Il Castello Ursino di Catania

Fatto edificare da Federico II, fu simbolo dell'autorità e del potere imperiale in Sicilia

03 giugno 2016
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Dall'aspetto austero e massiccio, su un altopiano circondato dal mare, il Castello Ursino di Catania fu fatto edificare da Federico II di Svevia tra il 1239 e il 1250 e godette di una certa fama durante i Vespri Siciliani, come sede del parlamento e residenza dei sovrani aragonesi. Il maniero faceva parte del complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale, cui appartenevano anche il Castello Maniace di Siracusa e il Castello di Augusta e, con il suo aspetto massiccio, era il simbolo dell'autorità e del potere imperiale svevo in grado di tenere a freno la cittadinanza catanese spesso ostile e ribelle. Il nome molto probabilmente deriva da 'Castrum sinus', che significa 'castello del golfo' poiché inizialmente era a picco sul mare, ma una colata di lava dell'Etna del 1669 lo allontanò dalla costa di qualche centinaio di metri. Altri studiosi invece, sostengono che 'castrum Ursinum' potrebbe essere collegato al 'vir consularis Flavius Arsinius', che governò la Sicilia prima del 359 d.C e promosse il restauro del ninfeo di Catania. Il ricordo di lui potrebbe essersi conservato nella denominazione dell'area su cui poi sorse il castello.

Si tratta di un grande complesso edilizio, progettato dall'architetto Riccardo da Lentini, di pianta quadrata delimitata da quattro torri circolari agli angoli che, sul lato nord e ovest, presenta torri più piccole semicilindriche a metà di ciascun lato. Le mura sono realizzate da materiale lavico e hanno uno spessore di 2.50 metri. L'edificio presenta all'esterno tutta una serie di aperture (assenti nel progetto iniziale per garantire una maggiore sicurezza) le cui cornici bianche creano un gradevole contrasto cromatico sulle mura scure. Inoltre l'interramento della base provocato dalla colata lavica del 1669, l'assenza delle merlature e di mensole di coronamento ha modificato l'originaria valenza militare. Sul lato settentrionale si affaccia l'ingresso principale e qui l'entrata un tempo era difesa da un fossato e da un ponte levatoio mentre una robusta cinta muraria fu costruita verso la metà del '700. Si accede al maniero mediante un arco acuto sul prospetto, sovrastato da un'aquila che cattura una lepre, stemma degli svevi. Al suo interno si sviluppa la corte di cui rimane un bel cortile con scala esterna in stile gotico-catalano costruita in età rinascimentale, attorno al quale ci sono le quattro grandi sale fiancheggiate da sale minori, dalle quali si accede alle torri angolari.

Mentre l'esterno ha un aspetto piuttosto essenziale, l'interno custodisce opere di notevole interesse artistico a cominciare dalle strutture portanti delle varie sale ornate da eleganti volte a costoloni, da pregiati capitelli intarsiati e da grandi archi ogivali. Sono di ottima fattura le statue di Afrodite di epoca ellenistica, il Torso di Eracles risalente al quarto secolo a.C., e i gladiatori, rilievo romano su lava. Secondo lo storico Giuseppe Agnello l'edificio svevo originario era dotato di quattro ali edilizie con altrettanti ambienti a pianta rettangolare coperti ognuno da tre volte a crociera impiantate su semicolonne e quarti di colonne angolari; quattro stanze quadrate, raccordavano fra loro i saloni, permettendo inoltre l’accesso alle torri angolari. Dal piano inferiore al piano superiore si accedeva attraverso le scale a chiocciola posizionate all'interno delle semi torri nord e sud.

Il Museo Civico - Dal 1934 il castello è sede del Museo Civico ed ospita le sezioni archeologiche: medievale, rinascimentale e moderna. Qui sono custoditi circa 8040 pezzi tra reperti archeologici, epigrafi, monete, sculture, pitture, sarcofaghi fittili greci, romani, mosaici provenienti da tutta la provincia di Catania, da Centuripe, Lentini, Roma, Trapani, Caltagirone, Ercolano e Camarina. Il maniero ospita, nelle splendide sale al piano terra, un prezioso patrimonio di donazioni di illustri catanesi, provenienti da chiese e conventi soppressi, dal Museo dei Benedettini e dalla Collezione del principe di Biscari, proveniente dagli scavi eseguiti a Catania, nonchè da acquisti fatti a Napoli, Roma, Firenze.

Pillole di storia - Il Castello Ursino, come abbiamo già detto, fu fatto edificare da Federico II tra il 1239 e il 1250. Nel 1255 è attestata per la prima volta la denominazione di 'castrum Ursinum', divenuta poi usuale. Tra il 1296 e il 1336 il Castello è a più riprese residenza di Federico III e successivamente dei suoi discendenti Pietro II, di Ludovico e di Federico IV. All'interno del manieri si vissero alcuni dei momenti più importanti della guerra del Vespro. Nel 1295 vi si riunì il Parlamento Siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II ed elesse Federico III a re di Sicilia. Nel 1392 Catania si rivoltò contro gli Aragonesi e il presidio regio si chiuse nel castello. Tra la fine del '300 ed i primi del '400 il Castello restò residenza ufficiale dei sovrani e della corte, mentre nella seconda metà del XV secolo fu sede di sessioni parlamentari e residenza viceregia. Nel 1669 una disastrosa eruzione dell'Etna rischiò di seppellirlo modificando la sua posizione a strapiombo sul mare. Successivamente fu trasformato in prigione con notevoli modifiche strutturali, divisioni delle grandi sale in piccole celle oscure e infestate da topi, scorpioni e tarantole. Una traccia di questa pagina della storia del castello si trova ancora oggi nelle centinaia di graffiti che riempiono i muri e gli stipiti di porte e finestre di tutti gli ambienti del piano terra. Acquisito nel 1932 dal comune di Catania e sottoposto a restauri, oggi l'edificio si trova in pieno centro storico e, dal 20 ottobre 1934, è stato adibito a museo civico di Catania.

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