I Musei delle Terre di Cerere

Tutti i musei di una magica terra, dove il mito si confonde con la storia

06 giugno 2016
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All'inizio dei tempi, in un'era lontana lontana e persa nell'oblio dei millenni, il pianeta Terra era un autentico paradiso, dove splendeva sempre il sole, i prati erano perennemente coperti di fiori variopinti e la natura era rigogliosa e donava generosamente agli uomini squisiti frutti, in tutte le stagioni. Cerere (Demetra per i greci), dea della vegetazione e della fecondità, passava le sue giornate a seminare e curare la terra mentre la splendida figlia, Proserpina (Kore per i greci), si divertiva, spensierata, a correre e giocare nei boschi. Un giorno, mentre si trovava in Sicilia, sulle verdeggianti rive del lago di Pergusa, la scorse il dio degli inferi, Plutone, e sfortunatamente si innamorò perdutamente di lei. Decise quindi di rapirla con il suo carro e condurla con se nel regno degli inferi per farne la sua sposa.

Cerere, cercò la figlia per tutto il mondo, per ben nove giorni e nove notti, in preda alla più nera disperazione. Infine, addolorata e stanca rinunciò, ma non si curò più della Terra, che nel giro di poco tempo smise di produrre frutti e divenne arida. Vennero così le carestie e morirono di fame intere popolazioni. Solo a quel punto, Giove, il re degli dei, comprese la gravità della situazione e cercò di porvi rimedio lasciando Proserpina per sei mesi nel regno degli inferi insieme al marito e per altri sei mesi sulla terra con la madre. Il ritorno di Proserpina sulla terra corrisponde con l'arrivo della bella stagione, cioè con la Primavera, e con il risveglio della natura.

In provincia di Enna, magica terra dove il mito si confonde con la storia e dove ogni angolo trasuda di cultura e arte, è nata l'importante rete museale delle Terre di Cerere, che si presenta come un'unica struttura capace di incentivare servizi e iniziative rivolte alle famiglie, alle scuole e ai turisti. La provincia di Enna infatti, è costellata da piccoli e grandi musei ricchi di reperti archeologici, oggetti della cultura contadina e mineraria, oggetti d'arte e tanti altri tesori di inestimabile valore che costituiscono anche un'opportunità di svago e conoscenza.
Dal suggestivo 'Treno museo di Villarosa' al 'Museo Archeologico di Aidone' c'è veramente l'imbarazzo della scelta. Questa settimana, vogliamo quindi, accompagnarvi nei musei della provincia di Enna, con l’obiettivo di migliorarne ulteriormente la fruizione e la promozione.

Le tappe del nostro itinerario

TappaMuseo etno-antropologico e della cultura contadina

(Corso Vittorio Emanuele, 94010 Nissoria) -  Rievoca l’antica tradizione contadina, con uno straordinario antico frantoio sistemato nello spazio esterno. Una grande sala d'ingresso ospita la statua del veneratissimo Sant’Antonio Abate, una significativa testimonianza della tradizione popolare e religiosa locale. Proseguendo si possono ripercorrere le fasi del ciclo produttivo del grano mediante le attrezzature usate in agricoltura: falci, roncole, aratri, 'i scaliddi', scalette usate per caricare di raccolto gli asini o i muli, selle in ferro, 'ancina' e 'ancinedda' che servivano per raccogliere da terra i mazzetti di grano con i quali si formavano i covoni, giare, oliere, pale ma anche scaldini, bracieri, lumi, stoviglie e posate. Riproposti anche i mestieri artigianali, con gli attrezzi del fabbro, del falegname, del calzolaio. In una sala è stato riprodotto addirittura l’ambiente domestico della famiglia contadina, con la cucina, il forno in pietra e una camera da letto, risalente agli inizi del ‘900. La visita al museo è completata e supportata dalla presenza di una sala multimediale opportunamente attrezzata, dove sarà possibile consultare immagini e filmati sulla cultura contadina. [Info - Tel. 093 5615029]

TappaMuseo della civiltà contadina

(Salita S. Stefano Associazione nazionale Carabinieri - Piazza Armerina) - E' ubicato in un antico monastero ed è gestito dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Piazza. Ospita strumenti e attrezzi agricoli risalenti ai primi del '900 come aratri in legno e ferro, 'crivi', 'virtuli', botti e 'maidde', un vecchio carretto e diversi contenitori in terracotta e testimonianze storiche del brigantaggio in Sicilia, come dei fori di proiettile in una logora e malconcia giubba. [Info - Cell. 320 6889994 - 339 4693212]

