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Le Siciliane di A [V giornata]

Zero gol, 1 punto (Lazio-Palermo 0-0) Un gol, 1 punto (Catania-Juventus 1-1)

26 settembre 2011

La partita vista dal tifoso ...
Buon lunedì a tutti.
Ddopo il tris di partite, domenica-mercoledì-domenica, ci troviamo a commentare un pareggio del Palermo sul campo della Lazio, uno 0-0, che è merce rara nei campionati dei rosanero.
Una partita un po' noiosa, quella di ieri,, un po' bloccata; solo qualche tiro in porta da parte delle due squadre, il portiere del Palermo, Tsorvas, che tira fuori dal cilindro un paio di parate importanti, un difensore centrale Silvestre, ex Catania, che ha fatto una bella partita, un attacco diciamo che ha un po' deluso.
Ma tant'è ... In questo periodo, tutto quello che arriva è grasso che cola.
Andiamo avanti a vista, come nei mari in tempesta.
Buon calcio a tutti.
[A.G]

LAZIO - PALERMO 0-0
LAZIO (4-1-2-1-2): Marchetti 7; Konko 6, Diakitè 7, Dias 6, Lulic 7; Ledesma 5.5; Cana 6 (1' st Brocchi 6), Matuzalem 5.5; Hernanes 6 (32' st Sculli sv); Klose 6.5, Cissè 6. (Bizzarri, Scaloni, Stankevicius, Kozak, Rocchi). All.: Reja
PALERMO (4-4-2): Tzorvas 7; Pisano 6.5, Silvestre 7.5, Migliaccio 6, Balzaretti 6.5; Bertolo 6.5 (14' st Acquah 6), Barreto 6.5, Della Rocca 5.5, Zahavi 5.5 (42' st Bacinovic sv); Pinilla 6 (19' st Ilicic 6.5), Hernandez 6. (Benussi, Munoz, Aguirregaray, Miccoli). All.: Mangia
Arbitro: Gervasoni di Mantova
Ammoniti: Cana, Matuzalem e Migliaccio per gioco falloso
Recupero: 0 e 2'
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Due partite all'Olimpico e un punto. E' il magro bottino casalingo della Lazio dopo l'incontro con il Palermo, che si affida al contropiede e a un ottimo Tzorvas tra i pali per portare via il minimo sindacale da una trasferta alla vigilia dipinta come assai più insidiosa.
Invece la squadra del sempre fischiatissimo (dalla Nord) Edy Reja fa un deciso passo indietro rispetto alla vittoria di Cesena e rende la vita relativamente facile agli avversari. Soprattutto nel primo tempo, quando un centrocampo privo di idee e di grinta (quella arriverà solo con l'ingresso di Brocchi) costruisce poco e quel poco in maniera confusa.
Reja conferma il 4-3-1-2. Ma il problema della Lazio, assente Stefano Mauri per infortunio, è la condizione non ottimale di Ledesma ed Hernanes. Soprattutto il brasiliano, che avrebbe nei piedi le geometrie per guidare il gioco, è poco lucido e si accende solo a sprazzi. Meglio nel secondo tempo che nel primo, ma ormai un bel pezzo di partita è andata.
Contro un Palermo (con Fabrizio Miccoli in panchina) sempre attento e disciplinato, Klose e Cisse faticano a ricevere palloni pericolosi e quei pochi li sprecano. Per godere di più libertà il francese gioca troppo lontano dalla porta ed infatti l'unico allarme per Tzorvas suona al 13', quando deve deviare un suo gran destro, ma scoccato dalla distanza.

A complicare i piani di Reja contribuisce un Lulic costretto sulla fascia sinistra dall'assenza di Radu. Ma il difensore bosniaco con il piede mancino ha poca confidenza e deve sempre rientrare sul destro, rallentando il gioco. E i cross da centrocampo sono una pacchia per i difensori rosanero.
Il Palermo non fa nulla di speciale nei primi 45': quattro difensori attenti a tenere sempre le distanze, un centrocampo con Eran Zahavi a dettare i tempi, due punte un po' leggerine, ma veloci. Tanto basta ad arrivare pericolosamente al tiro un paio di volte. Hernandez e Pinilla sono brutte bestie per il legnoso Cana (sostituito nel secondo tempo da Brocchi).
Marchetti è bravo a respingere una prima volta su Pinilla (12', poi Hernandez coglie il palo ma è in fuorigioco) ed ancora sull'uruguaiano al tiro dopo un solitario contropiede. Hernanes si fa vivo solo al 45', tiro arcuato e Tzorvas devia. Non c'è tempo ber battere l'angolo.
Reja gioca la carta Brocchi e se non altro la Lazio trova un pò di quello spirito combattivo che era mancato. Henanes si risveglia dal torpore e una sua punizione è alzata da Tzorvas sopra la traversa. Il portiere greco si ripete al 25' della ripresa, deviando miracolosamente un tiro scaturito da un rimpallo tra Hernanes e Pisano.
Il Palermo ora si difende anche in dieci e quando può cerca di colpire di rimessa. Al 32' un tiro angolato di Ilicic (entrato per Pinilla) costringe Marchetti (tanto efficace tra i pali quanto da brividi ad ogni rinvio con il suo unico piede, il sinistro) a deviare in angolo. Esce Hernanes per Sculli senza che la manovra d'attacco acquisti peso. L'ultimo acuto (43') è di Cisse, bravo a colpire al volo dopo essersi liberato di un avversario. Ma è bravo anche Tzorvas a dire ancora di no.
Finisce 0-0. Un punto a testa, ma quello del Palermo pesa di più.

