Monreale e la sua immensa Cattedrale

La cittadina arabo-normanna sorta attorno al meraviglioso Duomo voluto da Guglielmo II

29 agosto 2017
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Monreale ha una particolarità storica di grande importanza: quella di essere una città (ormai di ben 30.000 abitanti) sorta attorno all'immensa e meravigliosa Cattedrale.
Il Duomo Normanno fu costruito da Guglielmo II a partire dal 1174 in territorio assolutamente deserto. Tutta la successiva evoluzione della città attraverso i secoli risentì di questa scelta, che fu dettata evidentemente da motivazioni politiche oltre che da una rivalità personale tra il re normanno Guglielmo II e l'arcivescovo inglese Gualtiero Offamilio.
La zona su cui costruire la cattedrale fu scelta con cura e finì per rispondere alle molte esigenze di Guglielmo, prime fra tutte il prestigio e la sicurezza. Il territorio preferito fu una zona collinare a Sud-Est di Palermo - che dista 8 chilometri - difesa alle spalle dalla mole del Monte Caputo (766 m.) e dominante la valle dell'Oreto e l'immenso e fertile agrumeto della Conca d'Oro, dove i re normanni avevano già costruito le loro ricche dimore e le torri difensive. Attorno a questo nucleo nacque a successive ondate la città di Monreale.
Il Duomo, insieme alla Cattedrale di Cefalù e l’itinerario monumentale Arabo-Normanno di Palermo è stato inserito dall’Unesco nella World Heritage List. [Informazioni tratte da www.comune.monreale.pa.it]

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Le tappe del nostro itinerario

TappaIl Duomo

La costruzione di questo splendido complesso che comprende, oltre al duomo, anche un'abbazia benedettina ed il palazzo reale (trasformato alla fine del '500 e i Seminario Arcivescovile), venne iniziata da Guglielmo II, nipote di Ruggero II, intorno al 1172. La costruzione doveva essere grandiosa, per eguagliare le cattedrali delle più grandi città europee e superare in bellezza la Cappella Palatina, edificata dal nonno Ruggero. E così vennero sicuramente impiegate le migliori maestranze, senza risparmio di fondi.
La chiesa è il risultato della mescolanza delle maestranze e quindi degli stili che sono impegnati nella sua realizzazione. Normanne sono le due torri massicce che inquadrano la facciata, l'alta abside fiancheggiata dalle due absidiole, la pianta basilicale e quindi la struttura del duomo. Di chiara impronta islamica è invece la decorazione delle absidi delle quali si gode la vista migliore da via dell'Arcivescovado.


Foto di Tango7174 - Opera propria, GFDL

I mosaici - Su un fondo dorato prendono vita i personaggi della Bibbia, dai colori più smorzati rispetto ai contemporanei della Cappella Palatina, ma dai tratti più personalizzati ed espressivi. Vennero realizzati a cavallo tra il XII ed il XIII sec. da maestranze veneziane e siciliane. La presentazione delle scene, gli elementi utilizzati e le immagini simboliche sono spesso le stesse utilizzate nella Cappella Palatina.
Nel racconto musivo si ripropone il piano divino di salvezza universale, a partire dalla creazione del mondo e dell'uomo che, con il peccato originale, è costretto al lavoro ed all'espiazione, fino all'intervento di Dio che sceglie il suo popolo per prepararlo alla salvezza (navata centrale). Nell'abside centrale troneggia, imponente, il Cristo Pantocratore con, sotto, la Vergine col Bambino affiancata da angeli ed apostoli.

TappaBiblioteca Comunale Santa Maria La Nuova

La costituzione del primo nucleo di libri della Biblioteca "Santa Maria La Nuova" si deve all’arrivo a Monreale, nella seconda metà del XII secolo, di cento monaci benedettini che, per volere di Guglielmo II, presero possesso del monastero da lui fondato.
Nel 1875 il monastero venne ceduto al Municipio e nel 1877 fu istituita la Biblioteca Comunale di Monreale "Santa Maria La Nuova", al cui patrimonio bibliografico antico si aggiunse anche quello dei benedettini della vicina frazione di San Martino delle Scale e quello dei cappuccini del luogo.

