Da Palermo al Cairo in gommone: un'impresa suggestiva, dalla Vucciria alle Piramidi di Giza

E' molto suggestiva l'impresa di un gruppo di gommonauti

06 agosto 2001
E' molto suggestiva l'impresa di un gruppo di gommonauti (dodici palermitani e due romani) che hanno affrontato a bordo di due battelli le 1480 miglia nautiche che separano Palermo dall'isolotto di Giza, in mezzo al Nilo e dentro l'immensa metropoli cairota.

Lo scopo dell'impresa era di dimostrare che il turismo in gommone può essere divertente e facile, e non rischioso.

Ovviamente per un'impresa del genere non sono sufficienti i piccoli gommoni da spiaggia; i natanti impiegati erano lunghi sette metri e mezzo, equipaggiati con due motori ciascuno da 1700 cc, ognuno da 120 cavalli e dotati di tutte le attrezzatura più moderne (dal Gps al sonar, al radar, all'emettitore automatico di sos).

"Non credevamo di trovare tanta simpatia e assistenza", dicono insieme il capo-spedizione Deny Orlando, imprenditore e presidente di 'Tecnomare', l'associazione sportiva che ha curato la spedizione, e l'imprenditore Pietro Gargiulo che ha messo a disposizione i gommoni, che produce.

"Dai pescatori che ci hanno soccorso sul Nilo e ci hanno tirato fuori dalla secca su cui eravamo finiti - dice Gargiulo - alle autorità egiziane ed ai diplomatici italiani qui, che ci hanno dato una mano a superare tutti gli aspetti burocratici. Fino ai poliziotti marittimi che ci hanno scortato da Alessandria fino al Cairo e che hanno vegliato sul nostro sonno in barca. Un viaggio quasi perfetto".

Che invidia!!!

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06 agosto 2001

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