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Le Siciliane di A. Il Palermo spreca un occasione con il Brescia. Il Messina pareggia con la Fiorentina

I rosanero hanno rincorso la vittoria per tutta la partita. Per la Fiorentina un pareggio da serie B

21 aprile 2005

PALERMO - BRESCIA 3-3
Palermo (3-4-2-1): Guardalben 6, Biava 6, Terlizzi 6.5, Barzagli 6, Zaccardo 6, Barone 6.5, Corini 6, Santana 5.5 (13' st M. Gonzalez 6), Brienza 6 (30' st Mutarelli sv), Zauli 6.5, Toni 8. (1 Santoni, 4 Morrone, 20 Raimondi, 25 Conteh, 81 M. Ferri). All.: Guidolin 6.
Brescia (3-5-2): Castellazzi 6, Mareco 6, Di Biagio 6 (3' st Zoboli sv), Domizzi 5.5, Martinez 6, Stankevicius 6.5, Milanetto 6.5, Dallamano 4.5, Wome 7, Zambrella 5.5 (22' st Schopp sv), Caracciolo 7. (22 Agliardi, 9 Sculli, 17 Vonlanthen, 24 Berretta, 40 Nannini). All.: Cavasin 7.
Arbitro: Rosetti di Torino 6.
Reti: nel pt 14' Terlizzi, 17' Wome, 22' Di Biagio rigore, 40' Toni rigore; nel st 34' Toni, 40' Caracciolo.
Note: recupero: 2' e 3'. Angoli: 5-1 per il Palermo. Espulsi: Dallamano (27' pt), per gioco falloso; Terlizzi (24' st), per fallo da ultimo uomo su Stankevicius. Ammoniti: Biava per gioco falloso; Zambrella per fallo di mani; Mutarelli per ostruzionismo. Spettatori: 33.067 per un incasso di 548.353,19 euro.

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Il Palermo rischia prima di perdere, poi di vincere, ma alla fine è costretto ad accontentarsi di un pareggio comunque spumeggiante, che diverte e allo stesso tempo lascia con l'amaro in bocca i tifosi di fede rosanero. La qualificazione in Champions League si allontana e, ancora una volta, gli uomini di Francesco Guidolin devono mordersi le mani per avere sprecato una ghiottissima occasione.
Non capita a tutti, infatti, di subire il gol del 3-3 in contropiede, in casa e a soli 5' dalla fine. Una beffa davvero dura da mandar giù, che si somma a quella di sabato sera a Genova, dove il Palermo era stato punito da un rigore molto dubbio al 90', concesso dall'arbitro Rodomonti. Il primo tempo è pirotecnico: quattro gol, due rigori, un'espulsione, occasioni da una parte e dall'altra. Le due squadre non si risparmiano e, in barba a ogni forma di speculare difensivismo, pensano più a darle che a prenderle. Il Palermo parte in sordina, ma già al 7' va vicino il vantaggio con una conclusione di Franco Brienza che, su sponda di Toni, da una ventina di metri sfiora il palo.

La manovra del Palermo non è fluida; il Brescia, almeno inizialmente, è rintanato nella propria metà campo e chiude ogni varco. Solo velocizzando l'azione, oppure spostando il gioco sulle fasce, i rosanero riescono a trovare qualche varco. Tuttavia, il gol per il Palermo arriva ancora una volta su calcio piazzato: è Corini a propiziarlo con una parabola di millimetrica precisione che pesca in area Terlizzi che firma la prima rete in rosanero e in A. Il Brescia, perso per perso, a quel punto decide di rischiare e fa bene: prima pareggia con il camerunense Pierre Nlend Wome, quindi opera il sorpasso su rigore (sfortunato Guardalben nella seconda esecuzione di Di Biagio: respinge il pallone che rimbalza sul palo e poi schizza in rete).
Il Palermo accusa il colpo, ma tira un sospiro di sollievo non appena l'arbitro Rosetti estrae il rosso per sanzionare un fallo brutto, pericoloso e inutile di Dallamano su Brienza, nei pressi della linea di centrocampo. I rosanero ci credono, alzano il ritmo e pareggiano con Toni (quindicesimo gol in campionato che gli permette di raggiungere Di Maso, il più prolifico in una sola stagione di A con la maglia rosanero) che firma il gol dell'ex. Il tempo viene chiuso da un contropiede di Santana, che tira fra le braccia di Castellazzi, dopo che Stankevicius aveva divorato il 3-2 a pochi passi da Guardalben, che prima gli ha messo il pallone fra i piedi, poi ha evitato il gol con un intervento miracoloso.