CATANIA - JUVENTUS 1-1
CATANIA (4-3-3): Andujar 5, Alvarez 6.5 (29' pt Marchese 6), Bellusci 6.5, Spolli 6.5, Capuano 6, Delvecchio 6.5, Lodi 6, Almiron 6 (20' st Ledesma 5.5), Catellani 6.5, Bergessio 6.5 (33' st Suazo sv), Gomez 7. (1 Kosicky, 19 Ricchiuti, 7 Lanzafame, 11 Maxi Lopez). All. Montella 7.
JUVENTUS (4-1-4-1): Buffon 6, Lichtsteiner 6, Barzagli 6, Chiellini 5, Grosso 5, Pirlo 6, Krasic 6.5, Marchisio 6 (36' st Quagliarella sv), Vidal 5.5, Elia 5 (1' st Pepe 6.5), Matri 5.5 (28' st Del Piero sv). (30 Storari, 19 Bonucci, 5 Pazienza, 24 Giaccherini). All. Conte 6.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6.5.
Reti: nel pt 22' Bergessio, nel st 4' Krasic.
Note: angoli 11-3 per la Juventus. Recuperi: 2' e 5'. Ammoniti: Lichtsteiner, Chiellini, Almiron, Capuano e Vidal per gioco scorretto. Spettatori: paganti 11.633, abbonati 9.206, incasso 460.952.
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Piccoli passi. La Juventus non corre, ma va avanti. Quanto basta per conservare primato e imbattibilità. Il secondo pareggio consecutivo impedisce agli uomini di Conte di allungare sulla concorrenza, ma consente loro di continuare a guardare tutti dall’alto verso il basso insieme con l’Udinese.
Se i bianconeri non vanno in fuga, il merito è del Catania, protagonista di una gara generosa e di carattere, la più convincente in questa prima parte di campionato. Compattezza, presidio delle corsie laterali, uno occhio di riguardo per le fonti di gioco juventine e ripartenze immediate: così gli etnei riescono a contenere la capolista, che fatica a liberarsi dalla morsa rossazzurra migliorando solo nella ripresa, quando Conte rimpiazza Elia con il più incisivo Pepe, Krasic sale di tono e il gioco sulle fasce, abituale punto di forza, ha qualche sbocco.
Montella, premiato nelle sue scelte, prova a sorprendere la Juve schierando una formazione inedita: Almiron si muove da mezzala, Maxi Lopez va in panchina per fare posto a Bergessio, Catellani completa il tridente debuttando dal 1’ in A. Anche Conte cambia proponendo un 4-1-4-1 con Pirlo play basso, Vidal in mezzo accanto a Marchisio e l'esordiente Elia a sinistra. I bianconeri cercano di prendere subito in mano il comando delle operazioni, ma il loro possesso palla è sterile.

Senza l’abituale profondità sulle corsie laterali e con Pirlo guardato a vista da Delvecchio, la Juventus non trova il modo di rendersi pericolosa al cospetto di un avversario che tiene le linee vicine e cerca di affondare i colpi in velocità affidandosi agli spunti di Catellani e soprattutto di Gomez, i cui guizzi creano più di un problema a Grosso.
E proprio da un’accelerazione di Gomez sulla destra nasce il vantaggio etneo: l’argentino riceve palla da Delvecchio, scappa a Grosso e mette in mezzo un traversone basso sul quale Bergessio anticipa Chiellini, protagonista di un'altra domenica negativa, battendo Buffon. L’immediata replica della formazione di Conte produce un rasoterra di Marchisio smanacciato in angolo da Andujar, ma il Catania, nonostante un cambio forzato in difesa (il mancino Marchese inserito a destra per rimpiazzare l’infortunato Alvarez), guadagna coraggio e cerca ancora la porta ospite con una punizione di Lodi respinta da Buffon e un elegante sinistro al volo di Catellani che si perde sul fondo.
Il Catania apre il secondo tempo sfiorando il raddoppio dopo neppure due minuti con Delvecchio, autore di una conclusione imprecisa da posizione favorevole in piena area. Pochi secondi ed ecco il pareggio targato Juve: destro non irresistibile di Krasic dai venti metri, Andujar è incerto e non riesce a opporsi a dovere lasciando che il pallone finisca in rete. I padroni di casa potrebbero tornare subito avanti con Bergessio, che tocca male al volo su punizione di Lodi, poi sono i bianconeri ad aumentare la pressione mancando il bersaglio con Marchisio dopo un duetto con Matri.
Le squadre si allungano sul campo appesantito dalla pioggia sempre più intensa, gli spazi a disposizione aumentano. I due allenatori cambiano terminale offensivo buttando nella mischia Suazo e Del Piero e proprio quest’ultimo sfiora il gol con un colpo di testa su cross di Krasic. Conte rispolvera il 4-2-4 inserendo anche Quagliarella per Marchisio, ma è di nuovo il Catania a sfiorare la rete con Suazo, liberato da un errore di Chiellini in disimpegno: Buffon si salva in uscita. Nel finale le occasioni per piazzare il colpo risolutore non mancano, ma sia Vidal (tiro in curva a vanificare un assist di Pepe) che Gomez, Lodi e Catellani non trovano la lucidità per piazzare il colpo da tre punti.

Fonte: Lasiciliaweb Sport

- La classifica di serie A (Uefa.it)

 

 

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26 settembre 2011
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