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Le Siciliane di A

Il 'Diavolo' fa le pentole e il Palermo ci mette il coperchio (Palermo-Milan 3-1). Ma che combina il Catania? (Livorno-Catania 3-1)

26 aprile 2010

PALERMO - MILAN 3-1
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 7, Cassani 6, Kjaer 6, Bovo 7, Balzaretti 6, Migliaccio 6.5 (20' st Bertolo sv), Liverani 6 (44' st Blasi sv), Nocerino 6, Pastore 6.5, Miccoli 7, Hernandez 6.5 (12' st Cavani sv). (28 Benussi, 89 Celustka, 27 Calderoni, 20 Budan). All.: D. Rossi 7.
MILAN (4-3-1-2): Dida 6.5, Zambrotta 5 (17' st F. Inzaghi 5.5), Oddo 5, Thiago Silva 6, Antonini 5, Gattuso 5.5, Pirlo 6.5, Jankulovski 5 (35' st De Vito sv), 10 Seedorf 6 (42' st Mancini sv), Ronaldinho 6, Huntelaar 5.5. (12 Abbiati, 53 Romagnoli, 59 Albertazzi, 51 Strasser). All.: Leonardo 6.5.
Arbitro: Romeo di Verona 6.
Reti: nel pt 9' Bovo, 18' Hernandez; nel st 10' Seedorf, 24' Miccoli.
Note: angoli 7-5 per il Palermo. Ammoniti: Huntelaar per proteste; Gattuso per gioco falloso. Recupero: 0' e 4'. Spettatori: 25.695, per un incasso di 634.195,00 euro.
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Basta un tempo, il primo, al Palermo per passare sui resti del Milan, che si presenta in Sicilia senza Bonera, Favalli, Kaladze, Nesta, Abate, Ambrosini, Beckham, Flamini, Borriello e Pato, fra infortuni e squalifiche. Praticamente, una squadra.
La differenza fra chi è rimasto a casa e chi, invece, suo malgrado è costretto a scendere in campo, è profonda e si avverte in ogni zona del campo fin dai primi minuti. Altra differenza, fra due squadre che giocano con un passo nettamente diverso, sta nell'impatto con la partita: disastroso quello dei rossoneri, perfetto questa volta quello degli uomini guidati da Delio Rossi che, rispetto alla trasferta di domenica scorsa a Cagliari, sembrano rigenerati. Ma questa non è una novità.
Il Milan si affida all'estro di Ronaldinho, alla tecnica di Seedorf ed al fosforo di Pirlo, forse l'unico veramente ispirato della truppa rossonera, ma non basta. Appena il Palermo riparte con Miccoli, Hernandez e Pastore, sono guai grossissimi. L'azione dei padroni di casa è fulminea soprattutto a sinistra, dove Zambrotta non riesce ad arginare Miccoli, che sembra un fulmine.

Quando il Milan si porta nella metà campo del Palermo parte già da -2: al 9' angolo dalla sinistra di Miccoli, che fa spiovere il pallone nella zona di Hernandez, l'uruguaiano sfiora il pallone al centro dell'area, facendolo pervenire sul secondo palo dove è appostato Bovo che insacca da pochi passi; al 18' Miccoli soffia il pallone a Oddo e verticalizza per Hernandez che infila Dida con un diagonale rasoterra di sinistro.
La prima, vera occasione capita sui piedi di Huntelaar per una grave amnesia di Kjaer che al 25' gli tira addosso il pallone in piena area, l'olandesino (il Milan era abituato a ben altri 'tulipani') controlla e tira a botta sicura da pochi metri, ma Sirigu blocca a terra. Al 31' ci prova Pirlo, con una delle sue parabole arcuate e velenose, il pallone si abbassa proprio ad un palmo dalla traversa, ma Sirigu vola ed alza in angolo.
Il Palermo tiene botta e Miccoli va a caccia di gol e record (è a soli 2 centri da Di Maso, re dei bomber rosanero in A) al 35' con un gran rasoterra che Dida manda in angolo. Il tempo si chiude con un anticipo acrobatico di Sirigu su Huntelaar e con il Milan in avanti più per onor di firma che per autentica convinzione.

Nella ripresa, i rossoneri sono chiamati a fare la partita ed il Palermo punta tutto sulle ripartenze. Manca però la lucidità, fra i padroni di casa. Il Milan ne approfitta ed accorcia le distanze con Seedorf, bravo a sfruttare un bell'assist di Ronaldinho, mettendo paura al Palermo. Leonardo sceglie la strada del tridente: getta nella mischia Inzaghi e toglie Zambrotta. Superpippo va a fare reparto con Huntelaar e Ronaldinho, mentre Antonini va sulla destra del settore difensivo e Jankulowski arretra dalla parte opposta. Rossi risponde con Bertolo per Migliaccio.
Nel momento di maggiore pressione del Milan, come spesso avviene in questi casi, il Palermo chiude il confronto con la 17/a perla di Miccoli in campionato: la punta riceve da Liverani, poco dentro l'area, si gira e fulmina Dida con un destro a rientrare che s'insacca sotto l'incrocio alla sinistra del portiere. Un gol che somiglia molto a quello realizzato a San Siro all'andata. Basta e avanza per mandare il Diavolo all'inferno e ricominciare a sognare un posto in Champions. Nel finale c'è spazio per quattro interventi di Dida (3 su Cavani, uno su Pastore), che evita l'aggravarsi del passivo, e per il debutto del giovane De Vito.

