Nicosia, tra storia e arte

La Cattedrale di San Nicolò, una delle opere più belle del periodo medievale in Europa

18 ottobre 2016
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Situata su un colle che si affaccia su un belvedere, Nicosia (EN) si presenta come un'autentica città d'arte, che racchiude nel suo tessuto urbanistico un vasto patrimonio storico e culturale che si esprime non solo attraverso le chiese e i palazzi ma anche nell'architettura minore o in quella umile dei quartieri popolari.
Chi vuole visitare Nicosia deve inizare senza ombra di dubbio da...

Le tappe del nostro itinerario

TappaPiazza Garibaldi


ph. Comune di Nicosia

Piazza Garibaldi, attorno alla quale sorgono una serie di palazzi, tra i quali spicca l'ottocentesco Palazzo di Città che si apre, all'interno, in un'elegante corte ornata da un bel lampadario in ferro battuto. Sempre sulla piazza si affaccia la Cattedrale di San Nicolò che fu costruita nel 1340 come ampliamento di una preesistente cappella ma che ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli. Lo stile originario comunque, si riscontra chiaramente nell'elegante portale d'ingresso decorato a fiori, foglie d'acanto, palmette e nella torre campanaria. Quest'ultima, alta circa 40 metri ed a 3 piani, è stata edificata in periodi diversi.
Il primo piano, dai grandi archi moreschi a sesto acuto; il secondo piano, costruito tra il 1393 ed il 1455, adornato con eleganti bifore e trifore racchiuse da elaborati archi ogivali; il terzo piano, appartenente ad un periodo successivo, termina con una cuspide seicentesca rivestita di maioliche policrome. Il fianco sinistro della Chiesa si affaccia su Piazza Garibaldi con un portico ad arcate ogivali anch'esso in stile gotico.

TappaCattedrale di San Nicolò

La Porta maggiore della Cattedrale presenta una ricca ornamentazione romanica a foglie di acanto, perle, punte di diamante, funi attorcigliate. I capitelli, purtroppo erosi dal tempo e dallo smog, presentano una ricca figurazione con puttini che danzano, fanno musica o abbracciano foglie e viticci, uccelli svolazzanti tra il ricco fogliame. L'architrave è formato da quattro fila di pietra arenaria riccamente scolpita. Il frontone presenta ornamentazioni di teste e, nello spazio sottostante, lo stemma aragonese, quello di Nicosia, l'icona di San Nicola  e due lapidi. L'interno ha subito numerose modifiche ai primi dell'800 quando venne decorata dai fratelli Manno. Si tratta di un vero e proprio museo che contiene ad esempio, nella navata sinistra il Fonte Battesimale di Antonello Gagini raffigurante Adamo ed Eva nell'Eden; la statua di S.Nicolò di Filippo Quattrocchi; l'altare del SS.Sacramento in pregiati marmi policromi. Il presbiterio è dominato dal grandioso coro in noce, scolpito dai nicosiani Giovan Battista e Stefano Li Volsi (1622), con magnifici fregi e grandi riquadri ed il primo paesaggio di Nicosia. A destra vi è l'altare del Padre della Provvidenza dove è possibile ammirare lo splendido crocifisso attribuito a Frà Umile da Petralia, mentre nella navata destra vi sono la Madonna della Vittoria del Gagini scolpita nel 1571; il pulpito, attribuito a Gian Domenico Gagini (figlio di Antonello). Sulla volta, la gigantesca statua di S.Nicolò (m. 4,50) di G.B. Li Volsi, attorniata dagli Apostoli del nicosiano Antonio Filingelli. La sacrestia custodisce invece, la Madonna tra il Battista e S. Rosalia di Pietro Novelli, detto anche il Monrealese; il S. Bartolomeo di Giuseppe de Ribera detto lo Spagnoletto; il Martirio di San Sebastiano di Salvatore Rosa. Quello che però rende particolare la Chiesa di San Nicolò è la copertura lignea interamente dipinta.


