Le Siciliane di A

Panettone indigesto per i rosanero (Lazio-Palermo 1-0). Dolcissimo pandoro per gli etnei (Catania-Roma 3-2)

22 dicembre 2008

LAZIO - PALERMO 1-0
Lazio (4-3-2-1): Carrizo 6, De Silvestri 5.5 (1' st Dabo 6), Diakite 6, Cribari 6, Radu 5.5, Lichtsteiner 6 (30' Kolarov st), Ledesma 7, Meghni 6, Foggia 6.5, Pandev 5, Zarate 5 (13' st Rocchi 7). (86 Muslera, 4 Firmani, 68 Manfredini, 81 Del Nero). All.: D. Rossi 6.5.
Palermo (4-3-1-2): Amelia 6.5, Cassani 5.5, Kjaer 5.5, Bovo 6, Balzaretti 5, Nocerino 6, Liverani 6.5, Bresciano 5 (40' st Guana sv), Simplicio 5.5, Miccoli 5.5 (33' st Mchedlidze sv), Succi 4.5. (1 Ujkani, 15 Dellafiore, 46 Raggi, 8 Migliaccio, 18 Ciaramitaro). All.: Ballardini 6.
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto 5.5.
Reti: nel st 21' Rocchi.
Note: angoli 4-3 per il Palermo. Recupero: 3' e 3'. Espulso: nel st 28' Balzaretti per somma di ammonizioni. Ammoniti: Cassani, Bovo, Balzaretti, Meghni e Dabo per gioco falloso; Foggia per proteste. Spettatori: 30 mila circa.
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Basta un gol di Tommaso Rocchi alla Lazio per piegare il Palermo e festeggiare con una vittoria il Natale.
Delio Rossi lo ha inserito nella ripresa al posto di Zarate, suscitando le ire del pubblico, il centravanti lo ha ringraziat, decidendo un match tutt'altro che spettacolare.
Si è avuta l'impressione che avrebbe vinto la squadra in grado di segnare per prima, e così è stato. L'impresa è riuscita alla Lazio, ma avrebbe potuto riuscirvi anche la squadra ospite, che ci ha provato sia pure senza precisione.

I due allenatori scelgono quasi gli stessi temi tattici, l'unica differenza è rappresentata dal modo in cui sono posizionate le squadre: entrambe giocano con tre centrocampisti La Lazio, però, opta per due rifinitori in appoggio all'unica punta Zarate; il Palermo, invece, schiera un solo uomo in rifinitura (Simplicio), alle spalle di Miccoli (che parte da sinistra) e Succi.
La partita non è bella, nè veloce, sembra di assistere a un match di fine stagione (agonistica), invece siamo solo a fine anno (solare). Lazio a fari spenti, Palermo un pò più volenteroso, anche perchè si rende subito conto che si può osare al cospetto di una difesa tutt'altro che affidabile.
Nel primo tempo, infatti, c'è più Palermo che Lazio in campo e si capisce subito: dopo 11' Nocerino, dai 18 metri, sfiora il palo e, 2' più tardi, Bresciano manda a lato. Al 14' Succi, ben servito da Liverani, arpiona splendidamente il pallone, poi - quasi stupito dal suo gesto tecnico - spara su Diakite da dentro l'area.
Se le squadre non brillano, va meglio alla terna che però commette un grave errore al 23' fermando Miccoli lanciato a rete in posizione regolare. Sul capovolgimento di fronte la Lazio confezione l'unica opportunità del primo tempo: Foggia pesca Pandev in area, il macedone controlla e spara a colpo sicuro, ma non fa i conti con l'istinto di Amelia che compie un miracolo per mettere in angolo.

Il Palermo è bravo ad arginare lo spauracchio-Zarate, costringendolo spesso a giocare spalle alla porta e impedendogli l'uno-due. L'argentino ci mette anche del suo, tenendo troppo il pallone. Il primo tempo si chiude come era iniziato: con i rosanero avanti grazie a Simplicio (fermato da Carrizo al limite dell'area) e Succi (colpo di testa parato dall'argentino).
Nella ripresa Rossi inserisce Dabo, toglie De Silvestri e arretra Lichtsteiner sulla linea dei difensori. La Lazio sembra meno svogliata e più incisiva, ma il Palermo - ben disposto in campo da Ballardini - non demorde e, quando può, ci prova. Entra Rocchi per Zarate (i tifosi fischiano Rossi per la scelta) e il centravanti si fa subito notare con un colpo di testa alto di poco.

La partita non decolla, fioccano gli errori da una parte e dall'altra e il pubblico rumoreggia, spazientito. Il gol della Lazio arriva quando nessuno lo aspetta più e dall'uomo sul quale Rossi aveva puntato tutte le proprie fiches: Ledesma conquista e difende un pallone nei pressi del limite dell'area avversaria, serve Meghni a sinistra, il cross di quest'ultimo è millimetrico per l'accorrente Rocchi che insacca con un tocco rasoterra da pochi passi.
Il Palermo potrebbe pareggiare solo 2' più tardi, ma Bresciano - a pochi passi da Carrizo - scarica il sinistro fuori da pochi metri. Nel finale, contro un Palermo rimasto in dieci per l'espulsione di Balzaretti (doppio giallo), avrebbe potuto anche raddoppiare, ma non c'è riuscita. Un paio di rigori sacrosanti non concessi (fallo di Dabo su Liverani e di Bovo su Pandev) hanno chiuso un confronto che, di certo, non passerà alla storia del calcio. Zamparini sognava un bianco Natale e invece trascorrerà con il suo Palermo un Natale in bianco.


