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Gli egiziani sono di nuovo a Piazza Tahrir

Centinaia di manifestanti adesso chiedono la deposizione della giunta militare che guida il governo provvisorio

11 aprile 2011

Sono due le persone morte al Cairo per ferite da arma da fuoco dopo che nella notte tra venerdì e sabato l'esercito ha disperso la folla che si era radunata in piazza Tahrir per una manifestazione di protesta. Uno scontro violento, che si è protratto anche sabato pomeriggio. Spari sono stati uditi in piazza Abdel Moneim Riad, a pochi passi da Piazza Tahrir dove era in corso un'altra manifestazione contro la giunta militare che gestisce il dopo Mubarak. Il sito Shorouk ha riferito che in risposta ai colpi d'arma da fuoco i dimostranti hanno lanciato sassi contro il Museo Egizio, pattugliato da agenti di polizia.
Le due persone uccise, secondo fonti all'ospedale del Cairo, erano tra le 15 ferite dai proiettili. Il Consiglio supremo delle forze armate egiziano, che ha smentito la notizia sui due morti, ha ordinato l'arresto di Ibrahim Kamal, esponente di spicco del Partito nazionale democratico dell'ex rais Hosni Mubarak, con l'accusa di avere fomentato gli ultimi scontri. Mandati di cattura anche per alcuni componenti dello staff di Kamal.
Nel comunicato numero 34 delle forze armate postato su Facebook, si legge che continueranno a perseguire i fedelissimi del vecchio regime e del Partito democratico nazionale: "Le forze armate continueranno a lavorare per soddisfare le aspirazioni del popolo egiziano", si afferma nel comunicato.
I manifestanti chiedono la deposizione della giunta militare che guida il governo provvisorio. Dopo la preghiera del venerdì, decine di migliaia di persone si erano radunate nella piazza-simbolo della rivoluzione del 25 gennaio, che ha portato alla cacciata di Mubarak l'11 febbraio, scandendo slogan contro il capo di Stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Mohamed Hussein Tantawi che ha subito dopo incontrato il premier egiziano ad interim, Essam Sharaf, in una riunione convocata d'urgenza. Sfidando le istruzioni dei propri superiori di non manifestare in uniforme, sette luogotenenti avevano preso la parola per chiedere "il giudizio dei corrotti" e una epurazione dell'esercito.

Centinaia di manifestanti sono rimasti in piazza Tahrir. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate ieri sera si è impegnato a rimuovere alcuni governatori provinciali nominati dal deposto presidente, tentando così un'apertura nei confronti della piazza, che però chiede che Hosni Mubarak e gli uomini a lui più vicini vengano processati rapidamente.
Secondo Ahmed Salah, uno dei leader della protesta, in un'intervista al 'Corsera', dice che in Egitto "è in atto una cospirazione evidente per mantenere il vecchio regime. I militari guidati dagli ex uomini di Mubarak, come lo stesso capo del Consiglio Tantawi, e molti membri del partito dell'ex rais NDP hanno stretto un patto con i Fratelli musulmani e gli islamici per non cambiare niente e quasi tutti i partiti storici di opposizione tacciono per opportunismo. Stanno uccidendo la rivoluzione, nessuna delle nostre richieste è stata esaudita". Per questo centinaia di migliaia di persone continuano a scendere in piazza e protestare, sottolinea.

Intanto ieri, l'emittente Al Arabiya ha diffuso un messaggio audio dell'ex capo di stato egiziano, Hosni Mubarak, il primo intervento pubblico dalla sua cacciata. Mubarak ha negato di possedere beni all'estero, e ha dichiarato di essere disposto a favorire qualunque iniziativa venga adottata per portare alla luce eventuali conti bancari o sue proprietà all'estero.
Poco dopo la diffusione del messaggio, dove sostanzialmente Mubarak ha contestato le accuse di corruzione che gli sono state rivolte, l'ufficio del procuratore generale egiziano ha reso noto oggi di aver chiesto che il deposto presidente Hosny Mubarak ed i suoi figli Gamal e Alaa vengano interrogati sulle accuse di appropriazione indebita.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki, Repubblica.it]

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11 aprile 2011
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