Il comune chiude i fondi per l'ufficio Informagiovani

Nasce per i disoccupati di Palermo ''l'Informatenda''

07 marzo 2003
Lo sportello ''Informagiovani'' della città di Palermo chiude. L'associazione che da due anni e mezzo, senza alcun finanziamento, svolge un servizio tutto rivolto ai giovani universitari e a quelli che fra mille difficoltà non riescono a trovare lavoro è costretta a gettare la spugna e a chiudere gli sportelli.

L'utilità dei servizi offerti dallo sportello erano numerosi e andavano dalle attività culturali alle iniziative cittadine, dalle opportunità lavorative ed informative ai programmi di lavoro europei. Tutte notizie che, quotidianamente, arrivavano nelle case dei giovani siciliani.

Il motivo della chiusura è da rintracciare nei finanziamenti previsti nel piano triennale nazionale  che, da novembre 2002, non sono stati erogati così come era stato stabilito.

E così, dopo due anni e mezzo di puro volontariato, lo sportello Informagiovani della città sta per chiudere i battenti non potendo più sostenere le spese minime necessarie per affittare un locale, per pagare le utenze telefoniche ed collegamenti Internet.

''Il comune di Palermo - dice Pietro Galluccio, coordinatore dell'Associazione Informagiovani – ha già comunicato che il piano economico per lo sportello potrà essere finanziato solo dal prossimo anno. Allo stato attuale non siamo in grado di anticipare i soldi necessari per tenere in piedi il servizio rivolto a tutti i giovani. Abbiamo inviato delle lettere sia al sindaco Cammarata che all'assessore Tommaso Di Cesaro cercando di spiegare la nostra situazione. Come atto dimostrativo abbiamo deciso di piantare una tenda davanti all'Assessorato dell’Attività sociali sito in via Maqueda per pubblicizzare la nostra protesta. Chiederemo un incontro con i capigruppo dei partiti e se ci costringeranno faremo della nostra tenda la sede dello sportello Informagiovani della città di Palermo''.

L'associazione che è presente anche in altri paesi europei ha invitato inoltre i rappresentanti di ogni sede ad inviare una lettera di protesta indirizzata al sindaco Diego Cammarata e all'assessore Tommaso Di Cesaro.


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07 marzo 2003

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