Nei terreni confiscati alla mafia fioriscono le cooperative di giovani

Le aziende finanziate con i soldi dell'Europa

04 ottobre 2001
Sei cooperative, con cinquanta giovani disoccupati e la partecipazione di soggetti svantaggiati, si preparano a insediarsi nelle tenute dei padrini.

Dunque finalmente le terre confiscate ai mafiosi produrranno legalità.

Diventeranno proprietà di piccole aziende che commercializzeranno i prodotti agricoli con il marchio di "Libera".

Centottanta ettari appartenuti al clan di Totò Riina diventeranno coltivazioni biologiche; sessanta ettari già di proprietà dei Grizzafi, imparentati con il boss dei boss, saranno un'azienda agrituristica con annesso caseificio.

 Lo faranno grazie ai fondi europei trasferiti dal ministero dell'Interno sulla base di un'apposita convenzione stipulata dal consorzio "Sviluppo e legalità", promosso dai comuni di Corleone, Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello e Piana degli Albanesi.

Il protocollo consentirà di affidare al consorzio 5 miliardi e 400 milioni, il cinque per cento già disponibile, per l'attuazione del progetto, denominato "Libera terra", elaborato da "Sudgest", in collaborazione con "Sviluppo Italia", "Italia Lavoro" e "Libera".

L'Ente sviluppo agricolo ha già assicurato che metterà a disposizione i propri mezzi per la sistemazione dei terreni fin da subito in modo da assicurare la piena produttività in tempi brevi e non bruciare l'annata agraria. Un ulteriore tassello di un mosaico di disponibilità delle istituzioni a cooperare per la riuscita del progetto.
La convenzione è la prima del genere in Italia e consacra l'esperimento messo a punto dal consorzio al rango di progetto pilota per l'utilizzo di beni altrimenti destinati a rimanere improduttivi, o, peggio, a tornare nella disponibilità dei mafiosi che ne erano proprietari attraverso prestanome o utilizzatori di fatto.

Attraverso i tecnici consulenti di Libera, nei mesi scorsi sono state compiute delle analisi sui terreni per verificare le possibilità di coltivazione.
Ottimo il giudizio sulla qualità dei terreni dove saranno impiantate produzioni vitivinicole, cerealicole, florovivaistiche e orticole.

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04 ottobre 2001

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