La ripresa si apre con un'azione a percussione (10') di Stankevicius, che riesce a penetrare in area e a impegnare severamente Guardalben. Poi, la formazione lombarda ricorda di essere con un uomo in meno e alza un muro davanti a Castellazzi, limitano al massimo le proprie incursioni. Il Palermo preme il piede sull'acceleratore e schiaccia il Brescia che trema, ma non cade. Guidolin inserisce Mariano Gonzalez e allarga Brienza, nell'area spiovono palloni su palloni, ma il muro bresciano resiste. Gli ospiti si concedono solo un colpo di testa di Caracciolo (23') alto di poco.
Un minuto dopo si ristabilisce la parità in campo: Stankevicius s'invola verso Guardalben e Terlizzi lo stende, prima che metta piede in area, finendo anzitempo negli spogliatoi. Poco prima della mezz'ora il Barbera grida al gol: cross da destra di Gonzalez e incornata di Toni, che manda il pallone a stamparsi sulla traversa. Il superbomber del Palermo si riscatterà a 34', firmando il 3-2 che rilancia il Palermo nella lotta per la qualificazione alla prossima Champions League. I minuti finali, però, ancora una volta sono fatali ai rosanero che subiscono il definitivo 3-3 da Caracciolo.


FIORENTINA - MESSINA 1-1
Fiorentina (4-4-2): Cejas 6, Maggio 5, Ujfalusi 6, Dainelli 6.5 (37' st Viali sv), Savini 5.5 (30' st Obodo sv), Ariatti 6, Donadel 5.5, Maresca 6, Jorgensen 6, Miccoli 5.5 (26' st Fantini 5.5), Pazzini 5.5 (22 Lupatelli, 7 Di Livio, 10 Nakata, 9 Riganò). All: Zoff 5.
Messina (4-2-3-1): Storari 6, Zoro 5.5, Cristante 6, Rezaei 5.5, Aronica 6, Donati 5.5 (26' st Di Napoli 6.5), Zanchi 6, Giampà 6 (26' st Yanagisawa 6), D'Agostino 5, Iliev 5 (37' st Rafael sv), Zampagna 5 (60 Santoro, 14 Straus , 58 D'Alterio, 18 Amoruso). All: Mutti 6.
Arbitro: Nucini di Bergamo 5.5.
Reti: nel st 16' Dainelli, 50' Di Napoli.
Note: angoli: 3 a 1 per la Fiorentina. Recupero: 1' e 6'. Espulsi: Maggio al 44' st per doppia ammonizione; Zoro al 48' per doppia ammonizione. Ammoniti: Miccoli per comportamento non regolamentare, Aronica e Savini per gioco falloso. Spettatori: 27.704 (paganti 4.085 per un incasso di 46.739 euro. Abbonati 23.619, quota 427.946 euro).

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La Fiorentina non riesce a sollevare la testa e resta con un piede nel baratro della B. La sfida con il Messina può valere la permanenza in serie A, ma all'appuntamento clou della stagione i viola mostrano ancora una volta i difetti di sempre: l'incapacità di proteggere il vantaggio e quello di chiudere la gara. Segna la squadra di Zoff, lo fa con Dainelli, ma in un finale rocambolesco, segnato da due espulsioni (Maggio e Zoro), da sei minuti di recupero e dalla voglia del Messina, si fa schiacciare nella propria area fino a subire l' 1-1 con Di Napoli.

