Inconfutabili prove di crimini di guerra

Wikileaks divulga 400mila file riservati sulla guerra in Iraq, tra questi anche un documento sulla morte di Nicola Calipari

25 ottobre 2010

I nuovi documenti sulla guerra in Iraq diffusi da Wikileaks mettono in luce inconfutabili "prove di crimini di guerra" compiuti dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti oltre che dalle forze del governo iracheno.
A dichiararlo alla Cnn è stato il fondatore del sito responsabile della divulgazione di circa 400mila nuovi documenti, Julian Assange. Documenti che denunciano tra l'altro le forze americane per non aver fermato le torture sui prigionieri messe in atto dalle forze irachene, torture, afferma, di cui erano a conoscenza.
"La guerra in Iraq è stato un attacco alla verità, iniziato primo della guerra e che continua ancora ora dopo che è finita", ha affermato Assange in una conferenza in stampa a Londra per presentare i nuovi documenti. "Con la rivelazione di questi elementi segreti della guerra speriamo di correggere in parte questo attacco alla verità", ha aggiunto.

I 391.832 file divulgati, alcuni dei quali risalgono al 2009, documentano la morte di almeno sei detenuti in mano alle forze di sicurezza irachene a seguito di abusi e citano centinaia di altri casi in cui i prigionieri furono sottoposti ad elettroshock, pestaggi, abusi sessuali ed altre torture per mano delle forze irachene. Il Pentagono ha condannato la diffusione dei file, deplorando il fatto che "individui vengano indotti a violare la legge, diffondendo documenti secretati e condividendoli con il resto del mondo, ivi inclusi i nostri nemici", come dichiarato dal portavoce Geoff Morrell.
I documenti riguardano il periodo che va dall'inizio del 2004 alla fine del 2009 e sono circa il quadruplo dei file che Wikileaks ha diffuso sulla guerra in Afghanistan. Essi dimostrerebbero che i militari americani tennero il conto del bilancio delle vittime irachene del conflitto, contrariamente a quanto sostennero. Il numero di morti e feriti documentato fu di 285mila, di cui 109.032 registrati come morti violente (66.081 di questi erano civili, 23.984 'nemici', 15.196 forze di sicurezza irachene, 3.771 soldati americani e della coalizione).
I documenti divulgati da Wikileaks non sono direttamente consultabili al momento sul sito dell'organizzazione, al quale è possibile avere accesso solo limitatamente ad una pagina iniziale, a causa di quelli che sono stati definiti "problemi di manutenzione". Il sito tornerà a essere accessibile "al più presto", è stato assicurato.


Julian Assange

Nick Clegg: "Da Wikileaks accuse serie" - Dai documenti pubblicati da WikiLeaks emergono accuse "straordinariamente serie" su gravi abusi commessi durante la guerra in Iraq. Così il vicepremier britannico Nick Clegg alla Bbc a poche ore dalla pubblicazione da parte del sito dei documenti sulla guerra in Iraq. "Possiamo deplorare il modo in cui queste fughe di notizia abbiamo avuto luogo - ha affermato Clegg - ma penso che la natura delle accuse avanzate è straordinariamente seria".
I documenti resi noti su internet, come detto, puntano il dito su gravi abusi commessi dalle forze di occupazione, soprattutto Usa e britanniche, ma anche da quelle irachene, nel paese dopo l'invasione del 2003. Già nelle scorse ore il premier iracheno uscente Nouri al-Maliki aveva affermato che la pubblicazione era fatta anche per danneggiarlo in un momento delicatissimo in cui si cerca di formare un governo, dopo mesi di vuoto politico seguito alle elezioni di marzo.
Tornando a Londra, tra i crimini che riguardano i soldati britannici emerge l'atroce delitto di una bambina di otto anni in Iraq, mentre giocava con i suoi amichetti in strada. L'accusa è stata presentata dall'avvocato per i diritti umani Phil Shiner, uno dei fondatori di WikiLeaks. Shiner ha sostenuto che la bambina fu presa di mira, inspiegabilmente, proprio in un quartiere di Bassora dove le truppe inglesi erano invece solite distribuire caramelle per conquistare "le menti e i cuori". "Per qualche ragione - ha raccontato l'avvocato - l'autoblindo si è fermato alla fine della strada, lei è lì, vestita di giallo, un militare armato di fucile emerge dalla torretta e fa fuoco". Shiner ha affermato di aver chiesto inutilmente spiegazioni al ministero della Difesa. Secondo la stampa britannica, che ha dato ampio risalto alla vicenda, Shiner si riferisce probabilmente al caso di Hanah Saleh Matrud, una bambina di otto anni uccisa da un soldato britannico fuori dalla sua casa a Qarmat Ali il 21 agosto 2003. Due mesi dopo una lettera delle forze armate britanniche avevano ammesso che un soldato della compagnia B, primo battaglione del King's Regiment, aveva sparato "un colpo di avvertimento in aria" vicino alla casa della bambina. Nella lettera però si rifiutavano le scuse ufficiali, in quanto era "solo una possibilità" che la pallottola che aveva ucciso la piccola fosse partita dai britannici.
Dai dati resi noti emerge anche che i soldati americani hanno ucciso oltre 680 civili ai posti di blocco durante la guerra in Iraq. Lo riferisce il 'Sunday Times'. Secondo il giornale, i soldati Usa sparavano quando un'auto in avvicinamento ignorava l'ordine di fermarsi.

