L'area archeologica di Himera

A due passi da Termini Imerese, la necropoli più grande della Magna Grecia

11 luglio 2016
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Poco distante da Termini Imerese, lì dove il fiume Imera incontra la pianura di Buonfornello, sorge l'area archeologica di Himera (o Hymera), colonia greca fondata, secondo lo storico Tucidide, nel 648 a.C. da coloni greci d'origine calcidese e dorica provenienti da Zankle (Messina) e da un gruppo di fuoriusciti politici da Siracusa.
Himera ha una splendida posizione naturale che le permetteva facili e veloci scambi commerciali, al centro di un ampio golfo, tra i promontori di Cefalù e di Termini Imerese, ed in prossimità della foce del fiume Imera settentrionale, importante arteria di collegamento verso la Sicilia centrale. Himera vantò tra i suoi cittadini illustri il poeta lirico Stesicoro che qui visse tra la fine del VII e la prima metà del VI secolo a.C. e diversi atleti vincitori dei giochi olimpici, inoltre fu citata ripetutamete da storici del calibro di Tucidide e da Cicerone nelle sue Verrine.

La cittadella crebbe in fretta dal punto di vista edilizio e demografico tanto da diventare il centro della lotta tra i Greci e i Fenici di Cartagine che avevano colonizzato la parte ovest dell'isola. Nel 480 a.C. Terone, tiranno di Akragas, invase Himera, con l'aiuto di truppe cartaginesi. La cittadella aiutata da Gelone di Siracusa inflisse una pesante sconfitta ai Cartaginesi in una epica battaglia che si svolse proprio sotto le sue mura, nella zona bassa dell'abitato dove oggi sorge il Tempio della Vittoria. Il periodo di pace e prosperità che ne seguì tuttavia, terminò dopo la distruzione di Selinunte, nel 408 a.C., ad opera del cartaginese Annibale, che rivolse le armi anche contro la stessa Himera e, presala d'assalto, uccise gran parte degli abitanti e la distrusse.

Recentemente proprio nell'area archeologica sono stati rinvenuti i resti di un centinaio di soldati sepolti in fosse comuni. Sembra si tratti di uomini morti nelle due epiche battaglie che hanno avuto luogo davanti alle mura della città nel 480 e nel 409 a.C., per difendere disperatamente la propria città dai Cartaginesi. Resti di bambini, scheletri di soldati e civili con segni di frecce e spade che li ferirono a morte. Gli abitanti sopravvissuti alla furia cartaginese si dispersero nelle campagne, altri parteciparono con i vincitori alla fondazione di Thermai Himeraiai (Termini Imerese), attorno a delle sorgenti termali dove gli imeresi andavano a fare il bagno, mentre un piccolo gruppo continuò a vivere nel sito della polis anche sino al periodo medievale.

Gli scavi archeologici - Himera fu identificata nel XVI secolo ma solo tra il 1926 e il 1930 vennero avviate dalla Soprintendenza Archeologica di Palermo le prime serie indagini sulle necropoli. Uno scavo sistematico tuttavia fu condotto soltanto a partire dal 1963 grazie all'Istituto di Archeologia dell'Università di Palermo, soprattutto nella zona alta della città (abitato e santuario di Athena). Scavi recenti hanno interessato le necropoli, risalenti a un periodo tra il VI e il V secolo avanti Cristo, dalle quali stanno affiorando non solo resti umani in grande quantità ma anche un enorme corredo funerario costituito da lucerne, crateri e ceramiche di varia fattura. Più di 10mila tombe che fanno parlare della necropoli più grande della Magna Grecia, che documenta le più significative tipologie funerarie e i riti che accompagnavano i cerimoniali connessi alla deposizione dei morti.

