Una lista nera dopo l'agosto delle sciagure

L'UE propone una ''black list'' di tutte le compagnie aeree ritenute poco sicure, ma l'Italia non ci sta

29 agosto 2005

L'Agosto del 2005 sarà ricordato come il mese nero dell'aviazione civile: almeno 330 persone hanno perso la vita in cinque incidenti aerei in 24 giorni.
Tutto ha avuto inizio il 2 agosto: un Airbus 340 della compagnia di bandiera francese 'Air France' esce di pista e s'incendia durante la fase di atterraggio all'aeroporto Pearson di Toronto, Canada. Quattordici delle 309 persone a bordo - 297 passeggeri e 12 membri di equipaggio- rimangono ferite.
Il 6 agosto un Atr-72 della compagnia tunisina Tuninter fa un ammaraggio di emergenza per un guasto a entrambi i motori al largo di Palermo. Tutti italiani i 34 passeggeri a bordo: tredici i morti, tra cui anche il co-pilota di nazionalità tunisina, tre i dispersi. L'aereo era partito da Bari ed era diretto a Djerba.
Il 14 agosto si schianta a Grammatiko, 40 km da Atene, un Boeing 737-800 della compagnia 'low cost' cipriota 'Helios Airways' diretto a Larnaca. Tutte le 121 persone a bordo perdono la vita: l'aereo volava con il pilota automatico inserito, perchè il comandante e il suo secondo erano morti prima dell'impatto.
Due giorni dopo, il 16 agosto, un Md-80 della compagnia 'West Caribbean Airways' in viaggio da Panama con 152 persone a bordo precipita vicino a Mairacaibo, in Venezuela. Tutti i passeggeri, la maggior parte originari delle Martinica francese, muoiono nell'impatto. Tra le vittime figura anche Rocco Scaglioni, originario di Aosta ed emigrato da tempo in Martinica.
Il 23 agosto l'ultima tragedia: un Boeing 737-200 della compagnia di bandiera peruviana 'Tans' precipita vicino alla città Pucallpa, in Perù, durante un atterraggio di emergenza.
Quarantuno le vittime accertate. A bordo dell'aereo viaggiavano anche quattro italiani: Ombretta Anzoni, 50 anni, e il marito Walter Panni di Brescia; Simone Simonini, 37 anni, e Letizia Onorati, 35, di Livorno. Panni è stato inserito tra i dispersi, mentre gli altri tre sono feriti.

Tale impressionante susseguirsi di sciagure ha messo in allarme l'Unione Europea che ha deciso di porre in essere un regolamento che obbliga tutti i paesi membri a pubblicare un vera e propria ''lista nera'', e interdire tutte quelle compagnie che non risulteranno in regola nei confronti dei criteri di controllo decisi dall'UE.
Finora sono tre i Paesi della Ue che hanno adottato, o stanno adottando, questa decisione: Gran Bretagna, Francia e Belgio. Ma si tratta in tutti i casi di liste stabilite dai singoli governi mentre entro sei mesi è intenzione dell'Unione Europea dotarsi di un elenco unico e condiviso da tutti i Paesi membri.
Il Comitato Ue per la sicurezza aerea, che riunisce gli esperti delle aviazioni civili dei 25 Stati membri, si riunirà il 7 settembre prossimo a Bruxelles, dice una fonte comunitaria. La Commissione ritiene che esistano già le condizioni per dar vita a una prima lista nera europea, sulla base delle liste redatte a livello nazionale dai singoli Stati membri, e per estendere a tutti i cieli europei l'interdizione degli aerei a rischio decisa da un paese. In un secondo momento, la lista dovrà invece essere redatta sulla base di criteri comuni. In particolare, la Commissione ritiene che debba avere il potere di includere nella lista una compagnia ritenuta a rischio, anche se non segnalata dagli Stati membri, e di interdirla in tutta la Ue.

