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Le Siciliane di A. Il derby siciliano, chiuso ai tifosi rosanero, si svolto bene... certo non per il Palermo

03 dicembre 2007

La preoccupazione era grande per il derby di ieri tra le due squadre siciliane che si sono confrontate al Massimino di Catania. Preoccupazione sfociata anche nella polemica nata tra la vedova dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, morto durante il derby dell'anno scorso, e l'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco. La signora Marisa Grasso aveva detto che la ''città non ha rispettato la memoria'' di suo marito ''non intitolandogli lo stadio come meritava per non dimenticare'' e aveva chiesto di vietare il derby ''non ai tifosi rosanero ma a quelli etnei, per una questione di giustizia: la soluzione equa sarebbe stata quindi di farlo disputare a porte chiuse''. L'ad del Catania Lo Monaco, aveva risposto alla vedova Raciti accusandola di eccessivo presenzialismo e l'aveva invitata, senza usare giri di parole, ''a parlare di meno''. ''Non capisco le valutazioni della signora Raciti - ha detto Lo Monaco -: se il Viminale ha deciso di fare giocare la gara a porte aperte è perché i tifosi del Catania hanno dimostrato di essere rispettosi delle regole. Certo, dispiace che non si siano anche i tifosi del Palermo, ma se il Viminale ha deciso così a noi sta bene comunque. Sono certo che domenica i nostri tifosi daranno comunque un ennesimo esempio di grande civiltà''.

Civiltà che c'è stata tranne che per il lancio di uova e arance che ha accolto al Massimino l'arrivo dell'autobus sul quale erano i giocatori del Palermo. Il presidente degli etnei, Antonino Pulvirenti, ha condannato l'episodio. Nello stadio sono stati esposti due striscioni: uno nella curva riservata ai tifosi ospiti realizzato dagli studenti etnei con la scritta ''I ragazzi di Catania tifano per la pace e la legalità'' e uno nella curva Sud con la scritta ''La legge è uguale per tutti: giustizia per Gabbo''.
Gli ultras del Catania, che avevano annunciato lo sciopero del silenzio, non hanno saputo resistere all'ingresso delle due squadre nelle fase di riscaldamento: applausi convinti quando è entrato il Catania, e fischi e slogan ''chi non salta rosanero è'' quando è entrato il Palermo; a saltare anche i ragazzini delle scuole.

CATANIA - PALERMO 3-1
La partita vista dal tifoso a casa sua e non allo stadio, anche perché allo stadio non era possibile andare visto il divieto imposto per ordine pubblico...
Che cosa dire. Forse, da qualche parte, era scritto così... Doveva andare in questa maniera. In che modo, direte voi: con la vittoria del Catania, con il Palermo a fare la comparsa, (il cambio allenatore non ha portato frutti), con il bel gioco dei catanesi, con l'arrendevolezza dei palermitani, con delle decisioni arbitrali un po' discutibili, (non dimentichiamoci che il tragico 2 febbraio il Palermo vinse con 2 gol irregolari).
Insomma, diciamolo: doveva vincere il Catania... e ha vinto con grandissimo merito. Con ottimo approccio alla partita.
Grandi complimenti.
Mi astengo sul giudizio del Palermo perché siamo alla seconda gara consecutiva dei n.p (non pervenuta).
Sabato giorno dell'Immacolata arriva la Fiorentina al Barbera... Se sarà un giorno di festa lo vedremo. Ma, viste le previsioni, mi sa che di feste se ne faranno poche... E sarebbe la terza sconfitta di fila.
Ma non fasciamoci la testa prima di romperla. Pensiamo positivo.
Buon calcio a tutti. [A.G.]

