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Ancora più a Sud

I pochi treni che dalla Sicilia varcheranno lo Stretto di Messina, si fermeranno a Roma. Più su non si va

10 dicembre 2011

La Sicilia si allontana sempre di più dal Nord. Domani, domenica 11 dicembre, Trenitalia darà lo stop ai treni notturni che collegano direttamente l'Isola con città come Milano, Torino e Venezia. Per raggiungere il "continente", chi proprio fa "fatica" a prendere l’aereo, dovrà necessariamente fermarsi a Roma (e da lunedì prossimo, comunque, scenderà anche il numero di convogli per la capitale: cinque da Palermo e cinque da Siracusa) e da lì prendere una coincidenza. Per il percorso inverso, invece, tappa intermedia obbligata sarà Bologna.
Una situazione di disagio per i siciliani, l'ennesima, che ovviamente avrà ricadute anche a livello occupazionale.

Secondo i dati diffusi dalla Fit Cisl saranno 82 (665 in tutta Italia) i lavoratori che, per via della decisione di ridimensionare il segmento del trasporto notte, verranno licenziati in Sicilia nel settore Servirail.
Mimmo Perrone, segretario regionale Fit Cisl Ferrovie, che ha indetto uno sciopero dalle 21 del 15 alle 21 del 16 dicembre, spiega: "Lo sciopero nella regione ha una valenza in più. Ricordiamo alle istituzioni e al mondo della politica finora assente, che mentre a Roma si inaugura una stazione ferroviaria ad alta velocità, nell’isola continuiamo ad assistere a tagli ai treni a lunga percorrenza e ai posti di lavoro come quelli che scatteranno l'11 dicembre".
Trenitalia, dal canto suo, fa sapere che "questi treni a lunga percorrenza generano un costo enorme e hanno dei ricavi dalla vendita dei biglietti venduti che si sono assottigliati notevolmente perché la gente ormai, in Italia come in Europa, preferisce i voli low cost". Tra l'altro, secondo Fs, il fatto che sia stata inserita Bologna come stazione di cambio treno per chi dal Nord deve arrivare in Sicilia "ha permesso comunque tagli contenuti".

Ma i sindacati restano sul piede di guerra. "No alla politica dei tagli, sì al diritto alla mobilità anche per i cittadini del Sud". Questo è quanto ribadirà la Federazione Trasporti della Cisl Sicilia, che insieme ad altre quattro regioni del Sud manifesterà a Roma martedì 13 dicembre alle 11 davanti Palazzo Chigi per presentare al ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Corrado Passera, le proposte per rilanciare il settore ferroviario nel Sud. A manifestare saranno la Fit Cisl di Sicilia, Campania, Calabria Puglia e Basilicata, tutte regioni penalizzate dagli ulteriori tagli di Trenitalia. Saranno presenti i segretari generali delle Federazioni delle cinque regioni, per la Sicilia Amedeo Benigno, segretario generale Fit Cisl Sicilia, e Domenico Perrone, segretario Fit Cisl Ferrovie, che presenteranno un documento di richieste rivolte al ministro e a Trenitalia.
Intanto, questa mattina, trenta dipendenti della società Servirail, che si occupano dei servizi cuccette dei treni, hanno bloccato i binari 7 e 8 della stazione ferroviaria di Messina per protestare contro il loro licenziamento. I lavoratori, che hanno bloccato un treno proveniente da Venezia, hanno liberato i binari dopo circa mezz'ora, ma hanno annunciato che faranno altre proteste simili nei prossimi giorni. A Messina già da una settimana i lavoratori portano avanti un sit-in permanente sotto la sede di Servirail. La trattativa nazionale si è arenata e non si escludono nei prossimi giorni nuovi atti di protesta e blocchi sui binari.
"La situazione è molto difficile - spiega Vincenzo Testa, Vincenzo Testa, segretario provinciale della Fit Cisl Messina - Prossimamente ci sarà una nuova gara d'appalto per l'affidamento dei servizi sui treni a lunga percorrenza, ma ovviamente l'attività sarà molto ridotta". "Da un punto di vista occupazionale - ha aggiunto  - auspichiamo che presto chiunque rileverà il servizio al posto di questa società tenga conto degli 85 lavoratori messinesi. I tagli sono inaccettabili, non è possibile che i treni si fermino a Roma con i disagi che questo comporta per i viaggiatori".