Elevatissima la percentuale di sepolture di neonati, circa il 25/30%, i cui resti venivano posti dentro anfore. Poco sappiamo invece, sulla prima fase di vita della cittadella che va dalla metà del VII agli inizi del VI sec. a.C. Nella prima metà del VI sec. a.C. furono progettati due diversi impianti urbanistici, caratterizzati da strade rigidamente ortogonali che scandivano gli isolati, orientati in senso nord-sud nella città bassa, in senso est-ovest nella città alta. Quest'ultima ospitava l'area sacra con quattro templi e un altare, che formavano il Temenos dedicato ad Athena. Attualmente, sono aperte al pubblico l'area del Tempio della Vittoria e della città alta e l'Antiquarium realizzato su progetto di Franco Minissi e inaugurato nell'ottobre del 1984, che custodisce i più significatici reperti archeologici rinvenuti negli scavi di Himera e in altri siti dell'entroterra imerese. Lo spazio espositivo è articolato su più livelli collegati da rampe e si sviluppa lungo un itinerario di visita che ripercorre le principali problematiche storiche e culturali della colonia greca e del suo territorio.

Temenos di Athena - E' situato all'angolo Nord est del Piano di Imera, che comprende quattro edifici di culto (A, B, C e D) e un altare dedicati alla dea, oltre ai servizi del santuario dislocati sui lati nord, ovest e sud.
Tempio A (m 15,75 x 6,04) - E' il più antico edificio di culto, architettonicamente piuttosto modesto, ed è volto ad est. E' costruito, con un alto zoccolo di ciottoli su cui poggiava l'elevato in mattoni crudi, aveva il tetto a bassissimi spioventi. Nel tempio è stato ritrovato un imponente deposito votivo che va dall'ultimo ventennio del VII sec. a.C. fino alla metà circa del VI secolo e attesta la varietà delle fabbriche ceramiche presenti in loco. Due statuette di Athena, una Promachos di bronzo dei primi decenni del VI sec. a.C. ed un Palladio fittile, ci consentono di attribuire al culto della dea il Tempio A.
Tempio B (m 30,70 x 10,60) - Edificato nella seconda metà del VI sec. è il più rappresentativo dell'area sacra. Ha pianta rettangolare con accesso da est e restò in uso fino alla distruzione del 409 a.C. Al tempio è collegato l'altare, scoperto 32 metri ad est, di cui si conservano soltanto le fondazioni Aveva copertura lignea a doppio spiovente che doveva poggiare direttamente sui muri perimetrali, mentre su ciascuno dei lati brevi si determinava un frontone decorativo.

Tempio C (m 14,30 x 7,15) - Edificato nella prima metà del V sec. a.C., si trova a circa 20 metri a nord dei Templi A e B. Si presenta come uno stretto rettangolo, orientato approssimativamente ad est, parallelo agli altri due templi e con la fronte allineata con quella del Tempio B. L'accesso doveva essere situato sul lato est, la costruzione è bipartita da un muro divisorio quindi probabilmente doveva essere composto da un ampio ambiente coperto, preceduto da un atrio scoperto.
Tempio D (m 13,75 x 6,55) - Ha un impianto rettangolare, è del tipo ad oikos senza partizioni interne, e ad esso si accede da est. Presenta un orientamento diverso dagli altri templi dell'area sacra e si impone per il suo aspetto assai regolare e abbastanza curato. Fra i rinvenimenti più significativi, oltre ai numerosi frammenti di antefisse, pertinenti alla copertura del tempio, ricorderemo una terracottina di Athena della seconda metà del VI sec. a.C.
Tempio della Vittoria - Sorge ai piedi della collina, in prossimità della sponda occidentale del fiume Imera, lì dove un tempo furono sconfitti i cartaginesi. È un tempio dorico di (m 55,91 x 22,45), periptero esastilo con 14 colonne sui lati lunghi, elevato su gradini, con pronao, cella e opistodomo, costruito in tufo conchiglifero. Il tempio è attribuibile al secondo ventennio del V sec. a.C. e non vi è dubbio che fu incendiato e distrutto nel 409. Nei pressi del tempio sono state ritrovate 56 grondaie a forma di testa di leone.

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