Le donne di Termini Imerese hanno deciso: non voteranno più

''Non si può non tenere conto della disperazione e della preoccupazione di queste donne''

23 dicembre 2002
Il Coordinamento donne di Termini Imerese ha consegnato di recente al prefetto di Palermo, un plico contenente circa 3 mila schede elettorali e una petizione con circa 5 mila firme con la quale si chiedono le dimissioni dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia che hanno votato la legge Finanziaria.

La leader, Silvana Bova, ha spiegato al Prefetto che "le schede sono state raccolte in un solo giorno a Termini Imerese e sono state consegnate anche da elettori dei comuni di Sciara, Caccamo, Castelvetrano e Trabia".

"Le consegnamo - ha detto Bova al Prefetto - in segno di protesta contro il governo che firmando l'accordo con la Fiat ha tradito la nostra fiducia e non ha tutelato i nostri mariti, i nostri figli, i nostri nipoti che oggi sono in cassa integrazione".

Il Prefetto ha assicurato che consegnerà le schede alla Presidenza del Consiglio.
Commentando il gesto simbolico, Profili ha osservato che "è significativo che tanti cittadini, tanti elettori di questo Paese non credono più a niente e a nessuno".

"Non si può non tenere conto - ha aggiunto Profili - della disperazione e della preoccupazione di queste donne".

Riguardo alla petizione con la quale si chiedono le dimissioni dei parlamentari, il prefetto ha chiesto che gli venga consegnato il documento sottoscritto da deputati e senatori della maggioranza che si erano impegnati a non firmare la finanziaria se non avesse previsto interventi in sostegno della Fiat.

"Il 90% di queste donne - ha detto Bova - ha votato per il centro destra e oggi è amaramente pentita".

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23 dicembre 2002

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