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Le Siciliane di A. Il Palermo e il Messina ritornano alla vittoria. Un gran regalo per i tifosi

12 dicembre 2005

ROMA - PALERMO 1-2
Roma (4-3-3): Doni 5.5, Panucci 6, Kuffour 6 (15' st Mexes 5.5), Chivu 5.5, Cufrè 6, Perrotta 5.5, De Rossi 6, Aquilani 5.5 (15' st Tommasi 5), Totti 5.5, Cassano 6.5 (31' st Nonda sv), Taddei 5 (1 Curci, 3 Bovo, 7 Alvarez, 14 Kharja). All. Spalletti 5.5.
Palermo (4-4-2): Andujar 6, Ferri 6, Biava 6.5, Barzagli 6, Grosso 5.5, Santana 6 (38' Codrea sv), Barone 6, Corini 6.5, Bonanni 6 (22' st Gonzalez 6), Makinwa 5.5 (44' st Brienza sv), Caracciolo 6. (1 Santoni, 25 Conteh, 77 Rinaudo, 59 Palmiteri). All. Del Neri 6.5.
Arbitro: Bertini di Arezzo 6.
Reti: nel pt 21' Biava, 35' Cassano; nel st 33' Caracciolo.
Note: angoli 8-2 per il Palermo. Recupero: 3' e 5'. Ammoniti: Barone, Santana e Perrotta per gioco scorretto, Biava per comportamento non regolamentare. Spettatori 35 mila per un incasso di 117.386 euro.

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La vendetta dell'ex Del Neri è una mazzata amarissima per la Roma, che adesso corre il rischio di finire definitivamente al tappeto anche in Europa. La prima volta all'Olimpico da avversario del tecnico di Aquileia acuisce la crisi dei gialorossi, costretti a incassare la quarta sconfitta casalinga e i fischi impietosi del suo pubblico. Dopo l'euforia in Coppa Italia la squadra di Spalletti torna in campionato anonima, perfino Totti una volta tanto stecca uniformandosi allo squallore generale. Un momento delicatissimo per la Roma, che arretra ancora in classifica senza riuscire nemmeno ad approfittare del ko a Livorno dei 'cugini' laziali.
Un campionato quello giallorosso già seriamente compromesso dopo 15 giornate, e per sperare in qualcosa di meglio i tifosi, dopo la decisione del Tas, sono costretti ad aspettare giugno. Non basta neanche un Cassano ritrovato (ma sempre fischiato) a salvare la 'baracca', e il ko di campionato diventa un'avvisaglia preoccupante per Spalletti in chiave Uefa. Mercoledì c'è il Basilea e se il buongiorno si vede dal mattino...
Una domenica dunque amara per le romane, ma per la Roma lo è ancora di più. I due gol del Palermo sono due altri gentili omaggi dell'imbarazzante difesa, dove Chivu non giganteggia più e perfino Kuffour non è più sicuro come prima. In porta poi Doni ogni volta che esce di pugno o di piede viene regolarmente beccato dalla curva.

Il Palermo per passare all'Olimpico non deve neppure sforzarsi più di tanto (per la Roma ben 32 le palle perse), vista la scarsa pericolosità in attacco dei giallorossi. Per l'occasione Spalletti pensa bene di lasciare misteriosamente in panchina la sua migliore punta del momento (Nonda). E' una Roma svogliata e distratta: neanche quando il gol sembra servito su un piatto d'argento (al 4' Perrotta solo davanti al portiere, poi Ferri libera di testa) riesce ad approfittarne.
Ed ecco allora che il Palermo capisce che può essere la partita della svolta, che aspettavano Del Neri e Zamparini. Al 9' fa le prove generali del gol con un colpo di testa di Barzagli. Dopo un tiraccio di Bonanni da lontano, dopo venti minuti il gol rosanero, su palla inattiva (angolo di Corini), sembra la logica punizione per Totti e compagni: Biava sorprende da dietro la traballante difesa giallorossa sovrastando Perrotta. A parte un duro contrasto aereo tra Cufrè e Santana (quest'ultimo ha la peggio con un taglio all'arcata sopraccigliare destra), succede ben poco.
Allora Spalletti sposta Cassano a sinistra al posto di un opaco Taddei. La mossa dà i suoi frutti, perché al 35' il fantasista barese si fa trovare pronto all'assist di testa di Panucci. Cassano esulta braccia al cielo, ma all'annuncio dello speaker la curva lo fischia di nuovo. Fischi anche per Doni, dopo un'altra leggerezza difensiva di Panucci: il brasiliano nei minuti di recupero sfarfalleggia in uscita, buon per la Roma che Barone non inquadri la porta.

Il Palermo insiste, il primo quarto d'ora della ripresa è tutto suo, la Roma sembra accontentarsi. Cassano prova a scuotere la Roma: ruba palla, dribbling in mezzo a tre, ma il suo sinistro si perde sul fondo. Gli ingressi di Tommasi e Mexes non rianimano i giallorossi. Anzi, è sempre il Palermo a fare la partita, come dimostrano i calci d'angolo. E al 33' i padroni di casa crollano: la difesa giallorossa si 'dimentica' di Caracciolo e fine dei giochi.


