Il lavoro nero non conviene più... a nessuno. La lotta al lavoro sommerso ha iniziato a dare i suoi frutti

06 novembre 2006

Lavoro nero ad alto rischio
Cristiana Gamba (Il Sole24ORE, Martedì 31 Ottobre 2006)

Il nero costa. E parecchio. Lo raccontano i dati raccolti dal Ministero del Lavoro, dopo un paio di mesi di applicazione dell'articolo 36 bis della legge 248/06 (il cosiddetto decreto ''Bersani''). Cifre che quantificano in oltre un milione di euro la somma che le imprese non regolari devono pagare, e in parte hanno già pagato, per sanare il proprio illecito.
I numeri sono stati resi noti ieri dalla direzione delle Attività ispettive, in una conferenza congiunta con Inps e Inail. Una riunione che ha chiamato a raccolta la task force nazionale dei 5mila ispettori. Secondo le stime, il dato relativo alla maxisanzione ammonterebbe a 750mila euro, mentre quello relativo all'ammenda per gli extracomunitari clandestini sarebbe di 325mila euro. Ovviamente, dal conteggio sono escluse le sanzioni di carattere contributivo previdenziale e assicurativo, che il datore deve versare per ogni addetto non in regola.

La circolare del Lavoro - Il giro di vite messo in atto per favorire l'emersione del lavoro nero ha avuto un'ulteriore spinta in seguito all'emanazione della circolare del Lavoro 29 del 28 settembre. In sole tre settimane i provvedimenti di sospensione sono passati da 28 a 88, con un incremento superiore al 200%. Sono numeri che confermano ''l'estremo rigore - ha commentato Mario Notaro, direttore delle Attività ispettive del ministero del Lavoro - con cui si sta cercando di operare per l'emersione''. Su un totale di 88 provvedimenti di sospensione, 50 sono stati revocati per avvenuta regolarizzazione (56,82%), mentre su un totale di 212 lavoratori non indicati nelle scritture contabili, 65 sono risultati essere lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno (30,66%). Il dato peraltro conferma il trend già noto circa l'elevata presenza di clandestini nell'ambito dell'irregolarità.

Le sanzioni - Accanto alle sanzioni civili, amministrative relative all'assunzione, nonché contributive e assicurative, l'elemento di novità è rappresentato dalla maxisanzione (ex articolo 16 della legge 689/81), che fissa a 3mila euro, più 150 euro per ogni giorno di irregolarità riscontrato, la multa che il datore deve pagare ogni volta che venga riscontrato un abusivo in cantiere. Il 23 ottobre scorso, a questo proposito l'Inail ha diffuso una circolare che prevede l'applicazione della penalità anche ad artigiani e commercianti che non abbiano presentato l'iscrizione alla Camera di commercio (si veda l'articolo sotto). Il deterrente dal 12 agosto viene gestito dal ministero del Lavoro (prima era compito dell'agenzia delle Entrate), e che si è sganciato dalla parametrazione forfettaria. Ora la misura, che viene applicata ai giorni reali di irregolarità, può essere constatata da tutti gli organi che riscontrano lavoratori in nero; viene quindi comunicata alle direzioni provinciali del Lavoro, cui è affidato il compito di contestarla.

Nuovi strumenti - Accanto a elevate sanzioni, gli ispettori oggi dispongono di misure dal carattere deterrente più efficace. ''La sospensione dei lavori è uno di questi'', ha spiegato Andrea Rapacciuolo, responsabile della vigilanza ordinaria della direzione del Lavoro della Lombardia. ''Prima del decreto Bersani avevamo a disposizione il sequestro giudiziario o preventivo per motivi di sicurezza. La sospensione è uno strumento forte e innovativo''.
A sostenere l'azione di emersione del lavoro in nero, accanto al 36 bis del decreto Bersani si affianca ora la Finanziaria (articolo 171), che per omessa istituzione di libro paga o per mancata esibizione del libro matricole ha previsto una sanzione che va da un minimo di 4mila euro a un massimo di 12mila. Anche questa è una norma di carattere straordinario dal momento che l'ammenda oggi tocca il massimo di 154 euro. Nello stesso disegno di legge, all'articolo 177, è prevista la possibilità di perfezionare accordi sindacali per un passaggio graduale da una situazione di completa irregolarità a un rapporto regolare. La norma peraltro faciliterebbe la revoca della sospensione all'interno dei cantieri. Ma anche per questo secondo caso la parola sta alla politica.

La maxisanzione - L'articolo 36-bis, comma 7, modifica la cosiddetta maxisanzione per il lavoro nero, introdotta nel 2002. Il decreto legge 223/2006 stabilisce che il datore è punbile con sanzione amministrativa da 1.500 a 12mila euro per ciascun lavoratore, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L'importo in caso di contestazione è fissato al doppio del minimo, vale a dire a 3mila euro.

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06 novembre 2006

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