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Per la fiaccola olimpica è iniziato il grande tour cinese

Ennesima tappa tormentata ad Hong Kong. Tra i manifestanti anche Mia Farrow

02 maggio 2008

Attraverso la città di Ho Chi Minh, nel sud del Vietnam, il percorso della fiaccola olimpica, portata da 60 tedofori, si è conclusa senza alcun incidente né contestazione, stando almeno alle constatazioni dei giornalisti sul posto. Il governo di Hanoi aveva promesso che la tappa vietnamita, come era per quella nordcoreana, non avrebbe incontrato incidenti o manifestazioni anti-cinesi o filo-tibetane e la polizia nei giorni precedenti ha proceduto ad arrestare preventivamente noti militanti.
La fiamma è quindi partita per Hong Kong, prima tappa del tour cinese che si concluderà l'8 agosto a Pechino con l'inizio dei Giochi.

Arrivata ad Hong Kong (tappa con una staffetta di 120 tedofori) la torcia, secondo quanto riferito dalla agenzia ufficiale cinese Xinhua, sarebbe stata accolta dal giubilo della folla e da poche contestazioni.
E se l'agenzia di stampa cinese ha riferito di una manifestazione tranquilla, l'informazione internazionale ha invece parlato di una tappa tormentata. La polizia, infatti, ha fermato una ventina di persone a seguito di tafferugli scoppiati lungo il tragitto della staffetta tra nazionalisti cinesi e attivisti per la democrazia che protestavano per la repressione in Tibet e arrestato anche una studentessa, la 21enne Christina Chan, che per protesta si era avvolta nella bandiera tibetana.
Dopo le clamorose proteste a Parigi, Londra e San Francisco - le tappe più difficili per la staffetta olimpica -, quella nell'ex colonia britannica è l'ultima possibilità di protesta prima che la fiaccola arrivi sul territorio continentale sotto la diretta responsabilità del regime di Pechino.

Tra i manifestanti a Hong Kong anche l'attrice Mia Farrow, una delle voci più critiche contro la Cina non soltanto per la repressione in Tibet ma anche per i suoi rapporti con il Sudan. L'attrice americana è stata fermata e interrogata dai funzionari dell'ufficio immigrazione dell'aeroporto di Hong Kong, prima di essere autorizzata a entrare in territorio cinese. "Ci hanno detto quale onore rappresenti per Hong Kong ospitare la torcia olimpica, quindi siamo stati invitati a non interferire", ha detto l'attivista che accompagna Mia Farrow, Jill Savitt. "Volevamo essere rassicurati che non fossimo qui per creare problemi alla staffetta, cosa che non intendiamo assolutamente fare", ha aggiunto l'attrice.
La Farrow è intervenuta nel centro dei corrispondenti stranieri di Hong Kong sul rispetto dei diritti umani nella regione sudanese del Darfur. Portavoce del gruppo di attivisti 'Dream for Darfur', Mia Farrow è una delle numerose star, tra cui George Clooney, Don Cheadle e Steven Spielberg, che si batte per la pace in Darfur, dove dal 2003 è in atto una guerra che ha causato almeno 300.000 morti e oltre 2,5 milioni di profughi.
'Dream for Darfur' chiede di rafforzare le pressioni sulla Cina, principale partner commerciale del Sudan, perché intervenga su Khartoum per porre fine al conflitto. In vista delle Olimpiadi di agosto, 'Dream for Darfur' ha lanciato una campagna contro gli sponsor dei Giochi.

Intanto il governo tibetano in esilio ha fatto nuovamente sentire la propria voce. In un comunicato apparso sul loro sito web ufficiale accusa la polizia cinese di bruciare i corpi dei tibetani morti durante i moti di Lhasa cominciati lo scorso 14 marzo. Secondo il comunicato, il 28 marzo circa 83 corpi sono stati inceneriti nel crematorio elettrico nella città di Dhongkar Yabdha, nel distretto di Toelung Dechen, che rientra sotto la Municipalità di Lhasa. Il motivo - viene denunciato nel documento - sarebbe stato quello di "pulire interamente dall'interno ogni prova relativa alle recenti proteste in Tibet". Il comunicato, inoltre, denuncia che molti tibetani rimasti feriti durante gli scontri, trasportati al Peoplès Hospital, sono morti e stanno ancora morendo senza cure.

 

 

 

 

 

 

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02 maggio 2008
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