Inghilterra-Brasile, fuori la verità

21 giugno 2002
Uscita dai giochi l'Italia, non ci resta che consolarci cercando di vedere del bel calcio in ciò che resta di questo Mondiale. Sulla carta il match che si presenta più interessante nei quarti di finale è Brasile-Inghilterra. Alcuni si sbilanciano e dicono che si tratta di una finale anticipata. Di certo in un Mondiale nel quale 3 favorite su 4 (Italia, Francia e Argentina) sono già tornate a casa la sfida tra la quarta favorita e una nazionale di tradizione e talento come l'Inghilterra rischia di diventare l'incontro più interessante di tutto il torneo.

Anche perché in campo si fronteggeranno l'attacco più prolifico (il Brasile ha 13 gol all'attivo finora) e la difesa meno battuta (l'Inghilterra ha subito un solo gol nella partita d'esordio contro la Svezia) di questo campionato. Vedremo se la solidità del 4-4-2 schierato da Eriksson avrà la meglio sul gioco spumeggiante (più nei numeri che nei fatti, in realtà, per quello che si è visto fino adesso) dei verdeoro.

Tanto per cominciare le buone notizie: l'Inghilterra recupera sia Owen che Scholes. Nessuno dei due si è allenato nella vigilia dell'incontro, ma ambedue saranno disponibili per il quarto di finale. Gli inglesi scenderanno dunque in campo con il consueto 4-4-2, con Mills e Cole rispettivamente a destra e sinistra e la diga centrale composta da Ferdinand e Campbell. A centrocampo Beckham sarà affiancato da Butt, il ritrovato Scholes e Hargreaves, mentre in avanti a cercare di fare breccia nella non irresistibile difesa brasiliana si cimenteranno Owens e Heskey. Il Brasile delle tre R (Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo) dovrebbe rispondere con la conferma a centrocampo di Juninho al fianco di Gilberto Silva. Per il resto è confermata la formazione 3-4-2-1 con Lucio, Edmilson e Roque Junior in difesa, Cafu e Roberto Carlos velocissimi esterni e Ronaldinho con Rivaldo a lanciare il Fenomeno ritrovato.

Oltre che una sfida tra due grandi squadre si tratterà anche della sfida tra due scuole di pensiero: il calcio atletico e concreto degli inglesi contro la fantasia, i colori e la creatività (a volte fine a se stessa) dei brasiliani. Il clima è dalla parte degli europei (piove e non fa caldo). Vedremo cosa ci dirà il campo.

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21 giugno 2002

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