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Ultimi lavori sulla Palermo-Messina e finalmente la ''grande incompiuta'' sarà solo un ricordo

La A20, dopo quarant'anni, sarà interamente percorribile da entrambi i sensi

07 luglio 2005

L'ultimo chilometro di asfalto, tra la galleria Cozzo Minneria e lo svincolo di Castelbuono, sarà completato entro dopo domani (sabato 9 luglio). Nella settimana successiva, verificata da parte dell'Anas l'agibilità, gli ultimi 11 chilometri dell'autostrada Messina-Palermo, tra Tusa e Castelbuono, potranno essere aperti al traffico.
L'autostrada A20, ormai ex ''incompiuta'', sarà finalmente completamente percorribile nelle due direzioni.
Nelle ultime settimane, i lavori che avevano subito un rallentamento a causa del maltempo invernale, sono ripresi a pieno ritmo. Le maestranze hanno continuato a lavorare giorno e notte, comprese le domeniche, per rispettare i tempi di realizzazione imposti dal direttore dei lavori, il professore Nino Bevilacqua.

In realtà, le imprese non si sono mai fermate poichè, dopo l'inaugurazione della carreggiata in direzione Messina, avvenuta lo scorso 21 dicembre alla presenza di Silvio Berlusconi, hanno continuato a perforare i rimanenti cento metri della seconda ''canna'' della galleria di Piano Paradiso (lunga 3 chilometri). Quando le condizioni atmosferiche lo hanno consentito, è stato dato un colpo d'acceleratore sull'ultimo lotto, Cozzo Manniria-Castelbuono, per il quale nel 2002 era stato rescisso il contratto con la Bonatti.
Questi ultimi 11 chilometri di autostrada, appena aperti al traffico, saranno completati in ogni parte. Infatti, nel frattempo, sono stati realizzati gli impianti di illuminazione e di aerazione definitivi della galleria Piano Paradiso. Contestualmente, provocando qualche lieve disagio agli automobilisti, sono stati completati anche gli impianti nella galleria in direzione Messina. Impianti che non era stato possibile realizzare in tempo per l'inaugurazione.
In via di definizione anche i caselli autostradali di Santo Stefano di Camastra, Tusa e Castelbuono-Pollina che saranno aperti dopo l'estate.

Arrivare da Messina a Palermo e viceversa, dunque, non sarà più un incubo. I 215 chilometri complessivi che separano due tra le maggiori città siciliane potranno essere percorse in un paio d'ore. Soprattutto, nella massima sicurezza. In particolare, gli ultimi 41 chilometri che nessuno sperava più di vedere completate.
Per completare questi, da Furiano a Castelbuono, sono stati spesi complessivamente 750 milioni di euro. Le perizie di variante mediamente non hanno superato il 10 per cento. "Per una infrastruttura con le difficoltà che presenta la Palermo-Messina - ha spiegato Bevilacqua - siamo più che nella norma. Tutto ciò è stato possibile anche alla nuova normativa e, soprattutto, alla legge obiettivo che ha inserito questa infrastruttura, come la Catania-Siracusa, fra le priorità''.
Però, per raggiungere la piena operatività occorrerà qualche mese. Per esempio, bisognerà creare una unica centrale operativa per l'Sos, rendere omogenea l'alimentazione degli impianti tecnologici, provvedere alla gestione ed alla manutenzione dei gruppi elettrogeni.

Essendo l'autostrada Messina-Palermo stata realizzata in un lunghissimo arco di tempo (quasi 40 anni), i vari tratti sono fra loro disomogenei, sia nella costruzione che negli impianti ausiliari. Negli ultimi 41 chilometri sono stati impiegati i più moderni ritrovati tecnologici e le più avanzate scoperte ingegneristiche. Le parti realizzate, invece, qualche decennio fa sono piuttosto antiquate. Pertanto, sarà necessario creare un sistema sinergico che consenta una gestione tranquilla dell'autostrada. Ma questo sarà compito del Consorzio autostradale regionale, guidato dal commissario Antonino Dragotta che è stato recentemente riconfermato nell'incarico, come riconoscimento del lavoro svolto affinchè si arrivasse a questo punto.

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07 luglio 2005
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