Eugenia Paterna, uno scricciolo di dieci anni che vive per la ginnastica

E’ una promessa azzurra e ama il cioccolato

17 febbraio 2003

Eugenia Paterna vive a Palermo, ha dieci anni e ama il cioccolato.
Ma più del cioccolato (forse) ama la ginnastica artistica .
E’ una bambina dagli occhi grandi e dolci Eugenia ed è timida.

Trave, corpo libero, parallele, volteggio. Uno scricciolo che vola sugli attrezzi.
Per lei la ginnastica più che uno sport è uno stile di vita.
Si alza ogni mattina alle sette per andare a scuola, frequenta la quinta elementare. All’una e mezza mangia un boccone veloce e corre in palestra.

Dove l’insegnante che adora, l’aspetta per 4 ore di allenamento.
Alle sette torna a casa e fa i compiti. Eugenia si allena anche il sabato, anche d’estate. Sempre. Quando le si chiede se è stancante, se le pesa, lei sorride.

Eugenia vive come un’adulta. Ha poco tempo per giocare, per andare alle feste. Fa rinunce, sacrifici. Non si stanca mai, ha un carattere dolcissimo, fa amicizia con tutti. E’ solare e allegra.
Ha cominciato a sei anni con la ginnastica artistica. Dopo un anno era già in agonistica.

Ma le prime gare le ha fatte due anni fa.
''C’è voluto del tempo – racconta Eugenia – per anni mi sono allenata senza gareggiare. Devi prima essere pronta. Ho cominciato con le gare di gruppo e dall’anno scorso sono passata  alle individuali''.
Per Eugenia diventare una fuoriclasse richiede impegno. E non solo per via dei sacrifici, ma anche perché a Palermo manca un impianto ad hoc per la ginnastica artistica.

''Allenare le bambine oltre un certo livello è impossibile – dice l’insegnante di Eugenia - la ginnastica artistica è uno sport che in Sicilia è come se non esistesse. Le bambine devono emigrare al Nord per fare il salto di qualità''.


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17 febbraio 2003

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