Ma le azioni di protesta hanno attraversato tutta Italia. Alla stazione centrale di Milano una cinquantina di lavoratori ha organizzato un presidio, mentre dalla notte scorsa in tre sono saliti su una torre faro e hanno annunciato che non scenderanno fino a quando non si troverà una soluzione. Situazione analoga alla stazione Porta nuova di Torino, dove tre lavoratori sono saliti per protesta su un'altra torre faro, mentre un Freccia Rossa diretto a Milano è stato bloccato. Manifestazioni anche a Roma, davanti le sedi delle Ferrovie e del ministero dei Trasporti, e a Napoli dove sono stati occupati più volte i binari della stazione centrale.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno - Italpress, Repubblica/Palermo.it]

STOP AI "TRENI DEL SOLE"
di Salvo Catalano (Repubblica/Palermo.it)

Per decenni i loro nomi evocativi sono stati un simbolo dell'Italia unita e dell'emigrazione: Treno del sole, Trinacria, Treno dell'Etna. Un simbolo che adesso finirà nei ricordi: dal prossimo 12 dicembre chi dalla Sicilia vorrà raggiungere Milano, Torino e Venezia non potrà più farlo in treno. Con il nuovo orario invernale, Trenitalia ha deciso di cancellare gli ultimi tre collegamenti diretti che erano rimasti con le città del Nord. Fermata obbligata diventerà Roma.
Nel 2005 erano 56 i treni circolanti da Nord a Sud e viceversa. Oggi sono 26, e da lunedì prossimo saranno dieci. I sindacati Fit Cisl e Filt Cgil denunciano i numeri che illustrano il disimpegno del gruppo Ferrovie dello Stato dalla Sicilia. "È il colpo di grazia - denuncia Franco Spanò, segretario generale della Filt Cgil - Viene negato ai siciliani il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale". Oltre ai disagi per i passeggeri, secondo i calcoli della Fit Cisl, spariranno oltre 150 posti di lavoro tra macchinisti, capi treno, operatori della manutenzione e personale dell'indotto ferroviario.

Attualmente sono 26 i treni che uniscono le città siciliane al resto d'Italia, dal 12 dicembre diventeranno cinque da Palermo e cinque da Siracusa, tutti con destinazione Roma. Verranno cancellati del tutto il Palermo/Siracusa-Torino (Treno del sole), il Palermo/Siracusa-Milano (Trinacria) e il Palermo/Siracusa-Venezia (Freccia della Laguna). Soppresso anche l'Agrigento-Roma e viceversa. Se gli abitanti della città dei Templi vorranno raggiungere la capitale dovranno optare per il pullman. Chi, invece, sceglierà di viaggiare in treno verso una città più a nord di Roma, sarà costretto a scendere comunque nella capitale e cambiare convoglio.
"Attualmente il costo medio per andare da Palermo a Milano con un treno notte è di cento euro - afferma Spanò - Da dicembre non si sa". Trenitalia, che fornisce i servizi su commissione del ministero delle Infrastrutture, garantirà integrazioni tariffarie sui collegamenti da Roma in su per chi proviene dalla Sicilia. "Ma in questo momento è una promessa del tutto astratta - spiega Spanò - Non sappiamo se sarà mantenuta, quanto durerà e come si eserciterà. Abbiamo chiesto più volte un confronto, ma non abbiamo avuto notizie".

Resta incerto anche il futuro dei vagoni letto sui treni notte per Roma, visto che ad oggi è impossibile prenotare un posto per il 12 dicembre. Secondo i dati della Fit Cisl in quattro anni, dal 2006 al 2010, a causa dei tagli operati da Rfi e Trenitalia, il numero di passeggeri trasportati tra le due sponde dello stretto si è ridotto di un milione e duecentomila unità. Sulle decisioni di Trenitalia ha influito il pesante taglio sul trasferimento di risorse da parte del precedente governo, che ha spinto i dirigenti dell'azienda pubblica a tagliare le linee economicamente svantaggiose. "Un servizio obsoleto che aveva senso vent'anni fa" spiegano dall'ufficio stampa di Trenitalia, secondo cui, con l'eccezione dell'alta stagione, i treni notte vengono scelti da poche decine di persone.
Soltanto nel triennio 2008-2010 c'è stato un calo del 25 per cento di passeggeri. "Che il numero dei passeggeri sui treni notte dalla Sicilia fosse basso è una falsità - spiega il segretario Filt Cgil Spanò - Anzi, da un anno e mezzo Trenitalia porta avanti una politica di disincentivazione, ostacolando le prenotazioni e preferendo far viaggiare i vagoni vuoti per poi usare questo argomento a sostegno delle sue irresponsabili scelte". Il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, invita a "una forte reazione" i politici siciliani, il mondo sociale e lancia la proposta di una grande manifestazione a Roma per metà dicembre.

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10 dicembre 2011
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