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A Palermo la Gesip cerca laureati

La società di gestione dei servizi darà priorità ai precari comunali con laurea in agraria e in ingegneria

28 agosto 2003
Cercasi precari con una laurea nel cassetto. Ma non una laurea qualsiasi, serve un titolo in Agraria, Ingegneria chimica, Economia aziendale. Per chi risponde ai requisiti, c’è pronto un posto stabile a libro paga Gesip. Ma attenzione: chi "osa" rispondere al bando e - una volta selezionato - dovesse ripensarci, perderà anche lo status di precario e dovrà dire addio al proprio posto al Comune.

Di certo, però, negli uffici di Palazzo Barone in via Lincoln (sede del settore Società miste), non temono di essere sommersi da una valanga di adesioni (termine ultimo il 30 settembre). Le figure in questione, infatti, non abbondano nel bacino del precariato comunale, che comprende oltre cinquemila fra Lsu ed ex articolisti. Molti (ma non moltissimi) i laureati, ma pochi con il titolo di studio richiesto dalla Gesip. La più grande società mista d’Italia (Comune e Italia Lavoro i due soci) cerca in pratica personale amministrativo in grado di fungere da assistente tecnico o da responsabile dei centri di lavoro. E siccome nella maggior parte dei casi le competenze della Gesip riguardano la gestione e la cura di spazi a verde, ecco il perché delle lauree richieste: Scienze agrarie, Scienze naturali, Ingegneria chimica, Economia aziendale, Scienza dell’organizzazione aziendale. O titoli equipollenti.

Le prime sessanta adesioni saranno inviate dagli uffici comunali alla Gesip, che effettuerà i colloqui, le prove e le conseguenti scelte. Chi si tirerà indietro all’ultimo momento, dovrà andare a cercarsi un altro lavoro, altrimenti avrà un posto stabile garantito di quinto livello a 40 ore settimanali. Il bando segue di alcuni giorni le recenti polemiche circa le voci su possibili assunzioni da parte della società mista, che ha l’obbligo di dare priorità agli altri precari del Comune. Ma troverà le figure richieste o sarà "costretta" a cercarle altrove? 
 
 
Fonte: Giornale di Sicilia

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28 agosto 2003
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