Giarre la città risparmiata dal furore dell'Etna

Un viaggio che va dal neoclassico al barocco e arriva allo stile floreale

03 novembre 2016
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ph. Alqasar - CC BY 3.0

Sulla costa orientale della Sicilia, tra il vulcano più alto d'Europa e l'azzurro del mar Ionio, sorge Giarre la città dell'hinterland etneo risparmiata dalle colate laviche che, nei secoli, hanno distrutto gli altri paesini della zona. Nel 1928 ad esempio, una colata investì la vicina Mascali arrestandosi alle porte della frazione giarrese di Santa Maria la Strada. Giarre si trova a circa 80 metri s.l.m., in una posizione ventilata e panoramica, che permette l'osservazione della caldera di collasso della Valle del Bove, nella quale vanno a confluire la maggior parte delle colate laviche del versante orientale del vulcano. Privo di sbocchi al mare, il territorio comunale, che ricade in parte all'interno del Parco dell'Etna, è adagiato tra la fertile piana costiera e le prime propaggini del vulcano tra i 15 e i 600 metri s.l.m. Il territorio è attraversato dal torrente Macchia che s'insinua in un'ampia frattura di origine sismica, nei territori di Santa Venerina e Acireale, a nord-ovest di Giarre. Queste faglie hanno dato origine, in passato, a vari terremoti che hanno devastato diverse contrade. Da ricordare i sismi del 1865 e del 1911, che danneggiarono gravemente le frazioni di Macchia e quelli del 1952 e del 1971. Giarre si trova a metà strada tra Catania e Taormina, in una posizione favorevole per quanto riguarda le vie di comunicazione ed il turismo e, in passato ha formato un'importante polo urbano con la vicina Riposto, con cui fu unita durante il periodo fascista, assumendo il nome di Jonia.

Pillole di storia - Si dice che nel territorio di Giarre anticamente sorgesse la città di Kallipolis, fondata dai calcidesi nel VII secolo a.C. e distrutta nel 403 a.C. da Dionisio I. In realtà non esiste alcuna fonte storico-archeologica che documenti la posizione precisa di Kallipolis, ma è opinione diffusa che corrisponda alla odierna Giarre. La città attuale nacque nel XVI secolo come borgata della Contea di Mascali, grazie all'interesse del vescovo conte Nicola Maria Caracciolo che risolvette il problema delle terre della contea, costituite da boschi e paludi da bonificare, mediante lo strumento dell'enfiteusi. Acesi e messinesi investirono in queste terre i loro capitali e in un secolo i grandi possedimenti incolti furono trasformati in vigneti ricchi di vino, facendo diventare Giarre un centro di benessere. In seguito al tragico terremoto che sconvolse la Val di Noto nel 1693 e allo spostamento dell'antica via Consolare verso il mare, la città si sviluppò ulteriormente diventando punto di passaggio obbligato per i viaggiatori che si spostavano tra Catania e Messina. Una data significativa nella storia di questa città è il 1815 in cui, dopo numerosi tentativi, ottenne l'autonomia da Mascali insieme ai borghi di Riposto, Torre Archirafi, Macchia, San Giovanni Montebello, Dagala del Re, Sant'Alfio, Milo e ad altri centri minori che successivamente divennero autonomi. Durante il fascismo i due comuni di Giarre e Riposto vennero riuniti e assunsero prima il nome di Giarre-Riposto e poi di Jonia o Ionia e successivamente  furono ridivisi.

