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Le Siciliane di A

Siam proprio forti... (Palermo-Lazio 3-1) Senza... rete (Roma-Catania 1-0)

22 febbraio 2010

La partita vista dal tifoso...
Buon lunedì a tutti.
Mi ritrovo a commentare l'ennesima vittoria del Palermo al Barbera, contro una Lazio reduce dal cambio di allenatore e dalla vittoriosa trasferta di Parma; una vittoria netta, convincente, di sostanza condita da giocate spettacolari di Pastore, del giovanissimo Hernadez, del sempre più costante Nocerino.
Delio Rossi, aspettava questa vittoria contro la "sua Lazio". E non c'è miglior "vendetta" calcistica come la vittoria di ieri pomeriggio.
Siamo ad un passo dalla Champion League. Domenica sera scontro con la Juve a Torino. All'andata il Palermo giocò forse la sua miglior partita dell'anno (Zenga in panchina). Che Delio Rossi voglia ripetersi?
A domenica prossima e... Buon calcio a tutti!
[A.G.]

PALERMO - LAZIO 3-1
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6, Cassani 6, Kjaer 6.5, Bovo 5.5, Balzaretti 6, Migliaccio 6, Liverani 6, Nocerino 7, Pastore 6.5 (27' st Simplicio 6), Miccoli 6 (17' st Budan 6), Hernandez 7 (39' st Bertolo sv). (28 Benussi, 3 Goian, Bresciano, 88 Blasi). All.: D. Rossi 6.5.
LAZIO (3-4-1-2): Muslera 6, Dias 5.5, Stendardo 6, Biava 5, Lichtsteiner 5 (1' st Cruz 5), Brocchi 6, Ledesma 4.5, Kolarov 6, Mauri 5 (16' st Matuzalem sv), Zarate 4.5, Floccari 6 (36' st Rocchi sv). (88 Berni, 4 Firmani, 13 Siviglia, 15 Hitzlsperger). All.: Reja 5.5.
Arbitro: Rocchi di Firenze 5.5.
Reti: nel pt 1' Hernandez, 28' Miccoli (rigore); nel st 29' Nocerino, 34' Kolarov.
Note: angoli 5-5. Recupero: 1' e 5'. Ammoniti: Biava per gioco falloso; Muslera per gioco scorretto; Dias per proteste; Sirigu per ostruzionismo. Spettatori: 23.104, per un incasso di 289.470,50 euro.
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Il Palermo sceglie la strada meno tortuosa per azzerare le ambizioni della Lazio e batterla senza compiere sforzi titanici: la formula del gol nel giro di una manciata di secondi, infatti, funziona a meraviglia contro un'avversaria senz'anima, senza idee (poco importa che a dirigere l'orchestra ci pensi il ritrovato argentino Ledesma, tanto fosforo ma gambe ancora troppo molli) e permette ai rosanero di passeggiare sul velluto.
Il resto sono solo dettagli. Il Palermo che scende in campo contro la Lazio ha una cosa da farsi perdonare ed una da vendicare: intanto deve cancellare il brutto 4-1 subito dalla Roma sabato scorso; e poi deve riscattare l'eliminazione dalla Coppa Italia, patita proprio contro i laziali, anche se all'Olimpico e con un altro tecnico (Ballardini).
Il gol che, dopo soli 53", l'uruguayano Hernandez infila nella porta del connazionale Muslera raccogliendo un lancio lungo di Nocerino spiana la strada al Palermo di Delio Rossi, ex con il dente un po' avvelenato - ma solo nei confronti di Lotito - che i tifosi biancocelesti non hanno mai smesso di amare. Il resto lo fa l'atteggiamento della squadra, che chiude ogni spiraglio agli ospiti e fa leva sulle ripartenze, nel tentativo di chiudere un match, di fatto, mai cominciato, nè aperto.
La Lazio ha subìto, ha rischiato, è apparsa poco reattiva in ogni zona del campo, non è riuscita ad arginare le geniali intuizioni di Pastore, fresco della sua seconda convocazione nella Nazionale argentina, nè l'esplosiva freschezza di Hernandez. Quando Zarate ha cercato, come fa di solito, di suonare la carica con i suoi dribbling, non c'è stato più spazio per le illusioni. L'argentino raramente salta l'uomo e, quando ci riesce, trova sempre i compagni fuori posizione. Insomma, un mezzo disastro.