Sono meritevoli di menzione alcuni manoscritti medievali, quali i Vaticinia Pontificum, manoscritto del XIII secolo, una Bibbia latina in pergamena del XIII-XIV secolo, ed ancora libri d’ore e raccolte di salmi. Il Fondo comprende al suo interno anche un nucleo di codici medievali rari in pergamena, alcuni codici miniati di scuola bolognese, napoletana e siciliana del XV secolo, codici cartacei in lingua araba, un esemplare del primo libro stampato in Sicilia nel 1478, un Erbario manoscritto del ‘700, varie edizioni aldine, giuntine ed elzeviriane, oltre a trattati giuridici, filosofici e teologici, a raccolte di lettere e atti notarili. Vanno menzionate anche due carte topografiche del XVI e del XVIII secolo. La prima, progettata da Ludovico Rodanini e pubblicata a Roma nel 1597, rappresenta il vasto territorio dell’arcivescovato di Monreale con la dislocazione dei suoi 72 feudi; la seconda è un disegno che rappresenta la città di Palermo in occasione del terremoto del 1 settembre 1726 realizzato da Domenico Campolo su carta ad inchiostro acquerellato.

TappaComplesso Monumentale Guglielmo II

Il complesso monumentale, costituito dalla Basilica, dal Convento con il Chiostro e dal Palazzo reale, venne fatto costruire nel XII sec. dal giovane re normanno Guglielmo II detto "Il Buono", re nel 1166 ad appena tredici anni,succeduto al padre Guglielmo I assassinato da Matteo Bonello. Guglielmo II fece costruire a partire dal 1174  il complesso monrealese che sorse in breve tempo, e che venne terminato nel giro di appena dieci anni. Già nel 1176 il tempio dedicato alla Vergine fu consegnato dal sovrano ai monaci benedettini provenienti da Cava dei Tirreni e guidati dall’abate Teobaldo.
Solo in anni recenti è stato possibile avviare il restauro di questo grandioso complesso monumentale in buona parte già concluso che ha riguardato, anche il recupero di tre torri normanne situate all’interno della Villa Comunale (Belvedere, Fornace e delle Carceri), della chiesa degli Agonizzanti, edificata agli inizi dell’epoca barocca. Inoltre le opere di ristrutturazione e restauro del complesso hanno interessato anche i locali in cui aveva sede il "Convitto Guglielmo" e che oggi ospitano il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea intitolato a Giuseppe Sciortino, apprezzato scrittore e critico d’arte monrealese scomparso nel 1971. Qui troviamo una notevolissima collezione di opere d’arte del ‘900 donate al Comune dalla pittrice Eleonora Nora Posabella per onorare la memoria dello stesso Sciortino, al quale fu legata. Il percorso espositivo ci porta ad ammirare dipinti, opere su carta, sculture e ceramiche di artisti italiani di indiscussa fama fra i quali Cantatore, Casorati, Rosai, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Morandi, Omiccioli, Purificato, Soffici, Schifano e Tromabadori.

TappaChiostro Santa Maria La Nuova

Il vastissimo chiostro, uno dei più begli esempi architettonici ispirati all'arte musulmana, è circondato da una serie di arcate ogivali poggianti su bellissime colonnine gemme molte delle quali presentano incrostazioni musive policrome di ispirazione orientale. Fanno eccezione le colonne che delimitano ogni angolo e quelle che delimitano l'angolo del chiostrino quadrato che racchiude una fontana (angolo sud-ovest), in cui sono scolpite figure di animali e di uomini in un rigoglioso intreccio vegetale. I veri gioielli sono però i capitelli romanici, di una incredibile varietà e libertà di esecuzione. I soggetti si ispirano sia all'iconografia medievale che all'arte classica. Senza una precisa sequenza, il che dimostra l'intento più che altro decorativo, si affiancano episodi tratti dal Vangelo, ad episodi del Vecchio Testamento, ad immagini simboliche o più semplicemente decorative, anche se sempre caratterizzate da una particolare originalità.

Nel chiostrino dell'angolo sud-ovest, la bellissima fontana è composta da una vasca circolare al centro della quale si erge una colonna con scolpiti dei caproni. L'angolo, per la sua eleganza e raffinatezza, evoca gli splendori moreschi.

TappaPalazzo di Città

Fondato come Palazzo Reale in origine residenza del sovrano normanno, insieme al Duomo e all’Abbazia. Del Palazzo di Guglielmo II sono stati messi in luce in Via Arcivescovado, archi bifore e rosoncini in pietra lavica, simili a quelli del dormitorio dei Benedettini. Un passaggio privato collegava il palazzo al Duomo. Con la morte prematura del re, esso andò progressivamente in rovina. Nel ‘400 gli ampliamenti e adeguamenti dovuti nella nuova destinazione d’uso come Palazzo di Città, nella parte settentrionale dell’edificio su Piazza Duomo, affermarono l’importanza crescente del potere laico a fianco della Cattedrale.
Anche al Palazzo comunale venne aggiunto in seguito un piano, e la facciata fu arricchita da un’elegante decorazione, da una balconata e da un porticato, poi in parte chiuso. Alle due diverse funzioni corrispondevano due facciate: una più appartata e in relazione con il sottostante Palazzo Arcivescovile; l’altra rivolta alla Cattedrale e all’abitato tramite Piazza Duomo.
Ad oggi il Palazzo di città custodisce alcuni dipinti di notevole importanza come la tela di Pietro Novelli, di Benedetto D’Acquisto, un dipinto del fiammingo Matthias Stomer raffigurante "L’Adorazione dei Pastori", l’Anapo di Siracusa di Antonino Leto ed infine un gruppo scultoreo in terracotta del Gagini raffigurante la "Sacra Famiglia".