Le tappe del nostro itinerario

TappaPiazza Duomo

È consigliabile iniziare a visitare Giarre partendo dal suo centro storico, che si sviluppa attorno alle due direttrici perpendicolari di Via Callipoli e Corso Italia che, insieme a Piazza del Duomo, costituiscono la maggiore attrattiva turistica della città. Le strade, interamente lastricate, sono arricchite da edifici patrizi del '700 e '800 come quelli liberty di Palazzo Bonaventura e Palazzo Quattrocchi. Nel centro storico si trova il Duomo di Giarre, imponente edificio neoclassico, con pianta a croce latina e a tre navate, dedicato a Sant'Isidoro Agricola, protettore della città. Progettato da Pietro Valente su una preesistente chiesa, fu aperto al culto nel 1818 anche se soltanto 70 anni dopo potè ritenersi finito. La costruzione è in pietra bianca di Comiso, sormontata da due campanili a base quadrata e ospita numerose opere d'arte tra cui preziose tele di illustri pittori siciliani del '700 e '800 come quella bellissima raffigurante l'Immacolata e i Santi di Pietro Paolo Vasta. Da vedere inoltre, un pregevole arazzo in velluto rosso con ricami in fili d'oro raffigurante un'aquila con una croce al petto, uno stemma borbonico e la raffigurazione di 7 torri, simbolo della città di Mascali. Vicino l'altare maggiore invece, proprio dietro l'abside centrale, un prezioso organo dell'800 dei fratelli Serassi da Bergamo, in assoluto uno dei più grandi in Sicilia.

TappaChiesa di San Francesco al Carmine

A pochi metri dal Duomo, in piazza Monsignor Alessi, è sistemato il monumento ai caduti della prima guerra mondiale, eretto negli anni '30 nel luogo che precedentemente ospitava una fontana artistica dello scultore Giuseppe Di Francesco, che oggi si trova nell'area di Villa Margherita. Splendida anche la chiesa dell'Oratorio di San Filippo Neri, un raro esempio di barocchetto siciliano nella provincia di Catania. Edificata nella seconda metà del '700, la chiesa  ad una sola navata, di piccole dimensioni, conserva alcuni dipinti di notevole interesse artistico come la 'Vergine della Purità', cui è dedicata, ed un quadro raffigurante Sant'Isidoro in preghiera. Da vedere anche la chiesa di San Francesco al Carmine, risalente al 1857, voluta da Don Rosario Grasso e dedicata alla Madonna del Carmelo e la chiesa del Convento o delle anime purganti, risalente alla seconda metà del '700, che è uno degli edifici sacri più antichi della città. Il nome deriva dal fatto che anticamente, a fianco dell'edificio, sorgeva il convento dei padri Agostiniani Scalzi di Valverde, oggi divenuto il Palazzo delle Culture.

TappaChiesa di Santa Maria la Strada


ph. AlqasarCC BY-SA 3.0

Nella frazione di Santa Maria la Strada è da vedere invece, l'omonimo santuario risalente al 1801 che, secondo la leggenda fu fatto costruire da Ruggero I il Normanno, per ringraziare la Vergine Odigitria, per averlo protetto da un agguato dei saraceni. Anticamente la chiesa aveva una struttura tipicamente medioevale, poi è stata restaurata in chiave neoclassica e sono stati aggiunti elementi barocchi. Al suo interno sono custoditi preziosi dipinti, tra cui la Madonna con Bambino e i Santi Alfio, Cirino e Filadelfo di Pietro Paolo Vasta.

TappaChiesa di Maria Santissima di Porto Salvo


ph. Alqasar - CC BY-SA 3.0

Nella frazione di Altarello invece, si trova la chiesa di Maria Santissima di Porto Salvo, nella frazione di Trepunti la chiesa di San Matteo, entrambe dell'800 che presentano un bel prospetto neoclassico. Le ricche chiese matrici delle frazioni di San Giovanni MontebelloMacchia e San Leonardello, risalenti al XVIII secolo, testimoniano come tali borgate fossero centri attivi ed autonomi già durante il '700. La città di Giarre custodisce inoltre, il Museo Etneo delle migrazioni, allestito nel 2008 presso il Palazzo delle Culture, il Museo-teatro dell'opera dei pupi, disponibile per opere teatrali su richiesta a cura della compagnia Zappalà. Da vedere pure il Museo del presepio che ospita circa 100 opere provenienti da tutto il mondo ed è attivo maggiormente nel periodo natalizio. In Piazza Giuseppe Mazzini poi è possibile ammirare le circa 500 specie di fauna ittica che vivono all'interno dell'acquario mediterraneo.

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