TappaMostra Permanente della Civiltà Mineraria

(Via Garibaldi , 27 -  Piazza Armerina) - Allestita nella sede della Lega Zolfatai che, da oltre un secolo, è impegnata a salvaguardare una tradizione legata all’estrazione dello zolfo che segnò lo sviluppo industriale della Sicilia centro-orientale per quasi tre secoli. In mostra splendidi cristalli di zolfo, miniature che riproducono fedelmente i calcheroni, i forni ed un argano con relativo pozzo, provenienti da collezioni private. Invece le fasi estrattive e di trasformazione dello zolfo sono rappresentate da una rassegna fotografica composta da 18 fotografie in bianco e nero. Infine la mostra è arricchita dall’esposizione di tutti gli attrezzi che venivano utilizzati durante le fasi di lavoro e, in una nicchia, una piccola riproduzione di Santa Barbara protettrice dei minatori. [Info - Cell. 335 1736440 - Tel. 0935 85185]

TappaMuseo Enzo Cammarata - Villa delle Meraviglie

(Cda Casale SN. - Piazza Armerina) - E' un'antica villa siciliana del 700, trasformata in museo, che sorge nelle immediate vicinanze della prestigiosa Villa Romana del Casale. Sorge in un contesto paesaggistico straordinario, immersa nel verde di un magnifico giardino. L’arredamento della casa è quello tipico delle residenze patrizie del 700, le collezioni esposte riguardano tipologie diverse: dalle sculture ai mobili, dai libri ai dipinti, dai sigilli alle stampe antiche. Qui, inoltre, è possibile ammirare i resti di una scultura di epoca romana raffigurante la dea Cerere, varie riproduzioni, settecentesche e ottocentesche, che richiamano antiche opere d’arte greca, ceramiche ed intarsi su ardesia di periodo borbonico, ispirati a scene tipiche dei vasi dell’antica Grecia. Vi sono esposte inoltre, antiche collezioni di minerali, di conchiglie, di marmi e pietre dure, di oggetti con raffinati intarsi in legno, opere d’arte orientale e pitture ad olio su tela di epoca tra il 500 e 800. Una sezione apposita è dedicata alle maioliche medioevali e rinascimentali, alle terrecotte di Bongiovanni Vaccaro e alle maioliche di Caltagirone dell’800. [Info - Tel. 0935 689055]

TappaMuseo Bellico Belli Instrumentum

(P.zza Fratelli Messina, 94012 Barrafranca) - Ubicato nello storico palazzo Putieddi, risalente al XVIII secolo, il museo conserva numerosi pezzi di interesse storico-culturale che documentano circa due secoli di storia militare italiana e non solo. Qui è possibile ammirare una collezione permanente che include elmetti, copricapo di varie epoche, antiche fotografie legate all’Arma, armi bianche e da fuoco compreso un cannone di artiglieria contraerea. Il museo ospita anche una serie di documenti storici risalenti al 1860, nonché divise ed altri cimeli. Sono disponibili i seguenti servizi: guida turistica, archivio fotografico e storico, videoteca, aula didattica, Eemeroteca, emerografia. Alcuni di questi esclusivamente su richiesta o prenotazione. [Info - Tel. 093 466112 - Cell. 334 9266895]

TappaMuseo della Civiltà Contadina e Grotte Museo di Sperlinga

(Largo Castello e Via Panetteria) - Nasce nel 1982 per preservare gli oggetti della civiltà contadina locale da una sicura distruzione e divulgarla con le sue tradizioni, usi e costumi. In un’ampia grotta posta ai piedi dell’imponente Castello di Sperlinga, sorge questo affascinante museo, che raccoglie oggetti e opere della cultura materiale del territorio. In questo spettacolare ambiente rupestre, è possibile ammirare gli attrezzi utilizzati dal contadino siciliano per l’aratura, la semina e la raccolta del grano, come l’aratro a chiodo in legno di quercia e antichi telai tradizionali in legno, utilizzati per la produzione di variopinti tappeti, detti 'frazzate'. Nel borgo rupestre a sud del Castello, cinque grotte sono state sapientemente trasformate in un museo, con la ricostruzione degli antichi ambienti abitativi. [Info - Tel. 0935 643025 - 0935 643119 - 0935 643139]