LIVORNO - CATANIA 3-1
LIVORNO (3-4-2-1): De Lucia 6, Bernardini 6.5, Knezevic 6.5, Galante 6, Raimondi 6 (34' st Modica sv), Moro 6, Bergvold 6.5, Vitale 6, Di Gennaro 6 (17' st Mozart 6), Bellucci 6.5 (20' st Danilevicius 5.5), Lucarelli 6.5. (25 Rubinho, 5 Marchini, 22 Prutsch, 90 Simeoni). All.: Ruotolo 6.5.
CATANIA (4-3-3): Andujar 6, Alvarez 5.5, Silvestre 5, Terlizzi 5, Capuano 4.5, Delvecchio 5 (19' st Morimoto 5.5), Biagianti 6, Ricchiuti 5.5 (8' st Potenza 5), Izco 5 (30' st Ledesma 5.5), Maxi Lopez 6, Mascara 5. (30 Campagnolo, 3 Spolli, 5 Carboni, 26 Sciacca). All.: Mihajlovic 5.
Arbitro: Pierpaoli di Firenze 6.
Reti: nel st 5' Lucarelli su rigore, 15' Bellucci, 20' Bergvold, 42' Maxi Lopez.
Note: angoli 3-3. Recupero: 1' e 3'. Espulso Capuano (5' st) per doppia ammonizione. Spettatori: un migliaio circa.
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Altro che salvezza anticipata. Il Catania rimedia una brutta figura a Livorno, incassa tre reti dal peggior attacco del campionato e si complica la vita proprio nella domenica in cui avrebbe dovuto mettersi al sicuro una volta per tutte.
La squadra di Mihajlovic è irriconoscibile. Contro una formazione che non aveva mai vinto nel girone di ritorno ottenendo appena 5 punti in 15 giornate, i rossazzurri non mostrano neppure un pizzico dell'abituale determinazione, adeguandosi ai ritmi lenti del Livorno e non affondando mai i colpi nonostante i chiari limiti degli avversari.
Abbandonati dalla tifoseria organizzata, che diserta lo stadio, gli amaranto approfittano della giornata da dimenticare degli avversari sfruttando la superiorità numerica guadagnata nella ripresa grazie all'espulsione di Capuano e conquistano quel successo che mancava addirittura dal 10 gennaio scorso. Tre punti che non riescono a evitare la retrocessione anticipata agli uomini di Ruotolo, rimasti a -10 dal quartultimo posto a tre giornate dalla conclusione. Il Catania, invece, rimedia la terza sconfitta del girone di ritorno e vede la classifica accorciarsi pericolosamente. Il terzultimo posto resta a sei lunghezze, ma gli etnei vengono superati dall'Udinese, agganciati dalla Lazio e avvicinati dal Bologna, quartultimo a una sola lunghezza.
Contro la Juventus, prossima avversaria al Massimino, serve una prestazione di sostanza per evitare complicazioni e cancellare la gara di Livorno, di gran lunga la peggiore della gestione Mihajlovic. Una partita da dimenticare, giocata senza nerbo dai rossazzurri. Le due ottime occasioni da rete fallite in avvio da Delvecchio (colpo di testa debole) e Ricchiuti (diagonale fuori bersaglio da buona posizione) fanno intuire subito come manchi la cattiveria giusta. Il Livorno pecca decisamente di qualità, sa di essere condannato alla B e andrebbe assaltato con decisione. Invece il Catania permette ai padroni di casa (pericolosi con un tiro di Bergvold dal limite deviato in tuffo da Andujar) di restare in partita.

A parte un gol a Maxi Lopez annullato per un fuorigioco che non c'è, i locali non corrono rischi nella prima frazione di gioco e in apertura di ripresa trovano l'accelerazione che decide la gara. Palla persa a centrocampo e buco difensivo degli etnei, Di Gennaro s'incunea in area e viene atterrato da Capuano: espulsione e rigore, trasformato da Lucarelli. Mihajlovic rimpiazza subito Ricchiuti con Potenza per tornare alla difesa a quattro con Alvarez mandato a sinistra. Il Catania si sbilancia, avanza senza lucidità e offre il fianco al contropiede dei locali. Raimondi colpisce il palo al quarto d'ora e poco dopo Bellucci raddoppia con un gran destro all'incrocio su sponda di Lucarelli.
I rossazzurri non ci sono. Nessuna idea in attacco e squadra lunghissima: è facile per il Livorno triplicare in contropiede con Bergvold, servito da Lucarelli. Mihajlovic manda in campo Morimoto e Ledesma, ma non cambia nulla. Il Catania non va oltre un tiro di Biagianti facilmente controllato da De Lucia. Solo a tre minuti dallo scadere Maxi Lopez s'inventa una rete spettacolare con una rovesciata volante in area sugli sviluppi di una punizione di Silvestre respinta da De Lucia. Ma è troppo tardi.

Fonte: La Siciliaweb Sport

- La classifica di serie A

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26 aprile 2010
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