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Sempre più lontani ...

Trenitalia vuole sopprimere i treni a lunga percorrenza dalla Sicilia. Così l'isola si allontana dal Paese

22 novembre 2011

Il nome è di quelli che fanno immaginare chissà quale innovazione a misura di cliente: "hub & spoke". Invece è solo l’ennesima legnata che il Gruppo Ferrovie dello Stato dà alla Sicilia. Perché altro non è se non la concretizzazione di un incubo di cui si parlava da tempo e adesso diventato realtà. I treni notturni a lunga percorrenza per Milano, Torino e Venezia in partenza dall’Isola dall’11 dicembre prossimo non esisteranno più. Chi intende raggiungere queste tre città con i potenti mezzi delle FS, dovrà scendere a Roma, aspettare la coincidenza e poi prendere un altro treno per arrivare a destinazione. Un’ipotesi talmente poco allettante, che non è difficile ipotizzare che con questa mossa le Ferrovie dello Stato hanno, ovviamente consapevolmente, regalato centinaia di migliaia di utenti alle compagnie aeree e a quelle dei pullman.

Tutto era già previsto nel piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato presentato a maggio scorso. Cassandra inascoltata, la Fit Cisl di Messina aveva lanciato l'allarme sui "si dice" che prendevano sempre più corpo nei corridoi dell’azienda, ma tutti, classe politica ed istituzioni in testa, hanno lasciato correre. Questi tagli però, non si limiteranno a ridurre drasticamente la clientela siciliana della rete ferroviaria. Le conseguenze peggiori, e anche su questo il sindacato messinese aveva lanciato in più di un’occasione l’allarme, ricadranno sull’occupazione. Oltre agli 82 addetti al servizio notturno sui wagon lits che la Servirail manderà a casa dall’11 dicembre, ci saranno oltre 150 esuberi tra dipendenti dell’Officina Grandi Riparazioni di Messina, addetti alla manutenzione e personale delle navi traghetto. Tutto personale da ricollocare, anche se ancora non se ne parla.
"Quando si decide di far morire un albero lo si fa cominciando dalla radice -commenta il responsabile mobilità della Fit Cisl di Messina Michele Barresi -. Da anni Trenitalia sta smantellando il trasporto a lunga percorrenza abbassandone gli standard di qualità e allontanando deliberatamente la clientela dal servizio notte, con l’unico fine di farlo apparire un segmento improduttivo. Importanti imprese ferroviarie europee, come la tedesca DB e la spagnola Renfe, testimoniano che i treni notte sono ancora oggi una concreta opportunità di business su cui hanno concentrato significative energie e investito importanti risorse. Non ci sono riscontri oggettivi alla tesi del Gruppo FS secondo la quale il servizio aereo low cost e l’alta velocità ferroviaria costituiscono migliore alternativa ai treni notte a lunga percorrenza, giudicati rami secchi da tagliare, infatti dove Trenitalia lascia spazi preziosi subentra il trasporto gommato a fare analogo servizio".

Ma il sindacato sottolinea anche un altro aspetto da non trascurare, come il fatto che ad un treno espresso si faccia ricoprire la tratta Messina-Palermo in 4 ore e 25 minuti con una velocità media di 52 chilometri l’ora, mentre lo stesso tragitto è ricoperto da un treno regionale in 2 ore e mezza al doppio della velocità media. "Una scelta - puntualizza la Fit Cisl - operata per allungare artificiosamente le percorrenze con il chiaro ed unico obiettivo di affossare il servizio notte. È inaccettabile che Trenitalia, in via preventiva e comunque prima di conoscere l’entità dei tagli che presumibilmente saranno apportati dal ministero dei Trasporti al contratto di servizio per il triennio 2012-2014, ridimensioni il numero e la composizione dei treni rientranti in tale contratto".
Per la Federazione Trasporti della Cisl, un reale rilancio del settore notte è davvero possibile, "ma per far ciò - conclude Barresi - servirebbe quel che fino ad oggi è mancato nonostante lo abbiamo richiesto più volte: un chiaro indirizzo politico che orienti in tal senso gli investimenti del vettore del servizio pubblico". [Articolo di Elisabetta Raffa per €conomiaSicilia.com]

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22 novembre 2011
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