Nei documenti di Wikileaks anche la morte di Nicola Calipari - Una telefonata dell'uomo di Al Qaeda causò la morte del funzionario del Sismi, Nicola Calipari. La verità sulla fine dell'agente che perse la vita il 4 marzo del 2005 nell'operazione che portò alla liberazione della giornalista de "il manifesto", Giualiana Sgrena, rapita da un commando armato a Baghdad il 4 febbraio dello stesso anno, è contenuta in uno dei 400 mila documenti sulla guerra in Iraq diffusa dal sito internet Wikilikeas.
Il documento risale al 1 novembre del 2005 e racconta la confessione di uno dei capi di una cellula responsabile di molti rapimenti in Iraq, Sheik Husain. In particolare, Husayn racconta di aver ricevuto un riscatto di 500 mila dollari e di aver consegnato la giornalista a Calipari con l'ordine di andare all'aeroporto. A questo punto però il terrorista fa una segnalazione al ministero dell'Interno iracheno denunciando che un'auto uguale a quella su cui viaggiano Calipari e la Sgrena è un autobomba pronta a colpire. La polizia si attiva ed è così che gli americani hanno colpito la macchina causando la morte di Calipari.
Nei documenti ci sarebbe c'è però un particolare che non torna: la macchina infatti viene descritta come una "bleu chevy celebrity", una vecchia Chevrolet blu, mentre l'auto su cui viaggiavano Sgrena e Calipari era una Corolla bianca. Nel documento diffuso da Wikileaks si afferma che le informazioni sono state confermate da "fonti indipendenti", ma l'affidabilità non e' stata verificata.

Secondo Giuliana Sgrena nei documenti ci sono degli "elementi che contribuiscono alla ricerca della verità per quanto successo ma sicuramente non c`è tutto, c'è solo una parte". Intanto, aggiunge Sgrena, "la macchina cui si fa riferimento non era quella sulla quale viaggiavo, ma ancora più importanti sono altri elementi che non vengono raccontati, ovvero il fatto che ci furono dei tentativi per depistare Calipari prima di arrivare al mio ritrovamento. Calipari mi trovò solo in un secondo momento, sviato nelle sue ricerche da diversi servizi segreti".
Per la Sgrena gli Stati Uniti in tutta questa vicenda non hanno mai collaborato. "Ho anche scritto una lettera a Hillary Clinton - ha sottolineato Sgrena - per chiedergli che cambiasse l'atteggiamento dell'amministrazione Usa dopo l'elezione di Obama, soprattutto ora che si ritirano dall'Iraq. Per fare chiarezza su una guerra che è di Bush, non di Obama. Quello che spiace è vedere come invece l'Italia abbia rinunciato alla propria sovranità nella vicenda Calipari. Quando tornò in patria, dentro una bara, venne trattato come un eroe. È stato dimenticato in fretta. Rinunciando a imporre la propria giurisdizione per fare un processo dove almeno si poteva cercare la verità - conclude - per la morte di quello che era il numero due della nostra intelligence, l'Italia ha perso la propria dignità".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, ASCA, Reuters.it]

 

 

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25 ottobre 2010

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