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Le Siciliane di A

Un quasi autogol e un rigore "generoso" per una brutta partita (Bari-Palermo-1-1). Bravo Lopez! (Catania-Brescia 1-0)

20 dicembre 2010

BARI - PALERMO 1-1
BARI (4-4-2): Padelli 6, Masiello A. 6.5, Belmonte 6, Rossi 4.5, Raggi 6, Alvarez 5.5, Gazzi 6, Donati 6, Rivas 6.5 (28' st Romero 5.5), Kutuzov 6 (6' st Caputo 5.5), Barreto 5.5 (37' Rinaldi 6). (78 Boerchio, 91 D'Alessandro, 13 Pulzetti, 30 Rana). All.: Ventura 6.
PALERMO (4-3-2-1): Sirigu 6, Cassani 6, Goian 6, Bovo 6, Balzaretti 6.5, Migliaccio 6, Bacinovic 6.5 (38' st Liverani sv), Nocerino 6.5, Pastore 6 (33' st Kasami 6), Ilicic 6.5, Miccoli 5.5 (1' st Maccarone 6). (99 Benussi, 29 Garcia, 6 Munuz, 24 Rigoni). All.: Rossi 6.
Arbitro: Rizzoli di Modena 6.
Reti: 47' pt Ilicic, 8' st Masiello (rigore).
Note: angoli 4-3 per il Palermo. Recupero: 2', 3'. Espulsi: Rossi al 32' pt per doppia ammonizione. Ammoniti: Migliaccio, Bovo, Goian e Raggi per gioco falloso. Spettatori: 15 mila circa.
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Un quasi autogol e un rigore generoso. Due episodi decidono un brutto Bari-Palermo. Al San Nicola finisce 1-1 e il punto va bene soprattutto ai pugliesi che giocano in 10 contro 11 per un'ora e fermano una squadra che sogna la Champions League, ma che oggi ha avuto il torto di fare davvero poco per vincere.
Queste partite, chi vuole diventare grande, le deve far sue, il Palermo non c'è riuscito per limiti propri e per merito di un Bari che ha lottato fino al 93'. Il 2010 si chiude benino per i pugliesi, maluccio per i rosanero che comunque non perdono di vista il quarto posto.
In casa Bari l'infermeria è sempre affollata, ma Ventura si consola con il recupero della coppia d'attacco titolare. Tornano, infatti, Barreto e Kutuzov, in campo anche gli esterni Rivas e Alvarez, mentre tra le tante defezioni spiccano quelle di Almiron e Gillet. Al posto del portiere belga c'è Padelli, mentre l'indisponibile dell'ultima ora è Pulzetti fermato dall'influenza.

In casa Palermo out Hernandez e Pinilla. Rossi preferisce Goian a Munoz al centro della difesa, a centrocampo recupera Migliaccio e in attacco si affida al leccese Miccoli (i fischi del San Nicola sono tutti per lui), unica punta con Ilicic e Pastore trequartisti. Partita da vincere per il Bari, ultimo e con 5 punti di ritardo sulla quart'ultima. Posta in palio pesante anche per i rosanero che inseguono il 4° posto, lontano quattro lunghezze.
Pur senza strafare il Palermo non ha difficoltà a fare la partita, puntando sulla tecnica dei suoi fantasisti e la corsa dei cursori di centrocampo. Ancora una volta però, Pastore non è in giornata sì. L'argentino, fresco di rinnovo, non è al top della forma e si vede, ma con la sua classe riesce comunque a fare la differenza. Al 6' ci prova con un destro di poco largo. Pochi palloni per Miccoli che fatica a trovare la posizione lui che punta centrale non è.
Il Bari vive sulle giocate degli esterni, Rivas e Alvarez riescono a mettere in difficoltà Cassani e Balzaretti, ma di pericoli veri non ne creano. Pugliesi nervosi, qualche entrata al limite e molte proteste. Dopo un presunto fallo di mani di Bacinovic in area, Rossi entra in maniera scomposta su Nocerino, secondo giallo ed espulsione. Bari in 10, Ventura furioso in panchina.
Il Bari si copre, dentro Rinaldi per Barreto. Il Palermo capisce che è il momento di spingere, ci prova con le conclusioni dei suoi trequartisti, ma riesce a sbloccare il risultato soltanto al 2' dei due minuti di recupero e il gol rosanero è la dimostrazione che per i pugliesi è proprio un momento no: sul sinistro al volo di Ilicic, decisiva la deviazione di Belmonte che beffa Belmonte: Palermo in vantaggio all'intervallo.

