La firma condizionata del governatore Lombardo per l'aeroporto di Comiso: "No al declassamento, sarà uno scalo nazionale"

07 settembre 2010

"Sull'aeroporto di Comiso ho espresso una firma condizionata, il protocollo è sottoscritto. Ho posto delle condizioni ed ho detto agli illustri interlocutori che ritengo, com'é giusto, che questo aeroporto é d'interesse nazionale, perché integrato nel sistema della Sicilia orientale, così come quello di Trapani è integrato in quello della Sicilia occidentale". Lo scrive, sul proprio blog, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
"La Sicilia è difficilmente raggiungibile in auto ed anche per nave. Non c'é dubbio - aggiunge - che l'aereo sia il mezzo più comodo. E l'area di Comiso è d'importanza fondamentale, perché è una terra molto bella, ospitale, ricca ed interessante dal punto di vista ambientale, oltre che dei beni culturali. Io, quindi, lavoro in una prospettiva positiva. Aeroporto nazionale, quindi, con i servizi pagati dallo Stato centrale che non andrà in fallimento per questo mentre per l'aeroporto sarebbe stato di certo un grave danno".
"La firma è data - sottolinea il governatore siciliano - ma considero scontato che l'aeroporto non sia regionale e che meriti che lo Stato sostenga quei servizi e se nessuno mi contesta ciò io non intendo revocarla. Grazie alla nostra resistenza, perché noi dobbiamo imparare a dire di no ai diktat ed ai voleri dei padroni di Roma, mentre l'articolo 4 del protocollo definiva l'aeroporto non di interesse nazionale, noi abbiamo preteso che si eliminasse la voce 'aeroporto' in modo che l'interesse non nazionale fosse riferito alle aree. Che le aree siano di interesse non nazionale e siano cedute dallo Stato é una cosa giustissima". "Abbiamo resistito - conclude - perché questo declassamento dell'aeroporto venisse cancellato e, grazie alla nostra resistenza, siamo riusciti ad ottenere questo piccolo grande risultato. Io sono convinto che l'aeroporto di Comiso avrà un grandissimo sviluppo e sarà fondamentale per la Sicilia. E' questo il motivo per cui ci siamo battuti". [ANSA]

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07 settembre 2010

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