ph. www.castellodisperlinga.it

Il tetto ligneo dipinto della Cattedrale di San Nicolò è una delle opere d'arte più belle del periodo medievale in Europa. I maestri pittori usarono un linguaggio lineare e fantasioso, esprimendo il meglio dell'arte popolare siciliana. Il trecentesco soffitto a capriate infatti, è finemente dipinto con soggetti sacri, profani, animali, arabeschi, fiori, decorazioni e addirittura un alfabeto gotico. Con la ristrutturazione avvenuta durante l'800, furono occultate le prestigiose vestigia medievali, quali gli archi ogivali sostenuti dalle colonne della navata centrale e il soffitto a capriate con la sua vasta ornamentazione pittorica.
Nel 1917, uno studioso tedesco,Walter Leopold, ne diede notizia in un saggio pubblicato su una rivista di architettura di Berlino mentre in uno studio, pubblicato nel 1947, A. Dillon sostenne l'opportunità di un ripristino dell'antica travatura medievale e dell'abbattimento della volta in muratura di valore inferiore a ciò che occultava.

TappaChiesa di San Vincenzo Ferreri

Usciti dalla Chiesa imbocchiamo la salita Salomone e proseguendo per via Ansaldi, si giunge alla Chiesa di San Vincenzo Ferreri, affrescata da Guglielmo Borremans, e a Santa Maria Maggiore, in posizione panoramica sui monti e sulla città. Nel 1757 infatti, una frana spazzò via la parte alta del paese così la chiesa venne ricostruita in una zona più alta ancora rispetto alla precedente. All'interno, lo sguardo è subito attratto dalla Cona, una grande icona marmorea a sei livelli raffigurante episodi della vita della Madonna e coronata dalla figura di S. Michele, realizzata da Antonello Gagini e delle maestranze. Alla fine della navata destra si trova il trono di Carlo V, utilizzato dal re in visita alla città nel 1535.

TappaChiesa del Santissimo Salvatore

Uscendo dalla Chiesa imbocchiamo via San Simone, appena fuori dal centro e raggiungiamo quello che rimane del Castello, che anticamente si ergeva su una ripida parete rocciosa. Alle origini la città si sviluppava tutta intorno al Castello ridotto ormai ad un arco ogivale d'ingresso, aperto nel bastione, e a poche altre tracce di una torre. Da quassù si gode di una bella vista sull'abitato e sui monti tutt'intorno. Tornando  in direzione di piazza Garibaldi e proseguendo lungo via F.lli Testa, su un'altura, a destra, troviamo la chiesa del Santissimo Salvatore.

TappaChiesa del Carmine


ph. Comune di Nicosia

Proseguendo per via F.lli Testa, poi via Li Volsi ci imbattiamo in una serie di palazzetti in stile liberty con stemmi e portali in pietra  tra i quali palazzo Pontorno. A destra vi è la Chiesa del Carmine, ricostruita nel 1929 in stile neoromanico, dopo la distruzione della precedente facciata barocca. All'interno troviamo un'Annunciazione di Antonello Gagini e Bartolomeo Berrenaro, un fastoso altare barocco, i quadri della via Crucis della pittrice catanese contemporanea Maria Pia Rallo, un bel tabernacolo ligneo settecentesco e delle tele dello Zoppo di GangiGaspare Vazzano: la Madonna degli Angeli, S.Barbara e S.Lucia. In piazza S.Francesco di Paola è possibile ammirare invece, Palazzo Speciale di cui restano soltanto la facciata tardo-barocca deturpata e cadente. Più avanti sorge la chiesa di S. Francesco di Paola mentre in alto sul colle omonimo, il convento dei Cappuccini, costruito nel 1604 e poi adibito a carcere dopo il 1867. L'attuale convento fu ricostruito in seguito. La chiesa e la sacrestia custodiscono due tele del nicosiano Nicola Mirabella, due quadri di Gaspare Vazzano da Gangi, due statuette del Quattrocchi, nonché l'altare, i pochi resti e le reliquie del Beato Felice da Nicosia (1715-1787) che qui operò.

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