Nella ripresa resta negli spogliatoi Miccoli (problemi al ginocchio), al suo posto Maccarone. Ventura cambia dopo qualche minuto e inserisce Caputo per Kutuzov. Al 7' un altro peisodio che cambia la partita: Goian è ingenuo nell'allargare il braccio su Rivas, Rizzoli è fin troppo fiscale e concede un rigore dubbio al Bari. Sul dischetto va Andrea Masiello (il migliore dei suoi) che batte Sirigu. Un gol che vale oro per i pugliesi.
Il Palermo si riversa nella metà campo avversaria, ma con poco lucidità e con un Pastore che non riesce ad incidere. Il più pericoloso è Cassani che ci prova due volte di destro. Anche Ilicic cerca di inventare qualcosa e a trovare il gol dalla distanza. La stessa idea di Nocerino, ma Padelli è sempre attento. Il Palermo non riesce a mettere l'attaccante in condizione di concludere a rete.
Così il Bari controlla e con Caputo cerca anche il jolly. Rossi si gioca la carta Kasami, fuori Pastore, dentro anche Liverani per Bacinovic, niente da fare. Le ultime due occasioni sono per Maccarone, ma l'ex Siena non trova il gol-vittoria. Finisce 1-1.

CATANIA - BRESCIA 1-0
CATANIA (4-1-4-1): Andujar 6.5, Alvarez 6, Bellusci 6, Silvestre 6, Capuano 6, Carboni 6.5, Gomez 6.5 (48' st Delvecchio sv), Ledesma 6, Ricchiuti 6 (23' st Izco 6), Pesce 5.5 (21' st Llama 6), Maxi Lopez 7. (30 Campagnolo, 9 Antenucci, 12 Marchese, 26 Sciacca). All. Giampaolo 6.
BRESCIA (4-3-3): Sereni 7, Zambelli 6, Mareco 6, Bega 6, Martinez 5 (26' st Daprelà 6.5), Hetemaj 5.5 (32' st Taddei sv), Budel 5.5, Baiocco 6.5, Diamanti 5.5, Possanzini 5, Eder 5.5 (8' st Feczesin 5). (1 Arcari, 4 Filippini, 8 Vass, 23 Dallamano, 31 Taddei). All. Beretta 6.
Arbitro: Orsato di Schio 5.5.
Reti: nel pt 32' Maxi Lopez.
Note: angoli 4-3 per il Brescia. Recupero 1' e 4'. Ammoniti Martinez per fallo di mano, Diamanti per proteste, Hetemaj, Capuano, Mareco e Llama per gioco scorretto. Spettatori paganti 11.000.
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I bomber veri hanno un solo modo di festeggiare. Segnando. Maxi Lopez è attaccante di razza e non si sottrae alla regola. Diventato padre per la seconda volta ieri con la nascita del piccolo Costantino, l'attaccante argentino si regala un'altra giornata felice mettendo la firma sulla vittoria del Catania contro il Brescia.
La terza rete stagionale del centravanti rossazzurro permette agli etnei, reduci da due sconfitte di fila, di tornare a respirare allontanandosi dalla zona a rischio. Partita non facile da interpretare per i catanesi, in formazione d'emergenza e provenienti dalla pessima prova di Cagliari. La formazione di Giampaolo bada al sodo, stringe i denti e la spunta di misura sui bresciani, che dopo essere tornati al successo con l'arrivo di Beretta in panchina pagano i propri limiti in attacco non riuscendo a dare sostanza alla propria reazione dopo lo svantaggio.
Il Catania cerca di fare la gara sin dalle prime battute, ma fatica a trovare spazi. La spinta sulle fasce è limitata, la trequarti avversaria intasata, l'assistenza a Lopez approssimativa: agli etnei non resta che provarci dalla distanza con due conclusioni senza esito di Capuano e Gomez. Più significativo il tiro dal limite di Ricchiuti, che chiama Sereni alla deviazione in angolo. Anche il Brescia, orfano di Caracciolo, ha i suoi problemi in avanti, dove gli uomini del tridente cercano di togliere riferimenti alla difesa etnea non andando oltre, però, un diagonale fuori di Eder su chiusura corta di Silvestre.

Per sbloccare la situazione serve un lampo individuale. E’ Gomez a propiziare il vantaggio rossazzurro andando via a Martinez sulla destra e mettendo in mezzo un pallone che Budel in scivolata non riesce a respingere a dovere permettendo a Maxi Lopez di arrivare sul pallone facendo centro con un guizzo da vero bomber. La squadra di Beretta potrebbe pareggiare subito con Eder, che raccoglie un pallone filtrato attraverso le maglie della difesa di casa trovando Andujar pronto alla respinta di piede.
Un rasoterra di Budel a fil di palo apre la ripresa, ma il Brescia non è continuo nella sua azione offensiva e lascia al Catania metri buoni per il contropiede: Maxi Lopez li sfrutta per impegnare Sereni in una respinta ravvicinata. Tocca poi a Gomez farsi luce in area e costringere il portiere avversario all'intervento.
Beretta butta nella mischia Feczesin, Giampaolo replica rimpiazzando Pesce e Ricchiuti con Llama e Izco e passando al 4-5-1 con il solo Lopez a fare reparto in avanti. Gli etnei vanno a un passo dal raddoppio su calcio piazzato: punizione di Llama e colpo di testa di Silvestre sul quale Sereni si supera con un ottimo riflesso. Il Brescia ha la palla buona per il pari a due minuti dallo scadere, quando il nuovo entrato Daprelà stacca di testa in area sugli sviluppi di un angolo trovando Carboni pronto a salvare sulla linea porta e risultato.

Fonte: Lasiciliaweb Sport

- La classifica di serie A (Uefa.it)

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20 dicembre 2010
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