CATANIA - ROMA 3-2
Catania (3-5-2): Bizzarri 5, Silvestre 6, Terlizzi 6, Stovini 5.5, Izco 6 (40' st Silvestri sv), Biagianti 6.5, Carboni 6.5, Baiocco 7.5, Giac. Tedesco 6.5, Mascara 7 (44' st Sardo sv), Morimoto 7.5 (41' st Paolucci sv). (12 Kosicky, 8 Ledesma, 10 Dica, 25 Martinez). All. Zenga 8.
Roma (4-3-1-2): Doni 6, Cassetti 5.5, Mexes 4.5, Juan 4, Riise 5.5 (10' st Cicinho 5.5), Perrotta 5, De Rossi 6, Brighi 5.5 (41' st Okaka sv), Baptista 5, Totti 5 (31' pt Menez 6), Vucinic 6. (25 Artur, 15 Loria, 26 Greco, 34 Virga). All. Spalletti 5.
Arbitro: Rosetti di Torino 6.5.
Reti: nel pt 34' Baiocco, 40' Morimoto; nel st 10' Morimoto, 29' Vucinic, 32' st Menez.
Note: angoli 6-4 per il Catania. Recupero 1' e 4'. Ammoniti: Vucinic, Stovini, Perrotta, Cassetti e Mexes per gioco scorretto, Terlizzi, Morimoto e Baptista per comportamento non regolamentare, Tedesco per proteste. Osservato un minuto di silenzio in memoria di Memo Prenna, miglior cannoniere in A della società rossazzurra, scomparso in settimana.
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Capolinea Catania. La corsa della Roma si ferma al Massimino. Ancora una volta. Lo scorso anno i giallorossi videro sfumare lo scudetto nello scontro diretto con i rossazzurri dell'ultima giornata, stavolta sono costretti a interrompere la striscia di otto vittorie consecutive che li aveva rilanciati su ogni fronte.
La festa, per la seconda volta di fila, è degli etnei. Trascinata dai guizzi di Morimoto, le idee di Mascara e il dinamismo di Baiocco, la squadra di Zenga sfodera una grande prestazione, giocando con intensità e ritmi decisamente superiori per 70 minuti, sino a quando la Roma, sino ad allora assente e svagata, si rianima grazie ai gol in successione di Vucinic e Menez dando vita a forcing finale che però non basta a completare la rimonta. Troppo poco per i giallorossi, che perdono presto Totti, chiamatosi fuori per un acciacco muscolare dopo 30 minuti, e chiudono male il 2008.

Zenga vira con decisione verso il 3-5-2 scegliendo due cursori come Izco e Tedesco sulla fasce. In avanti spazio alla sorpresa Morimoto accanto a Mascara. Spalletti conferma l'undici previsto con Doni in porta e Totti in avanti accanto a Vucinic. E' il Catania a fare subito la partita. Nella prima mezz'ora, la sfida è racchiusa nelle quattro palle gol di Morimoto, catalizzatore di tutte le offensive etnee.
Il giapponese ci prova con una deviazione a lato sotto misura su servizio di Baiocco (4'), un tiro di prima intenzione neutralizzato in due tempi da Doni (13'), un colpo di testa largo su traversone di Baiocco (21') e una girata sul fondo a raccogliere un servizio di Mascara (29'). La Roma stenta a carburare, non punge e perde Totti, acciaccato per un problema muscolare e vistosi pochissimo sino al cambio al 30' con Menez.
L'uscita del capitano coincide con il black out giallorosso. In sei minuti i padroni di casa piazzano un terribile uno-due. Al 34' Mascara sradica dai piedi di Perrotta un pallone e s'invola sino alla porta avversaria servendo a Baiocco un assist prontamente trasformato in rete con un preciso tocco sotto. L'immediata reazione romanista produce un tiro di Brighi che Bizzarri non trattiene anticipando poi sulla linea l'accorrente Perrotta. Il raddoppio lo sigla Morimoto, lesto ad approfittare della libertà lasciatagli dalla difesa avversaria su un lancio lungo di Tedesco: stop e tiro che trafigge Doni. Una girata a lato di Baptista chiude la prima frazione.

Nella ripresa, dopo dieci minuti, Spalletti inserisce Cicinho per Riise nell'intento di guadagnare spinta, ma è il Catania a passare ancora. Biagianti prolunga di testa una punizione dalla trequarti, Morimoto s’inserisce centralmente trovando la difesa ospite nuovamente spiazzata e batte Doni con un tocco ravvicinato. I padroni di casa potrebbero persino fare poker due volte con Morimoto (colpo di testa fuori bersaglio e scatto sul filo del fuorigioco vanificato da un'uscita di Doni), ma un guizzo di Vucinic, che elude la guardia di Stovini e supera Bizzarri, riapre la contesa.
La Roma torna a crederci e dimezza le distanze a un quarto d'ora dalla fine, quando Menez raccoglie un bell'assist di De Rossi trova il varco giusto sul primo palo sorprendendo Bizzarri. L'incontro si riaccende: scintille quando il nervoso Mexes spinge Morimoto, avviato verso la panchina per il cambio con Paolucci (il francese si ripeterà litigando pure con Paolucci). Le mischie si susseguono, il Catania ha paura di vedere sfumare una vittoria che vedeva in cassaforte.
I giallorossi hanno la palla per pareggiare al quarto e ultimo minuto di recupero, ma la girata di testa del nuovo entrato Okaka esce d'un soffio. Finale teso con un parapiglia nel serpentone che porta agli spogliatoi, propiziato forse da un gesto rivolto da Mexes alla curva nord.

Fonte: La Siciliaweb.it

- La classifica di serie A

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22 dicembre 2008

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