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Le Siciliane di A

Il ritorno di Miccoli... (Palermo-Bari 2-1). Gli etnei rimangono in serie A (Brescia-Catania 1-2)

09 maggio 2011

PALERMO - BARI 2-1
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5, Darmian 6, Munoz 5.5, Bovo 6.5, Garcia 5 (27' st Carrozzieri sv), Acquah 6, Bacinovic 6, Nocerino 6.5, Kasami 5 (1' st Ilicic 6), Miccoli 6, Pinilla 6 (1' st Hernandez 6). (99 Benussi, 66 Andelkovic, 11 Liverani, 77 Kurtic). All.: D. Rossi 6.
BARI (4-3-1-2): Padelli 6.5, A. Masiello 6.5, M. Rossi 5.5, Belmonte 5, Parisi 6, Kopunek 5, Donati 5.5 (25' st Ghezzal 5.5), Gazzi 6, Bentivoglio 6.5, Huseklepp 6 (35' st Grandolfo sv), Romero 5 (30' st Rivas 5). (41 Perina, 6 Rinaldi, 84 Raggi, 4 Almiron). All.: Mutti 6.
Arbitro: Pinzani di Empoli (Firenze) 6.
Reti: nel pt 2' Bentivoglio, 40' Miccoli; nel st 7' Bovo.
Note: angoli 5-4 per il Palermo. Recupero: 3' e 3'. Ammoniti: Munoz, Kopunek e Padelli per gioco falloso. Spettatori: 19.808, per un incasso di 270.865,00 euro.
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Come un buon viatico in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Può essere definito così, ed annoverato fra le vittorie che non faranno storia, il 2-1 inflitto dal Palermo al Bari, al termine di un match giocato con la testa altrove da entrambe le squadre: i rosanero pensavano già al retour-match di martedì contro i rossoneri, che mette in palio la finale del trofeo di Lega ed una consistente fetta di storia; i pugliesi alla prossima stagione, visto che sono ormai con entrambi i piedi in Serie B.

Era una partita che aveva ben poco da dire e quel poco che ha detto è racchiuso in alcuni episodi: i tre gol, un paio di parate salva-risultato di Sirigu (strepitoso l'intervento compiuto sulla conclusione ravvicinata di Kopunek, a botta sicura, al 12' del secondo tempo) e nel rigore beffardo calciato (e sbagliato) da Miccoli, leccese doc che, contro il Bari, ha addirittura sfoderato un inguardabile cucchiaio alla Totti, che il giovane portiere Padelli ha bloccato senza scomporsi.
Il Romario del Salento, tuttavia, ha ugualmente vinto il personalissimo derby contro i galletti pugliesi, realizzando il gol del momentaneo pareggio (rasoterra su servizio di Pinilla), dunque dando il la alla rimonta del Palermo (messo sotto dalla rete di Bentivoglio, imbeccato da Gazzi), proprio nel giorno della sua 200/a apparizione in Serie A. Doppia, anzi tripla, festa per Miccoli, che in un solo giorno ha pure ritrovato la maglia da titolare e la fascia di capitano, dopo un lungo periodo di panchina e tribuna.
Il Bari, che nell'attuale campionato aveva già subito 22 sconfitte, ha giocato con un certo acume tattico, ma ha commesso gli stessi errori che, assieme all'interminabile lista degli infortunati, ne hanno provocato la retrocessione in B. I pugliesi hanno mostrato carattere, ma non è bastato contro un Palermo assolutamente inedito e piuttosto svagato.
Delio Rossi, come era nelle previsioni della vigilia, ha lasciato a riposo i big: da Cassani a Balzaretti, da Pastore a Migliaccio, ed alla fine l'ha spuntata lo stesso grazie al gol nella ripreaa di Bovo, che ha insaccato da pochi passi un cross dalla sinistra di Ilicic. Ma non solo: ha regalato anche uno scampolo di partita a Carrozzieri, che non respirava il profumo dell'erba del Barbera da oltre due anni, ossia da quando era stato fermato perchè risultato positivo alla cocaina (primavera 2009). Il difensore abruzzese è stato osannato a lungo dal pubblico, che aveva voglia di ritrovare uno dei giocatori più amati, ed ha pure giocato con disinvoltura un paio di palloni.


