La STMicroelectronics continua l'investimento per realizzare a Catania il ''Modulo 6''

Etna Valley continua l'ascesa verso le ricerche più innovative nel panorama informatico

30 settembre 2003
STMicroelectronics continua il suo investimento di oltre due miliardi di dollari per la realizzazione del nuovo Modulo 6 nella zona industriale di Catania che a regime porterà 1.500 assunzioni.
"Sarà una struttura - ha annunciato uno dei vice presidenti della corporate, Laurent Bosson - ad altissima tecnologia, la più grande in Europa per superficie (la zona di lavoro è estesa quanto oltre due campi di calcio senza pilastri, ndr) e sarà realizzata con grande attenzione nei confronti dell'ambiente. Per costruirla stiamo riciclando anche nostri prodotti di scarto". Nel cantiere, che secondo la St è "il più grande d'Europa perché esteso su un'area di 390 mila metri quadrati", lavorano 700 operai.

La fabbrica di auto produrrà anche l'energia elettrica di cui ha bisogno, attraverso il metano, utilizzando la rete Enel soltanto come "scorta", e utilizzerà un proprio impianto di cogenerazione per il riscaldamento, l'aria condizionata e il raffreddamento delle macchine. "L'impianto servirà il 78% delle nostre esigenze - ha spiegato Bosson - facendoci risparmiare e nello stesso tempo abbattendo notevolmente l'impatto ambientale". I primi trasferimenti nel Modulo 6 avverranno entro la fine di settembre con l'apertura degli uffici del personale e di alcuni ingegneri.
La fabbrica dovrebbe aprire tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005.

Ma non solo: microchip in grado di individuare malattie genetiche attraverso l'identificazione di errori nella trascrizione del Dna, computer velocissimi e sempre più potenti con l'utilizzo di proteine, batterie per telefonini con ricariche a combustibile che hanno un'autonomia di 20 giorni, celle elettriche solari ecologiche ed economiche. Sono gli scenari del futuro prossimo possibile secondo la ST, che da due anni ha attivato una ricerca su bio-elettronica, bio-informatica, Dna e prodotti nano-organici con due laboratori avanzati a Catania e Napoli.
I primi investimenti nel settore sono stati di 20 milioni di dollari e il sito etneo, che conta 130 dei 1.300 ricercatori presenti alla St di Catania, il prossimo anno sarà potenziato con l'assunzione di un altro centinaio di persone, tutte laureate in biologia, chimica, medicina, fisica e ingegneria.

E' stato cosi, mischiando biologia, medicina, fisica ed ingegneria che il fisico italiano Salvatore Coffa, con un passato da ricercatore della A and T Bell corporation, ha scoperto la possibilità di rendere luminoso il silicio, potenziandone il suo utilizzo. Ma alla St stanno lavorando anche su un progetto che "entro un anno e mezzo dovrebbe essere pronto alla commercializzazione" per la realizzazione di un chip in grado di "leggere il Dna" e di individuare quindi le catene a "rischio" o "difettose".
"E' un sistema molto avanzato - annuncia Coffa - che legge in automatico il genoma: basta applicare il Dna sul chip". Di più alla St non vogliono dire, ma sembra che il metodo sia già alla fase sperimentale e che, se i risultati dovessero rispettare le aspettative, potrebbe essere in commercio prima di due anni.

I ricercatori hanno già scoperto anche una proteina, elaborata da un batterio, che "spalmata" sotto forma di gel sul silicio è in grado di rendere ancora più veloce e di potenziare le memorie dei computer. Tra i progetti in cantiere anche una batteria a ricarica a combustibile per i telefonini a lunga resistenza, si parla di 20 giorni, e a ricarica immediata: basta aggiungere del gas, come ad un accendino, che la batteria è pronta per altri 20 giorni.
Tra i progetti a medio termine anche la costruzione di celle solari ecologiche a basto costo che abbattino i costi, facendoli scendere da 4,9 dollari a chilowatt a 30 centesimi a chilowatt.

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30 settembre 2003

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