La Lazio si fa vedere per la prima volta solo al 43', dopo i gol di Hernandez ed il rigore trasformato da Miccoli (discusso contatto in area con Muslera), e non grazie a Zarate, ma a Floccari che, dopo un doppio dribbling al limite, conclude fra le braccia di Sirigu. Zarate si vede al 46', ma Sirigu fa sempre buona guardia. Edy Reja, ex rosanero degli anni '70 (ai tempi della presidenza Barbera), si affida a Cruz, ma cambia poco. L'argentino entra dopo l'intervallo e non incide, come Matuzalem, lontano dalla forma d'inizio stagione. Al 5' ci prova Brocchi dai 22 metri e Sirigu questa volta alza in angolo, non senza rischiare una clamorosa autorete.
Esce Miccoli, che ricambia l'applauso del pubblico, per fare spazio al croato Budan, ma è sempre Pastore a giganteggiare fra le linee. Proprio da un'iniziativa del talentuoso argentino partono i pericoli per la Lazio che al 23' rischia di subire il 3-0, ma Muslera respinge di piede la conclusione di Hernandez. Il 3-0 è nell'aria e lo firma Nocerino infilandosi in un corridoio libero sulla sinistra e saltando Muslera prima di battere a rete, poi la Lazio sigla il gol della bandiera con una botta dalla distanza di Kolarov, che non cambierà la sostanza di un confronto forse mai davvero cominciato. O meglio, finito ancora prima di iniziare. La Lazio sprofonda ed esce dal Barbera al grido 'tornerete in Serie B'.

ROMA - CATANIA 1-0
ROMA (4-4-2): Doni sv, Cassetti 6, Burdisso 6, Juan 6.5, Riise 6, Cerci 6 (22' st Perrotta 5.5), Brighi 6, De Rossi 6.5, Taddei 5.5, Menez 6 (30' st Faty sv), Vucinic 6.5 (35' st Baptista 6). (1 Lobont, 3 Andreolli, 13 Motta, 22 Tonetto). All.: Ranieri 6.
CATANIA (4-1-4-1): Andujar 6, Alvarez 6, Silvestre 6, Spolli 6.5 (35' st Morimoto sv), Capuano 5, Augustyn 5, Mascara 5, Izco 5.5, Ricchiuti 5 (27' st Delvecchio sv), Llama 5.5 (18' st Martinez 5), Maxi Lopez 5 (1 Kosicky, 2 Potenza, 5 Carboni, 23 Terlizzi). All.: Mihajlovic 5.
Arbitro: Bergonzi di Genova 6.
Rete: pt 18' Vucinic.
Note: angoli 7-4 per la Roma. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Mascara e Faty per gioco falloso, Maxi Lopez e Perrotta per comportamento non regolamentare.
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Nessun regalo per Sinisa Mihajlovic. Il tecnico del Catania aveva chiesto alla sua squadra un'altra vittoria all'Olimpico per festeggiare i 41 anni appena compiuti. Dopo aver battuto la Lazio, gli etnei speravano nel colpaccio-bis contro la Roma. In campo, però, gli auspici sono rimasti ben lontani dal tramutarsi in realtà.
Contro i giallorossi, arriva la prima sconfitta nel girone di ritorno. Prova incolore dei rossazzurri, timidi, lenti e mai pericolosi. L'abituale aggressività chiesta da Mihajlovic stavolta non si vede. La Roma, appesantita dall'impegno di giovedì sera in Europa League contro il Panathinaikos, non ha la brillantezza dei giorni migliori e gioca su ritmi bassi.
Il Catania ha il torto di adeguarsi, rinunciando a osare. L'assenza di Carboni (in panchina perchè non ancora al meglio) e Biagianti (squalificato) si sente. Augustyn davanti alla difesa viene spesso tagliato fuori dal gioco, gli etnei non trovano profondità sulle fasce, l'azione riparte con difficoltà e Maxi Lopez resta isolato in avanti.
A ciò si aggiunga il solito errore difensivo in marcatura che, puntuale, giunge sul gol decisivo di Vucinic, dimenticato da Capuano nel cuore dell'area su angolo di Menez. La Roma non ha molta benzina e vive di rendita sul guizzo del montenegrino, che dopo un colpo di testa di Spolli fuori bersaglio si fa vedere ancora con un taglio in area sul quale Andujar e Silvestre salvano poi in qualche modo. I capitolini non brillano, ma sfiorano il raddoppio con De Rossi: Andujar devia in angolo con un bel riflesso.

Il Catania non cambia passo neppure nella ripresa. La partita resta brutta e priva di emozioni. Un destro di De Rossi bloccato a terra da Andujar senza problemi rompe per un attimo la monotonia di un incontro caratterizzato da troppi errori di misura da entrambe le parti. La Roma si accontenta e i rossazzurri non fanno nulla per metterle pressione. L'ingresso di Martinez e Delvecchio non modifica le cose. Doni fa da spettatore sino a fine partita, l'unico spunto accettabile nel finale è di Taddei, il cui potente destro sorvola la traversa.

Fonte: La Siciliaweb.it Sport

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22 febbraio 2010
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