BRESCIA - CATANIA 1-2
BRESCIA (4-3-1-2): Arcari 5; Zambelli 5, Zoboli 5, Bega 5, Berardi 5; Baiocco 5 (22' st Lanzafame 3), Hetemaj 4.5, Konè 5 (4' st Jonathas 5.5); Diamanti 6; Caracciolo 5, Eder 5. (12 Leali, 4 Filippini, 5 Zebina, 8 Vass, 20 Accardi). All: Iachini 5.
CATANIA (4-3-3): Andujar 6; Potenza 6, Silvestre 7.5, Spolli 7, Capuano 6.5; Ricchiuti 6 (20' st Lodi 6), Carboni 6.5, Biagianti 6.5; Schelotto 6.5, Bergessio 7 (36' st Lopez sv), Gomez 7. (30 Campagnolo, 12 Marchese, 13 Izco, 18 Augustyn, 24 Pesce). All: Simeone 7.
Arbitro: Orsato di Schio 6.
Reti: nel pt 27' Silvestre; nel st 31' Bergessio, 46' Diamanti.
Note: ammoniti Diamanti e Schelotto per gioco falloso. Espulsi: al 34' st Lanzafame per doppia ammonizione. Angoli: 9-1 per il Brescia. Recupero: 2' e 2'. Spettatori: 7.000 circa.
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Il tabù si rompe nel momento giusto. Mai vittorioso in trasferta in questo campionato e a digiuno di successi esterni da 15 mesi, il Catania va a prendersi sul campo del Brescia tre punti pesantissimi che condannano alla retrocessione i padroni di casa e portano gli etnei alla permanenza in A.
La certezza aritmetica della salvezza arriva in serata, grazie alla sconfitta della Sampdoria nel derby di Genova: i doriani, terz'ultimi a quota 36 con due sole giornate ancora da giocare, non possono più raggiungere i rossazzurri.
Il Catania passa al Rigamonti impostando una partita accorta e molto ordinata dal punto di vista tattico. Come previsto, Simeone propone un 4-3-3 che in fase difensiva diventa 4-5-1 con Schelotto e Gomez a ripiegare a centrocampo e il solo Bergessio in avanti. Toccherebbe al Brescia fare la gara, ma l'annunciato assalto dei padroni di casa non arriva.

L'undici di Iachini, lento e senza idee a centrocampo, è in chiara difficoltà nel trovare varchi utili in avanti e così si affida quasi esclusivamente ai lanci lunghi in cerca della torre Caracciolo, sovrastato dai centrali etnei. E' Silvestre, confermatosi difensore-goleador, a sbloccare l'incontro sfruttando uno schema su calcio di punizione: Gomez cerca il secondo palo, il capitano aggira la distratta difesa locale, sbuca alle spalle di tutti e calcia al volo superando Arcari.
Il vantaggio spiana la strada ai rossazzurri e non scuote il Brescia, che non va oltre un paio di tentativi senza esito su calcio piazzato (mischia in area sugli sviluppi di un angolo e punizione di Diamanti deviata da Andujar) e anche dopo l'intervallo, pur provando ad accelerare, non punge.
Il Catania chiude e riparte: Potenza non raccoglie per un soffio un assist di Gomez, poi è Bergessio a cercare la porta di sinistro. Un diagonale di Diamanti, l'unico dei bresciani a provare qualcosa, si spegne a lato non di molto, ma è uno spunto isolato. Pochi istanti e i rossazzurri raddoppiano: filtrante di Gomez per Bergessio e conclusione vincente.
Al Brescia saltano i nervi. Lanzafame, appena mandato in campo da Iachini, riesce a farsi ammonire due volte in una manciata di minuti rimediando il secondo giallo per una carica gratuita ai danni di Lodi e facendo infuriare Iachini.
Nel recupero, Diamanti indovina la traiettoria giusta su punizione, ma la brutta notizia per il Catania arriva da Lecce, dove il successo dei salentini allo scadere contro il Napoli rinvia la salvezza anticipata degli etnei. Ma per i rossazzurri, qualche ora dopo, è festa lo stesso.

Fonte: Lasiciliaweb Sport

- La classifica di serie A (Uefa.it)

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09 maggio 2011
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