La Fiorentina aveva il dovere di fugare lo spettro della B, non ci riesce, anzi, la situazione in coda non migliora e ora Zoff per uscire dal tunnel ha una partita in meno. Onore al Messina che gioca la sua partita con dignità; onore a Mutti che cambia la squadra nel finale, aumenta il potenziale offensivo e trova il punto che cercava. Il Messina fa festa mentre per la Fiorentina si prospettano altri giorni di passione, con le ombre di Buso e di Mondonico, gli ex tecnici, che potrebbero addensarsi sulla panchina di Zoff: a uno dei due potrebbe toccare il compito di salvare la squadra. Si comincia con la contestazione: per Zoff e per i Della Valle.
La curva Fiesole espone striscioni. «Zoff mummia vattene» accompagnato dal coro «Dino svegliati». Per la proprietà, invece, ci sono «...e questa sarebbe programmazione?» e «Il tuo mister con la cravatta la nostra disfatta». Anche la squadra, all'inizio, è beccata dai cori «Bisogna correre» e «Viola devi vincere», ma poi per i giocatori arriva il solito incessante sostegno. La Fiorentina non può fallire, il terz'ultimo posto in classifica chiama la vittoria. Così i viola cercano subito di far capire al Messina che non ci saranno tatticismi. I gigliati entrano a testa bassa, fanno la gara, mettono gli avversari nella sua metà campo.

La squadra di Mutti, che ha dalla sua una classifica tranquillizzante, non si spaventa, fa la sua dignitosa gara di contenimento, assesta qualche pestone di troppo sulle gambe di Miccoli e Pazzini (ne fa le spese Zoro ammonito intorno alla mezz'ora) e affida a D'Agostino e Zampagna il compito di provare a far gioco e di offendere. E se Cejas resta inoperoso, Storari corre due pericoli su puntate di Maresca e Miccoli (19' e 27'): la palla, in entrambi i casi sfiora la base del palo alla destra del portiere. Il Messina si difende con ordine: la diga Zanchi-Donati, schierata davanti alla retroguardia funziona. Giampà è ovunque. Iliev è sornione.
Con il passare dei minuti i siciliani decidono di non fare solo gli sparring partner e mettono il naso fuori dalla guardia con una sventola di Zanchi (35') che costringe Cejas alla deviazione in angolo. La conclusione è uno scossone per i viola, che subito tornano in avanti e sfiorano il gol con Miccoli (37') con una girata su cross di Donadel. La Fiorentina è solo volontà e spesso volontà fumosa: per il resto fa vedere passaggi e lanci sbagliati, approssimazione in mezzo al campo, dove Maresca troppo spesso parte palla al piede per finire nella rete avversaria senza via d'uscita.

Sembra che la squadra di Zoff sia prigioniera della paura del risultato, che sia schiacciata dai suoi difetti, tra cui l' assenza di una idea di gioco. Quando i viola creano qualcosa lo fanno solo su iniziative individuali ora di Jorgensen, ora di Maresca. Nella ripresa il tema della gara non cambia, la pressione viola aumenta, ma il Messina mantiene la calma e controlla, ma al 16' i viola passano, sfruttando un calcio piazzato.
Su una punizione di Miccoli, Dainelli svetta e il suo colpo di testa è vincente. I siciliani accusano il colpo e Miccoli (20'), su punizione, sfiora il colpo del ko con la palla che colpisce il palo. Mutti cambia il Messina: toglie Donati e Giampà e mette dentro Di Napoli e Yanagisawa, per aumentare il potenziale offensivo. I frutti arrivano: prima Di Napoli colpisce la traversa, poi in un finale nervoso di pedate, fischi e cartellini rossi, è lo stesso Di Napoli a trovare la conclusione gol che zavorra la Fiorentina al terz'ultimo posto in classifica.

Fonte: La Sicilia


La classifica di serie A

Juventus  70 
Milan  70 
Inter  59 
Sampdoria  52 
Udinese  50 
PALERMO  48 
Lazio  41 
Livorno  40 
Cagliari  40 
MESSINA  40 
Bologna  39 
Roma  39 
Reggina  39 
Lecce  38 
Siena  36 
Parma  34 
Chievo  34 
Fiorentina  33 
Brescia  31 
Atalanta  28 

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21 aprile 2005
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