L'Oasi del Simeto

Il Simeto, il maggiore dei fiumi siciliani, ha creato l'ecosistema della Riserva

06 settembre 2016
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A sud della città di Catania si sviluppa la Riserva Naturale Orientata dell'Oasi del Simeto, ciò che rimane di un antico e vasto ecosistema palustre che comprendeva diverse zone umide tra le quali figuravano quella di Agnone, Valsavoi e il Pantano di Catania. La vasta e fertile piana di Catania infatti, deve la sua origine ai materiali solidi depositati in questa zona prima ricoperta dal mare ed ora dal Simeto, il maggiore fiume siciliano per portata d'acqua ed estensione di bacino. In passato la parte meridionale di questa pianura era occupata da un'ampia area paludosa, il pantano di Lentini o Catania, che fungeva da sbocco per le acque di piena del fiume ed era stata a questo scopo resa più efficiente dall'uomo attraverso opere di sbarramento. D'inverno vasti tratti prossimi alla foce del fiume si trasformavano in una rete di canali e bacini che ospitavano una lussureggiante vegetazione palustre, rifugio di numerosissimi uccelli acquatici. Questo ambiente è stato radicalmente trasformato in seguito alle successive opere di bonifica oltre che per il raccorciamento del tratto finale della foce, che formava un tempo una grande ansa.


ph. www.ebnitalia.it

La riserva oggi si estende su una superfice di 1859 ettari e comprende la nuova e la vecchia foce del Simeto, oltre a ciò che resta dell'antica palude circostante, come i laghi di Gornalunga, di Gurnazza e le Salatelle, piccoli acquitrini stagionali delimitati da un sistema di dune. Un certo interesse riveste anche la fascia litoranea, denominata "la Plaja", in cui è possibile osservare specie vegetali tipiche delle coste sabbiose. L'ambiente comunque, ha subito nel tempo delle profonde trasformazioni a causa dell'intensa antropizzazione. Solo negli anni '70 si è cominciato a prendere coscienza del pericolo che la fauna e la flora locale correvano e si è cercato di salvare l'area dall'aggressione dell'abusivismo edilizio grazie soprattutto al prezioso contributo della signora Wendy Hennessy Mazza della Lipu che ottenne nel 1975 la costituzione di un'Oasi di Protezione Faunistica con un decreto dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana. Solo nel 1984 venne istituita la Riserva Naturale Orientata dell'Oasi del Simeto e nel 1989 furono demolite 54 abitazioni abusive.
A chi volesse fare un escursione nella riserva consigliamo di munirsi di un binocolo, una macchina fotografica, block notes, matita per appunti, una guida agli uccelli d'ltalia, un manuale per il riconoscimento della flora mediterranea, scarponi e calze di ricambio, lozione anti-zanzare e abbigliamento con colori che si confondano con l'ambiente naturale.


ph. www.legambientecatania.it

Flora - Il fiume, che ha un corso superiore agli 85 Km, ha origine nel versante meridionale della Serra del Re, uno dei rilievi più elevati della catena montuosa dei Nebrodi, per poi snodarsi lungo i contrafforti occidentali e meridionali del massiccio etneo. Il suo letto è costeggiato da piante tipiche dei terreni melmosi come le cannucce di palude, le lische a foglie strette e i giunchi da stuoia. Accanto a questa fascia melmosa si sviluppa un'area pianeggiante soggetta durante l'inverno a una serie d'inondazioni mentre durante il periodo estivo a disseccamenti. Tra la vegetazione troviamo tamerici, giunchi pungenti, acuti e meridionali, salici comuni e pedicellati. Accanto si estende una terza fascia formata da un terreno più impermeabile e argilloso ricoperto di salsedine sul quale si è sviluppata una vegetazione di piccoli arbusti a foglia succulenta come la salicornia fruticosa, la sueda marittima, l'atriplice portulacide e il Limonio comune. Ai lati della foce del fiume crescono invece, la Violaccia selvatica, la Salsola, la Santolina, il poligono marittimo, il ravastrello marittimo, la gramigna delle spiagge, lo sparto pungente, il mirto, il fiordaliso delle spiagge, il giglio delle spiagge, le macchie di lentisco e olivastro, nell'interno e lungo le dune sabbiose. Le zone lontane dal fiume costituivano, un tempo, una fitta macchia sempreverde oggi invece, in seguito alle successive opere di bonifica, sono state occupate da coltivazioni.

Fauna - La riserva è inoltre un'ottima area per l'osservazione e lo studio della migrazione. In prossimità alla foce del fiume vivono numerose specie di uccelli come il cigno minore, l'oca colombaccio, qualche esemplare di orchetto marino specie tipica dei mari freddi. Tra le specie acquatiche più comuni, si registra la presenza di spatole, garzette, aironi, oltre alle numerose specie di uccelli di ripa quali il piviere dorato, la pivieressa, riconoscibile soprattutto in volo per la larga macchia nera sotto le ali, oppure il chiurlo maggiore e numerosi gabbiani. La riserva comunque non ospita solo specie acquatiche. Ne è conferma l'avvistamento di una tortora delle palme, una delle tre fino ad oggi osservate in Italia. L'area protetta ospita una fauna peculiare anche per quanto riguarda gli insetti. Qui vive infatti, ad esempio, un coleottero endemico, l'aplidia del massa che non è stato trovato mai altrove, il pachipo, un coleottero scarabeide endemico della Sicilia.

L'Ambra del Simeto - Presso la foce del fiume Simeto, soprattutto in seguito ad una forte mareggiata, si può raccogliere l'ambra, una resina fossile conosciuta sin dalla preistoria. La resina del fiume Simeto è molto ricercata in gioielleria ed è considerata una delle più pregiate del mondo tanto che la polvere un tempo era utilizzata dai maestri liutai per lucidare gli strumenti di maggior pregio. I raccoglitori utilizzano lungo la costa un rastrello che trattiene l'ambra presente oppure inseguono l'onda che si ritira dalla battigia lasciando i depositi a brillare al sole.

[Informazioni per organizzare le visite: LegambienteLipuWwf]

- Oasi del Simeto

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