TappaCollegio di Maria Fondazione Greco Carlino

Il Collegio di Maria di Monreale è stato fondato nel 1724 dai fratelli arciprete Alberto Greco Carlino e Can. Lorenzo con lo scopo di istruire e formare le fanciulle della città. Lo splendido edificio settecentesco è situato nel cuore del centro storico cittadino, il prospetto principale della facciata sporge su Piazza Vaglica di fronte al Duomo. Al suo interno vi è un suggestivo chiostro al centro del quale è situata una fontana, dal portico interno si accede alla Sala Convegni "Gaetano Millunzi", al Museo ed, infine alla "Chiesa della Trinità" unica nel suo genere in quanto ha una forma ottagonale. L’interno è arricchito da interessanti affreschi, presenta quattro altari minori, affiancati da lesene di gusto settecentesco, molti raffinati intercalati fra l’ingresso principale e i due accessi laterali, dai quali ci comunica con le altre ali dello storico edificio. Gli archi a tutto sesto sono sormontati da leggere modanature, sulle quali poggia una fascia non decorata, sormontata a sua volta da una cornice. Più sopra è impostato il tamburo della grande cupola centrale dove si trovano delle finestre occultate da graticci in ottone, anch’esse di gusto tipicamente settecentesco, in uso durante il periodo in cui nell’Istituto erano presenti le suore di clausura.

TappaLe Fontane storiche

Salendo dalla strada panoramica Rocca-Monreale costruita nel Settecento, si possono ammirare delle Fontane situate lungo il percorso, con il loro contenuto simbolico e l’intenso messaggio iconografico trasmesso dalle acque, monti, conchiglie ed altri elementi decorativi che rimandano più o meno a concetti di fecondità, di abbondanza e di rigenerazione.

La Fontana del Pescatore situata dopo la Rocca, è in marmo bianco e pietra. Per l’eleganza delle linee, la fontana è da considerare come una delle migliori composizioni scultoree dell’artista Ignazio Marabitti, che fu molto abile nel dare vivacità ed armonia ai putti. La vasca ha forma poligonale ed al centro è collocato uno "scoglio" in pietra, sulla cui sommità sono posti tre putti aggrovigliati con quattro pesci, sostenuti da una grande conchiglia. Un altro "scoglio" all'interno della stessa vasca reca un ulteriore putto che tiene in mano una canna da pesca. La monumentale fontana è inoltre adornata da altri putti e da una lapide marmorea, su cui sono incisi dei versi che invitano i passanti a dissetarsi ed a godere dell'ombra.


Foto di Peppino C./zio-silen www.palermodintorni.blogspot.it

Poco dopo si trova la Fontana del Drago, così chiamata poiché dalla roccia spunta la testa di un drago dalla cui bocca sgorga l'acqua. Quest’opera è stata anche realizzata dallo scultore Ignazio Marabitti. Dalla vasca centrale si diparte una elegante scalinata, mentre l'area della piattaforma è definita da un lungo sedile con spalliera in stile barocco. I putti sono disposti a piramide attorno alla testa del Drago. Sotto i piedi di un putto è situata una lapide in marmo bianco i cui versi esaltano l’utilità dell’acqua.

Poco oltre è situata la Fontana ad Emiciclo, comunemente conosciuta come la Fontana dell’Albergo dei Poveri, edificio realizzato nel 1834. La fontana di epoca settecentesca è di stile neoclassico ed è stata realizzata di marmo e pietra, di forma semicircolare è costituita da una edicola centrale che contiene un "mascherone" dal quale sgorga l'acqua, che poi scende in una grande vasca abbellita da fregi floreali. La fontana è fincheggiata da una panca ad emiciclo nella cui spalliera sono presenti una serie di affreschi e decorazioni.

Al centro della Piazza Vittorio Emanuele è situata la bellissima Fontana del Tritone. La vasca in marmo ha una forma circolare, al centro è collocata la figura di un uomo sopra degli scogli, "Tritone",  che con un gesto eroico e forza sovrumana vince la furia dei draghi che emergono dalle acque e li calpesta. L’opera simboleggia la vittoria dell’uomo sulle forze brute. Eseguita nel 1881 dallo scultore palermitano Mario Rutelli.

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