MESSINA - CHIEVO 2-0
Messina (4-4-2): Storari 6, Zoro 6, Rezaei 7, Zanchi 6, Cristante 6.5, Giampà 6, Coppola 6, Donati 6, Sculli 6 (27' st Mamede 6), Di Napoli 6.5 (32' st Mulsimovic 5.5), Zampagna 6 (44' st Sullo sv) (88 Caglioni, 3 Olorunkele, 46 Tummiolo, 41 Sullo, 29 Ruiz). Allenatore: Mutti 6.
Chievo (4-4-2): Squizzi 6, Moro 5.5 (25 st Scurto 6), Mandelli 6, D'Anna 5.5, Lanna 6, Semioli 5.5, Sammarco 5 (17' st Brighi 6), Giunti 6.5, Franceschini 6, Tiribocchi 6, Pellissier 5.5 (30' st Obinna 5). (1 Alfonso, 17 Marchese, 6 Luciano, 13 Antonelli). Allenatore: Pillon 6.
Arbitro: Racalbuto di Gallarate 6.
Reti: nel pt 17’ Di Napoli, 47' Zampagna (rigore).
Note: angoli 4 a 1 per il Chievo. Recupero: 2' e 6' Ammoniti: Moro e Giampà, per gioco falloso Note: spettatori 15.000 circa. Espulso: al 17' st Fanceschini per un pugno a Zoro.

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Una vittoria ''scacciacrisi''. Il Messina batte il Chievo, che appena otto giorni fa aveva di fatto estromesso il Milan dalla corsa per lo scudetto superandolo al 'Bentegodi', e conquista tre punti che valgono oro nella lotta per la salvezza in Serie A. Ma non solo: grazie al successo odierno, maturato per le reti di Arturo Di Napoli e Riccardo Zampagna che sono tornati a fare coppia fissa in attacco, l'allenatore Bortolo Mutti ha potuto salvare la sua panchina, divenuta davvero rovente dopo gli ultimi tonfi.
E' il primo successo stagionale del Messina davanti al proprio pubblico, il secondo in campionato dopo quello conquistato a Lecce grazie a due prodezze di Gaetano D'Agostino. Proprio nel giorno dell'assenza per squalifica dell'ex fantasista della Roma, il Messina è riuscito a trovare un'affermazione che permette di guardare ai prossimi impegni con un pizzico di serenità in più, nell'attesa della riapertura della campagna acquisti di gennaio.

Il Messina è riuscito dove il Milan aveva fallito: ha frenato la corsa del Chievo di Beppe Pillon, formazione che con il suo dinamismo e sete di successo aveva messo in difficoltà chiunque. Oggi però gli scaligeri hanno dovuto arrendersi a un Messina determinato oltre ogni aspettativa, che ha saputo perfino annullare l'handicap delle assenze. La giornata di festa giallorossa è stata completata dal ritorno in campo di Salvatore Sullo, il capitano che ha sconfitto un brutto male, lottando da par suo anche fuori dal terreno di gioco. Il Messina è stato più forte delle difficoltà (Parisi, Rafael e Yanagisawa erano fuori per infortunio, oltre agli squalificati Aronica e D'Agostino, Iliev e Fusco non convocati a causa di un provvedimento disciplinare della società).
A sua volta Pillon ha dovuto fare a meno di Amauri, Malagò e Zanchetta. Parte forte la squadra di casa che ha la necessità di vincere, ma non riesce a trovare varchi utili per mettere in difficoltà la retroguardia scaligera. La volontà del Messina è tanta, ma di occasioni non se ne vedono. Allora ci prova il Chievo con Tiribocchi, che dopo 15', si allunga troppo la palla tutto solo davanti al portiere Storari.

Il Messina trova il gol dopo 17' grazie a una bella azione di Sculli, ma soprattutto alla corta respinta del portiere del Chievo che mette Di Napoli nelle condizioni di non poter fallire. Reagisce subito il Chievo e, dopo un minuto, Giunti ci prova dal limite: il suo tiro, però, finisce alto. Clamorosa occasione per il raddoppio giallorosso: Zampagna è liberato tutto solo davanti a Squizzi, ma si fa ribattere il tiro dal portiere veneto in disperata uscita. Nel secondo minuto di recupero, primo angolo per il Messina: Zoro va a saltare ma Moro lo trattiene irregolarmente. E' rigore, che Zampagna trasforma.
La partita sembra riaprirsi dopo 6' dall'avvio della ripresa, quando un assistente distratto non segnala un evidente fuorigioco di Tiribocchi che vola e trafigge Storari. I giocatori giallorossi protestano e l'arbitro Racalbuto, dopo essersi consultato a lungo con i suoi collaboratori, annulla il gol. Decisivo probabilmente l'intervento del quarto uomo. La moviola a fine partita darà ragione alla terna arbitrale: la posizione del centravanti era irregolare.
Saltano i nervi agli uomini di Pillon e al 13' Franceschini in azione di gioco sferra un pugno a Zoro. L'arbitro vede tutto e manda il giocatore del Chievo negli spogliatoi. Il Chievo continua ad attaccare e il Messina attende il contropiede giusto per chiudere l'incontro. All'88' finisce l'incubo di Sullo, undici mesi dopo la sua ultima partita. L'ex capitano ha combattuto e sconfitto un male terribile e tutto lo stadio è per lui.

Fonte: La Sicilia


La classifica di serie A

Juventus  42 
Inter  32 
Fiorentina  32 
Milan  31 
Livorno  28 
Sampdoria  24 
Chievo  24 
PALERMO  22 
Lazio  22 
Roma  20 
Udinese  20 
Siena  18 
Reggina  17 
Empoli  17 
Ascoli  14 
MESSINA  12 
Lecce  11 
Parma  10 
Cagliari 
Treviso 

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12 dicembre 2005
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