sua famiglia.

Atto Quarto
Malcom e Macduff hanno radunato un esercito di profughi scozzesi per marciare contro Macbeth. In un coro dolente i profughi lamentano la triste condizione della patria oppressa dalla tirannia di Macbeth. Quindi Macduff rievoca lo sterminio della propria famiglia, chiedendo al cielo di concedergli la vendetta sul re. Infine Malcom ordina ai soldati di strappare un ramo della foresta di Birnam per nascondersi mentre avanzano contro il nemico.
In preda agli incubi della follia, Lady Macbeth rivive l'assassinio di Duncano e tutti i crimini commessi: niente potrà lavare il sangue dalle sue mani.
All'approssimarsi dell'esercito nemico, Macbeth ripensa ai rassicuranti presagi delle Streghe, ma immagina con angoscia il suo futuro solitario, circondato dall'odio generale. Ormai indifferente a tutto, accoglie con freddezza la notizia della morte della moglie: la vita altro non è che "il racconto di un povero idiota". Ancora più terribile la notizia che la foresta di Birman sembra muoversi: Macbeth comprende così che le profezie delle Streghe lo hanno ingannato. Incitati i suoi alla battaglia, il re si batte contro Macduff: questi gli rivela di non essere "nato di donna", in quanto strappato dal seno materno a forza. Prostrato dall'ennesimo responso fallace del fato, Macbeth è trafitto da Macduff, mentre i vincitori esultano acclamando Malcom nuovo re.

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14 maggio 2003

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