TappaMusei di Villarosa

Treno Museo di Villarosa - Nasce nel 1995, per iniziativa del capostazione Primo David, con l'intenzione di riconvertire la stazione di Villarosa, prossima alla chiusura, in uno dei più caratteristici musei dell'Arte mineraria e della civiltà contadina. In una cornice molto suggestiva, otto vecchi vagoni, utilizzati per le deportazioni degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, ospitano una mostra di oggetti, foto e attrezzi d'epoca. Una voce diffusa da piccoli altoparlanti racconta la vita dei 'carusi' e dei minatori che lavoravano nelle zolfare dell'ennese e di Caltanissetta. Il museo ospita inoltre, una raccolta di oggetti d'uso quotidiano: vecchie stufe, letti in lamiera, mobili d'epoca, attrezzi del contadino ma anche arredi baronali. Un vagone è poi dedicato esclusivamente alla memoria ferroviaria con oggettistica, foto, telegrafo, takigrafo e lanterne. L'ultimo vagone è stato trasformato in una vera e propria galleria, con un vecchio carrello da trasporto pieno di zolfo e le lampade con le quali i minatori scendevano in miniera. [Info - Tel. 0935 31126 - 0935 74755 - 0935 919411 - www.trenomuseovillarosa.com]

Museo della Memoria - Usi e costumi del centro Sicilia - (Parco Urbano di Villa Lucrezia - Villarosa) - Nasce il 25 Luglio 2001 e racchiude il passato quotidiano dei cittadini di Villarosa, rievocato attraverso gli oggetti materiali della civiltà contadina e mineraria. Il museo, ubicato su due piani, consente la visione dei reperti etno-antropologici donati dai cittadini e ricostruisce, in un percorso di visita sequenziale, i momenti più salienti della vita del popolo siciliano nel periodo che va dalla fine dell’800 ai primi anni del ‘900: la nascita, il battesimo, la prima comunione, il matrimonio, sono presentati attraverso gli abiti, le suppellettili e gli oggetti realmente in uso all’epoca. [Info - Tel. 0935 567095]

Case Museo di Villapriolo - Frazione di Villarosa che conta circa 500 abitanti, pare che questa borgata esistesse già nel 1735. Alcune abitazioni di questo piccolo centro sono state trasformate recentamente in vere e proprie case-museo, piene di preziosi cimeli. Qui si possono visitare la 'casa del grano' con la sua trebbia del 1937, la 'stalla du miricanu' - emigrante dello zolfatoio -, la 'bottega del ciabattino' , la tipica 'casa del contadino', il 'bevaio in pietra di Cuto', la 'vallata dei mulini con i suoi lavatoi' e il monte Altesina. [Info - Tel. 0935 30166 - Cell. 334 2594541]

TappaMuseo archeologico di Morgantina

(Piazza Torres Trupia Aidone - Aidone) -  Inaugurato nel 1984 nei locali dell’ex Monastero dei Cappuccini (realizzato tra il 1611 ed il 1613), custodisce reperti provenienti dagli scavi condotti a Morgantina e sul colle di Cittadella dal 1955 in poi dalla Missione americana della Virginia University of America.  Il museo illustra la storia di Morgantina dall'età del bronzo all'età romano-repubblicana.  La cittadella infatti fu abitata fin dalla preistoria e i resti più antichi finora noti sono stati ritrovati sul colle della Cittadella e risalgono al XIII secolo a. C., periodo in cui la zona centrale della Sicilia, era occupata dai Morgeti, popolazione proveniente dal continente, alla quale Morgantina deve probabilmente il nome.

Negli ultimi anni, il museo è balzato agli onori della cronaca perchè è riuscito a spuntarla in un contenzioso con il Paul Getty Museum di New York per la restituzione della famosa Venere, gli Acroliti di Demetra e Kore e gli splendidi argenti di Morgantina. L’ordinamento è cronologico e tematico, mentre l’esposizione dei reperti è corredata da carte topografiche e pannelli esplicativi. [Info - Tel. 0935 87307]

TappaMuseo Civico di Centuripe

Museo Civico (Via Crocifisso - Centuripe) - Si trova nei pressi delle zone degli scavi e del pregevole tempio degli Augustali, in posizione panoramica che guarda verso l’Etna e la valle del Simeto. Espone la maggiore collezione di reperti archeologici della romanità nella Sicilia interna. Le collezioni, che fin dagli anni ’20 erano custodite nella vecchia sede del palazzo comunale, sono state integrate con i reperti forniti dagli scavi condotti a partire dal 1968 dalla Soprintendenza per i Beni Culturali. La struttura si erge su due livelli. Il primo si apre su una saletta d'ingresso che presenta la storia e la topografia della città. Il piano terra documenta invece, i siti abitativi e le attività economiche e ospita sculture di età romana, oltre a  terrecotte locali del periodo ellenistico con maschere e statue. [Info - Tel. 935 74755 - 935 919411 - Fax 935 919417]

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