Catania (4-3-3): Polito; Sardo, Terlizzi, Stovini, Vargas; Baiocco, Edusei, Giacomo Tedesco (23' pt Colucci); Mascara (10' st Izco), Spinesi, Martinez (46' st Sabato). In panchina: Bizzarri, Sottil, Morimoto, Silvestri. Allenatore: Baldini
Palermo (4-4-1-1): Fontana; Cassani, Barzagli, Biava, Zaccardo; Diana (9' st Tedesco), Guana, Simplicio, Bresciano (9' st Caserta); Brienza (29' st Jankovic); Amauri. In panchina: Agliardi, Rinaudo, Capuano, Migliaccio. Allenatore: Guidolin.
Arbitro: Trefoloni di Siena.
Reti: 29' pt Mascara, 41' pt Spinesi (rigore), 19' st Caserta, 45' st Martinez.
Note: Giornata serena, terreno in buone condizioni. Spettatori: 18 mila circa. Espulso: 19' st Caserta per fallo su Colucci. Ammoniti: Giacomo Tedesco, Barzagli, Colucci, Cassani, Martinez. Angoli: 10-3 per il Catania. Recupero: 1' pt, 4' st.

Il derby siciliano va al Catania che supera 3-1 il Palermo cancellando così lo stop di Napoli. Meglio gli etnei, soprattutto nel primo tempo, anche se favoriti da episodi decisivi. Non comincia bene il Guidolin IV sul piano del risultato e i rosanero rimediano il secondo stop consecutivo dopo quello a Torino con la Juve. Il Palermo gioca meglio nella ripresa, prova a riaprire la partita, ma resta in 10 nel momento migliore. Clima complessivamente tranquillo fatta eccezione per il pre-partita quando il pullman dei rosanero viene accolto tra uova e frutta. Una nota stonata la discutibile direzione arbitrale di Trefoloni.
Baldini schiera il consueto 4-3-3 con il tridente offensivo composto da Mascara-Spinesi-Martinez; a centrocampo Giacomo Tedesco vince il ballottaggio con Colucci, mentre in difesa rientrano Vargas e l'ex Terlizzi. Guidolin si affida a un 4-4-1-1 con Brienza dietro l'attaccante brasiliano Amauri. Oltre all'assenza di Pisano, proprio alla vigilia forfait di Cavani, in ospedale per trauma cranico dopo una botta in allenamento. A casa anche Miccoli che sarà disponibile già contro la Fiorentina.

Ritmo molto basso nei primi minuti con le due squadre che si confrontano soprattutto a centrocampo. Per vedere il primo tiro in porta bisogna aspettare 8' e a provarci è Vargas. Si gioca in un silenzio irreale per lo sciopero del tifo della curva etnea. Con il passare dei minuti il Catania aumenta la pressione, ma il Palermo quando si distende in avanti è sempre insidioso.
Dopo appena 23' il Catania perde Giacomo Tedesco costretto per un problema muscolare a lasciare il posto a Colucci. La partita si fa più interessante, i due portieri si fanno apprezzare per due uscite tempestive fuori dall'area. Al 29' il Catania passa in vantaggio con un colpo di testa di Mascara che di testa anticipa Barzagli su cross di Vargas. Proteste del Palermo perché Spinesi prima di servire Vargas si era portato il pallone fuori, per l'arbitro e i suoi collaboratori è tutto regolare.
Non c'è l'attesa reazione del Palermo e il Catania sembra superiore soprattutto a centrocampo. Al 41' calcio di rigore per gli etnei dopo una spinta di Barzagli su Spinesi: lo stesso attaccante spiazza Fontana. Nel recupero Simplicio sbaglia l'occasione per riaprire il derby. Non ci sono cambi ad inizio ripresa ma già dopo 9' si cambia: Guidolin inserisce Tedesco e il fischiatissimo ex Caserta al posto di Diana e Bresciano. Baldini risponde con Izco per Mascara. Il Palermo prova a reagire, ma il Catania non rischia quasi nulla e potrebbe fare il tris, quando i rosanero sono salvati dal solito strepitoso Fontana.

Al 18' il palermo accorcia le distanze proprio con l'ex Caserta che supera Polito con un diagonale. Subito dopo finisce la partita dello stesso Caserta espulso da Trefoloni per un fallo su Colucci che non meritava il rosso diretto. Per il Palermo è un brutto colpo nel momento migliore e il Catania sfiora ancora il gol con Martinez. Il finale è del Palermo che però non trova la via del gol. Lo trova invece il Catania che proprio al 45' con un gran tiro a girare all'angolino di Martinez batte Fontana. [la Repubblica]

- La classifica di serie A

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03 dicembre 2007
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