Tanti progetti per potenziare e riqualificare l'offerta turistica dei Nebrodi

Settantadue progetti per quarantacinque piccoli, preziosi comuni

10 settembre 2003
Sono settantadue i progetti finanziati ad aziende che ricadono sul territorio di quarantacinque comuni dei Nebrodi, la realizzazione di nuovi alberghi a quattro e a cinque stelle, di ristoranti, agriturismo e persino di un parco dei divertimenti.

Un investimento complessivo agevolato di quasi 86 milioni di euro e un contributo concesso agli operatori di oltre 26 milioni di euro per interventi che puntano alla valorizzazione turistica. Il maggior numero di progetti riguarda la ristorazione in linea con la filosofia della ''Strada dei Sapori'' del Pit 33, una rete di eccellenza che consente di mettere in relazione lungo percorsi e itinerari turistici integrati, aziende di ristorazione, laboratori di pasticceria, aziende di produttori, di agriturismo e turismo rurali, centri per la valorizzazione dell' artigianato artistico tradizionale e della gastronomia tipica.
 
C' è tutto questo nei progetti ammessi a finanziamento nell'ambito dei tre Pit che riguardano il territorio (Pit 1 Tindari Nebrodi, Pit 21 Polo turistico Tirreno Centrale e Pit 33 Nebrodi) in riferimento alla misura 4.19a del Por Sicilia 2000-2006, relativa al ''potenziamento e alla riqualificazione dell'offerta turistica''. Il Parco dei Nebrodi ha annunciato la creazione di uno sportello unico, presso l' Ufficio unico del Pit, per accelerare i processi autorizzativi degli interventi.

''E' stato avviato un processo di aiuto concreto sul territorio per rilanciare lo sviluppo - sottolinea Marcello Fecarotti, presidente del Parco dei Nebrodi, soggetto coordinatore del Pit 33 -. L'obiettivo è di creare una rete territoriale, una sorta di distretto che possa integrare e mettere assieme tutte le risorse disponibili per arrivare al rilancio del territorio. Tutto questo è il risultato del nuovo metodo di lavoro adottato, che risponde agli interessi concreti del territorio e che sta dando frutti positivi: l'idea è proprio quella di mettere assieme tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, coinvolgendo tutto il territorio, dalla periferia al centro, per programmare lo sviluppo sulla base delle nostre stesse esigenze.

Fonte: Ansa

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10 settembre 2003

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