In Gran Bretagna la lista nera è già pubblica e lo sarà presto anche in Svizzera, che pur non essendo nella Ue fa parte integrante dell'aviazione civile europea.
E proprio oggi la Francia ha pubblicato la propria lista nera, che conta sei compagnie interdette e che verrà diffusa su Internet (www.dgac.fr).
Di queste sei compagnie, cinque erano già note come proibite da mesi: Air Koryo (Corea del Nord), Air Saint-Thomas (Stati Uniti), International Air Services (Liberia), Linhas Aereas de Moçambique e la collegata Transairways (Mozambico), e la Phuket Airlines (Thailandia).
Il dirigente dell'aviazione francese (Dgac) Thierry Reviron, che ha stilato l'elenco ha detto: ''E' una lista nera come il carbone''. ''Abbiamo incluso solo le compagnie responsabili di fatti gravissimi, come volare con uno dei due motori in panne. Ecco perché sono così poche. Per decine di altre la sicurezza non è misurabile oggettivamente, resta una sensazione''. Reviron ha ricordato che ''tre quarti degli incidenti sono dovuti all'errore umano, quindi alla preparazione e affidabilità dell'equipaggio. Su questi elementi non abbiamo alcun potere di controllo''. Allora ci si chiede a che serve allora un elenco così limitato? ''E' un giusto segno di rispetto nei confronti dell'opinione pubblica, che ha il diritto di avere le stesse nostre informazioni''.

E visto che il regolamento proposto dall'Ue obbliga tutti gli Stati membri, è ovvio che anche l'Italia dovrà adeguarsi pubblicando la lista delle compagnie aeree ritenute poco sicure. Ovvietà che non coinvolge il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi, che della pubblicazione di questa ''lista nera'' proprio non ne vuole sapere: ''La caccia alle streghe non serve. Agli italiani basta essere certi che ogni aereo che parte e decolla dal nostro Paese è sicuro''.
''Non ha alcun senso parlare di black-list, cioè di una lista di compagnie aeree non affidabili. Perché è semplice: da noi chi non è in regola non vola''. Le dichiarazioni di Lunardi sono state categoriche al termine del vertice che si è svolto la scorsa settimana a Roma con l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) e l'Enav (Ente nazionale degli assistenti di volo).
''Le compagnie ispezionate con esito negativo dall'Enac sono state bandite e non possono decollare, sorvolare e atterrare in Italia''. Non soltanto, ''il mezzo aereo è di gran lunga il più sicuro al mondo - ha continuato il ministro -. E nel nostro Paese se una compagnia non dimostra di possedere adeguati standard di sicurezza non può operare''.  I livelli di sicurezza aerea in Italia, ha poi ribadito Lunardi, ''sono tra i più elevati al mondo, ma abbiamo comunque deciso di innalzarne la qualità e la frequenza''. L'Enac, infatti, ha ottenuto dal governo di poter assumere più ispettori. Soddisfatto Vito Riggio, presidente dell'Enac, che ha commentato così la decisione di Lunardi: ''Spero entro l'anno che si passi dai 32 attuali ad almeno 60''.
E' comunque possibile conoscere l'elenco delle compagnie sicure (una White List) sul sito dell'Enac, che ha bandito 12 compagnie, quasi la metà dei 29 nomi che compongono la lista nera in tutta Europa, e ''nessuna di queste 29 compagnie ha l'autorizzazione a volare in Italia'', dice Riggio. Inoltre, ''i controlli strutturali li facciamo continuamente sui nostri aerei, ma su quelli delle compagnie estere operiamo delle ispezioni, controlli all'esterno e all'interno dell'aeromobile seguendo uno standard di sicurezza mondiale molto elevato''.

Il Commissario Ue ai Trasporti, Jaques Barrolt, interpellato sulle dichiarazioni del ministro Lunardi , ha detto: ''Noi ci auguriamo che il regolamento venga approvato il più presto possibile'', ricordando che la decisione non deve essere presa all'unanimità, ma a maggioranza qualificata.

- La ''white list'' dell'Enac

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29 agosto 2005

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