Largo ai giovani!

Vince il GP di Ungheria, Alonso, il pilota più giovane nella storia a vincere un Gran Premio

25 agosto 2003
"L'ho detto diverse volte nel corso della stagione. Ma questo è davvero il giorno più bello della mia vita".
Fernando Alonso ha conquistato il GP d'Ungheria, diventando il pilota più giovane nella storia ad aver vinto una corsa di F.1. E in questo 2003 dopo due pole ha portato a casa una fantastica vittoria. "La macchina era perfetta - prosegue -, così come la strategia e io sono riuscito a guidare in modo consistente. Abbiamo avuto qualche problema venerdì ma la squadra ha lavorato per superarlo. Voglio ringraziare il team, non solo quello in pista ma anche la parte francese (che prepara i motori, n.d.r.) e quella inglese (che crea i telai a Ensotne, n.d.r.). Sono orgoglioso di correre per la Renault: vincere per loro e diventare il primo spagnolo a farlo in F.1 è fantastico".

Flavio Briatore ha tutte le ragioni per esaltarsi. "Un giorno eccezionale per la Renault, per il team e per Fernando - spiega il manager -: ha fatto una corsa perfetta e noi abbiamo azzeccato la tattica. La vittoria dimostra quanto lavoro hanno fatto i nostri uomini a Viry-Châtillon ed Enstone. Lo champagne ha un ottimo gusto: ci impegneremo sempre più perché per il prossimo successo non ci sia da aspettare troppo".

Una monoposto tutta Renault non vinceva dal GP d'Austria 1983. Deluso ma sportivissimo Trulli. "Prima di tutto è un giorno speciale per il team e voglio congratularmi con Fernando - dice Jarno -. Sono partito bene e poi ho passato Barrichello quando è arrivato lungo. Però nei primi giri dopo ogni sosta ai box perdevo aderenza, così ho perso posizioni. Ma almeno sono riuscito a tener dietro Schumacher fino alla fine".


Come è andato il GP d'Ungheria: dominio dello spagnolo della Renault, con Raikkonen 2° e Montoya 3°. Michael solo ottavo, Mondiale apertissimo: tre in 2 punti. 
Ha trionfato Fernando Alonso, diventando così il più giovane pilota ad aver vinto un GP di F.1: 22 anni e 26 giorni, battuto Bruce McLaren (e Tony Ruttman, che però correva solo la 500 Miglia di Indianapolis che fino al 1960 ha fatto parte del Mondiale di F.1). E riportando una vettura tutta Renault sul gradino più alto del podio dopo vent'anni (Austria 1983 con Prost).

Ma, celebrato a dovere il meritato successo dello spagnolo e del suo team, la storia più importante del GP d'Ungheria è quella che riguarda la sfida iridata. La lotta si fa sempre più serrata. Perché all'Hungaroring, alle spalle del pilota Renault, si sono piazzati Kimi Raikkonen (con la McLaren) e Juan Pablo Montoya (Williams), quest'ultimo nonostante un testacoda a 7 giri dal termine. Mentre Michael Schumacher, dopo una giornata poco felice per la Ferrari, ha chiuso solo ottavo, addirittura doppiato. Michael in classifica resta primo ma con un solo punto di vantaggio su Montoya e due su Raikkonen.

La gara è stata caratterizzata da una partenza molto caotica, che è costata posizioni ai due piloti Williams: alla fine del primo giro Montoya è transitato ottavo, alle spalle di Schumi, e Ralf ultimo dopo un testacoda. Poi è andata in scena la sarabanda delle soste ai box, che ha premiato le Williams e le regolari McLaren (con Coulthard unico ad effettuare solo due soste invece di tre), facendo invece perdere terreno al tedesco della Ferrari. L'altro pilota di Maranello, Rubens Barrichello, è uscito di scena dopo 19 giri per un brutto incidente quando la ruota posteriore sinistra si è staccata spedendo la rossa del brasiliano, completamente fuori controllo, dritta contro le barriere. Per fortuna senza conseguenze fisiche per Rubinho. Da segnalare il settimo posto di Jarno Trulli, alle spalle di Coulthard (5°) e un ottimo Webber con la Jaguar. E il ritiro di Fisichella, mai in gara, fermato per la rottura del motore. 


Fonte: gazzetta.it

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25 agosto 2003

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