Un mare di rosso nella domenica dell'alta velocità

Ferrari e Ducati salgono nel gradino più alto del podio canadese e spagnolo

16 giugno 2003
Il tedesco vince il GP del Canada e ritrova anche la testa del Mondiale. Successo sofferto davanti alle Williams di Ralf e Montoya.
Vittoria e testa del Mondiale finalmente raggiunta dopo tanto inseguire. È Michael Schumacher l'asso pigliatutto del GP del Canada disputato domenica a Montreal. Il tedesco della Ferrari si è aggiudicato la gara davanti alle due Williams di Ralf Schumacher e Juan Pablo Montoya. Quarto posto per la Renault di Fernando Alonso. In zona punti sono finiti anche Rubens Barrichello (5°), Kimi Raikkonen, Mark Webber e Olivier Panis. Ritirati Jarno Trulli (toccato da Pizzonia e poi tormentato dalla sortuna con problemi al controllo di trazione) e Giancarlo Fisichella.

La Ferrari è tornata grande, ma non è stata così superiore come d'abitudine. Le preoccupazioni della vigilia sulla tenuta delle gomme Bridgestone sull'asciutto si sono rivelate fondate. La corsa si è infatti disputata con il sole e Schumi pur disputando una gara pulitissima ha sofferto molto perché le due Williams e anche Alonso hanno finito la corsa braccandolo da vicino. Ma da vero mastino Michael non ha mollato l'osso e ha conquistato il sesto successo della carriera sulla pista canadese (il 68° della carriera).

Dopo una partenza tranquilla Schumi si è accodato ai due della Williams che scattavano davanti a lui. Montoya commetteva però un grave errore al secondo giro andando in testacoda alla chicane che immette sul traguardo lasciando il ferrarista negli scarichi di Ralf. E a quel punto la corsa si è decisa con le strategie. Dopo il primo pit-stop Schumi ha preso il comando e ha mantenuto la posizione anche dopo la seconda sosta. Ralf non è mai riuscito a impensierirlo e pur restandogli vicino non lo ha mai attaccato. Nel finale la corsa è stata vivacizzata dall'arrivo di Montoya e Alonso che si sono fatti sotto ma le posizioni non sono cambiate.

Gara difficile per Barrichello e le McLaren. Il brasiliano ha toccato subito Alonso in partenza danneggiando l'alettone anteriore. Ha effettuato una sosta subito e la sua corsa si è complicata. Kimi Raikkonen ha perso la testa del Mondiale ma il sesto posto finale scattando dall'ultima posizione non è da buttare. Coulthard si è ritirato per problemi al cambio.
 
 
GP Catalogna, l'imolese precede Rossi. Per la Ducati è la prima vittoria nella classe regina, l'ultima di un binomio italiano era del '76. In 125 vince Pedrosa, 250 a De Puniet.
Una prima volta bella e indimenticabile. Il binomio Loris Capirossi-Ducati si è regalato domenica a Montmeló il primo e storico trionfo nella MotoGP, la classe regina del Motomondiale. Dal '76 non si registrava il trionfo tutto italiano (pilota+moto). Capirex ci è riuscito grazie a una gara d'attacco come quella del Mugello di due settimane fa e anche grazie a un errore di Valentino Rossi. Al 16° giro il campione del mondo ha commesso un errore quando era in lotta con l'imolese, è uscito di pista e ha dato vita a una rabbiosa e spettacolare rimonta che lo ha riportato al secondo posto. Ma il vantaggio di Capirossi, che torna al successo dopo tre anni, era ormai incolmabile. Come la gioia ai box Ducati che ha centrato la vittoria dopo sole sei gare in MotoGP. Sul podio lo spagnolo Gibernau. Biaggi solo 14° dopo una caduta al penultimo giro quando era in lotta per il podio.

In 250 la prima volta del francesino Randy De Puniet ha rovinato la festa degli spagnoli che dopo aver celebrato il trionfo di Pedrosa in 125 già pregustavano il successo anche di Fonsi Nieto. E invece dal lungo duello è uscito "Randy occhi di ghiaccio", in una tripletta Aprilia che sul podio, oltre a Nieto, ha portato anche l'aussie Anthony West. Il deluso della giornata è Manuel Poggiali, ritiratosi nel corso del 13° giro. Il motore della sua Aprilia lo ha tradito proprio sul più bello. La pista è così rimasta libera per De Puniet e Nieto. Con West e Elias di contorno. Al 20° giro Fonsi è passato avanti, osannato dal pubblico. Ma nella tornata successiva De Puniet ha sfruttato la sua scia fino all'ultimo millimetro per poi ripassarlo in staccata in fondo al rettilineo. E da lì alla fine è rimasto davanti.

Nella bagarre infinita delle 125, invece, dal continuo avvicendamento in testa, quando ha deciso di uscire, è uscito Daniel Pedrosa. E nel tripudio del Montmelò, lo spagnolo con la sua Honda ha trionfato nella 125. Con buona pace di tutti gli altri che prima di lui si erano avvicendati in testa, un vero e proprio plotone: Barbera, Nieto, Dovizioso, Cecchinello, Stoner, Luthi, De Angelis. Dal 9° giro in poi è diventata anche una gara ad eliminazione. Fuori uno dopo l'altro Stoner, Cecchinello, Barbera e Dovizioso, infine Nieto. E così nel finale a lungo il duello è stato a tre, tra Pedrosa, Alex De Angelis e il sorprendente svizzero Thomas Luthi, di soli 16 anni. La svolta al 19° giro quando ne mancavano 3: Pedrosa ha deciso di allungare resistendo all'attacco di Luthi, felicissimo per la piazza d'onore. Ma la grande festa è stata spagnola con il pilota di casa in trionfo.
 
 
Fonte: gazzetta.it

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16 giugno 2003

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