L'Area Marina Protetta del Plemmirio

Un mare antico che custodisce un vero e proprio tesoro naturale e archeologico

14 luglio 2017
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Un'isola con un castello, un triangolo di terra che avanza verso il blu intenso del mar Jonio e al centro, un grande porto naturale, teatro di antiche battaglie navali tra cartaginesi e siracusani. A pochi km da Siracusa, in località Penisola Maddalena, tra Punta Castelluccio e Capo Murro di Porco, si trova l'Area Marina Protetta del Plemmirio, un mare antico che custodisce gelosamente un autentico tesoro naturale e archeologico costituito dai resti di navi greche e romane. Mare, paesaggi mozzafiato, fondali incantevoli dove immergersi e vivere a stretto contatto con la natura grazie ad un susseguirsi di coste alte, calette, grotte e un territorio ricco di straordinaria flora e fauna, ma anche di storia e cultura.
Siracusa, culla della civiltà greca in Sicilia e importante nodo commerciale dell'antichità, è stata infatti una tappa obbligatoria nelle rotte navali del mediterraneo. A causa dei numerosi naufragi avvenuti nel corso dei secoli, soprattutto nella zona di Capo Murro di Porco, sono stati recuperati numerosi reperti oggi custoditi nel Museo Paolo Orsi di Siracusa. Per gli appassionati del mondo sommerso c'è la possibilità dunque, di seguire un vero e proprio itinerario archeologico alla scoperta dei relitti delle navi inabissate e dei resti del loro carico: anfore e ancore di varia grandezza, natura ed epoca. Altro interesse subacqueo è dato dalla presenza di numerose splendide grotte scavate dalle onde nei millenni nella roccia bianca e calcarea. Gli straordinari fondali sommersi sono ricchissimi di ogni specie marina che popola il Mediterraneo. Agli appassionati di immersione si raccomanda soltanto di rispettare l'ambiente evitando di portar via conchiglie, pietre, stelle marine e altro perchè se ogni turista che si reca al Plemmirio portasse via anche un solo ciotolo i fondali di questo paradiso naturale, nel giro di pochi anni, si trasformerebbero in un autentico deserto.

Le tappe del nostro itinerario

TappaRiserva Naturale del Plemmirio


ph. plemmirio.eu

L'area marina protetta è suddivisa in zone sottoposte a diverso regime di tutela ambientale: la zona A di riserva integrale comprende il tratto di mare prospiciente la costa di Capo Murro di Porco dove è consentita la ricerca scientifica autorizzata, le visite subacquee, le attività di soccorso, di sorveglianza e servizio; la zona B di riserva generale comprende il tratto di mare prospiciente la costa tra Punta della Mola e l'estremità occidentale del Capo Murro di Porco. Qui è consenita la balneazione, la navigazione a vela, a remi o a motore, l'esercizio della piccola pesca artigianale, sportiva, con lenza e canna, le visite guidate subacquee. La zona C di riserva parziale comprende invece, il residuo tratto di mare all'interno del perimetro dell'area marina protetta e consente la navigazione a motore ai natanti adibiti al trasporto collettivo, l'ancoraggio compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali, la pesca sportiva, con lenza e canna, previa autorizzazione del soggetto gestore, per i non residenti.

TappaPenisola della Maddalena


ph. Consorzio Plemmirio

Il mare della Penisola della Maddalena offre numerose sorprese biologiche e fondali stupendi. Da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale è basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate. Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di oltre 30-40 metri. Questa parte di costa è di primaria importanza per la geologia dell'intera area e cioè la scarpata ibleo-maltese. Si deve proprio a questa lo sprofondamento del fondale marino a centinaia di metri in un breve tratto di mare antistante la costa. Inoltre l'intensa attività tettonica ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in prossimità di Murro di Porco dove l'infrangersi delle onde determina a terra spettacolari spruzzi d'acqua simili ai geygers.
 I fondali più bassi sono arricchiti da vaste praterie di Posidonia con giganteschi esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo. Sottocosta invece, si possono ammirare i coralli dal colore rosso intenso e lungo la battigia interessanti biocostruzioni simili a barriere coralline. Gli straordinari fondali sommersi sono ricchissimi di ogni specie marina che popola il Mediterraneo. Le acque protette del Plemmirio hanno oggi un valore simbolico per Siracusa poiché l'area negli ultimi cinque anni si sta ripopolando velocemente di pesce. La zona per le sue caratteristiche geografiche è il luogo ideale per l'osservazione dei grossi pesci come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli. Per quanto riguarda le cernie invece, le poche rimaste sono migrate verso fondali più profondi.

TappaGrotta Pillirina

Qui inoltre, è possibile visitare diverse grotte naturali emerse e sommerse come la Grotta Pellegrina (della Pillirina), con le sue splendide stalattiti e stalagmiti. Le grotte sommerse sono ricche di vita con coralli, spugne, briozoi, cicale di mare e moltissime specie di pesci. La Riserva comprende anche la zona terrestre della penisola Maddalena dove prevale la vegetazione alofilo-rupestre e la gariga a palma nana. La riserva fra l'altro, ospita il più vasto palmeto della provincia. Nelle zone più umide a sud, resistono ancora lembi di macchia a lentisco e mirto, mentre a Punta della Mola crescono il tabacco siciliano e diverse specie di piante grasse come l'agave. Il fico d'India è ampiamente diffuso lungo tutta la costa. Vicino al mare troviamo il finocchio marino, il limonio, il ginstrino delle scogliere, mentre verso l'interno la camomilla, e il plantago. Si riscontra inoltre le presenza di specie arbustive come lo Spinaporci (presente solo nella provincia di Siracusa e in piccole aree della Sardegna e della Puglia) e il Timo. La Penisola Maddalena ha importanza nazionale come punto di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli marini. Altre specie presenti sono: la lucertola siciliana, il coniglio, il discoglosso, il biacco, la testuggine, l'istrice, la volpe e la donnola.

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