La Riserva Naturale Orientata "Serre della Pizzuta"

Nel territorio del comune arbëreshë di Piana degli Albanesi

21 giugno 2016
la-riserva-naturale-orientata-serre-della-pizzuta

Nel territorio del comune arbëreshë di Piana degli Albanesi si estende la Riserva Naturale Orientata 'Serre della Pizzuta', che  comprende i maestosi rilievi calcarei di Maja e Pelavet (conosciuta come La montagna dei cavalli - m 1279), delle Serre della Pizzuta (m 1333) e della Costa di Carpineto (m 1188).
Istituita con decreto ministeriale n. 744 del 28 dicembre 1998, l'area protetta si estende per ben 414 ettari ed è affidata all'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Il complesso montuoso è costituito da rilievi di origine carbonatica, formatisi durante il Giurassico inferiore (circa 250 milioni di anni fa), soggetti a processi carsici superficiali e sotterranei che, nei millenni, hanno determinato numerose creste e depressioni.

Le tappe del nostro itinerario

TappaMonte Pizzuta

Sul Monte Pizzuta, in assoluto la vetta più elevata (m. 1.333 s.l.m.), da cui la riserva prende il nome, la corrosione esercitata dalle acque piovane ha dato luogo a due grotte di indubbio interesse spelelogico: quella dello Zubbione e quella del Garrone. La prima, che si apre a circa 1.100 m sul livello del mare, è una cavità molto suggestiva, con sviluppo verticale e diversi ambienti inclinati in cui si alternano gallerie, pozzetti e grandi saloni, ornati da concrezioni calcaree, splendide per forme e colori. La grotta del Garrone (detta anche del Ladrone) è un grande antro nei pressi della Portella del Garrone (m 1144), un antico valico d'importanza strategica, percorso da una regia trazzera che separa Monte Pizzuta dalla Costa di Carpineto. Presenta concrezioni calcaree e due laghetti formatisi per lo stillicidio dell’acqua dalle rocce. In quest'ambiente sono sopravvissute due diverse specie di felci rarissime per la Sicilia, considerate relitti glaciali dell’epoca wurmiana (tra 100.000 e 10.000 anni fa).

Il versante occidentale della Pizzuta ospita invece resti di neviere, conche artificiali utilizzate anticamente, dagli abitanti del luogo, per la conservazione del ghiaccio da usare in estate. Dall'alto della Pizzuta inoltre, è possibile ammirare un panorama immenso che si apre sul lago sottostante, un invaso artificiale che si estende su un'area di circa 310 ettari. Dal rilievo di Maja e Pelvat si domina anche, la famosa Portella della Ginestra, che prende il nome dai magnifici fiori selvatici gialli che qui crescono durante la bella stagione. Il luogo purtroppo, è balzato tristemente agli onori della cronaca perchè il 1° maggio 1947, in occasione della festa del lavoro, il bandito separatista Salvatore Giuliano e la sua banda, probabilmente assoldati dalla mafia feudale, spararono all’impazzata su una folla di circa 2000 manifestanti contro il latifondismo, uccidendone 11 e ferendone più di 50. Un episodio tragico sul quale non si fece totale chiarezza ma che tuttavia non è riuscito ad offuscare la bellezza di questi luoghi.

Flora e Fauna  - La riserva è caratterizzata da ambienti rupestri e da ampi spazi aperti di prateria o gariga, a tratti interrotti da boschetti di lecci e roverelle, relitti dell'antica copertura boschiva. L’habitat apparentemente inospitale delle rupi però, grazie al clima favorevole e all'elevata piovosità, ha consentito l’insediamento di molte piante erbacee endemiche. Fra queste spiccano la viola calcarata, il fiordaliso della Busambra, la camomilla delle Madonie, la silene fruticosa e il garofano mediterraneo. Sulle pendici del monte Pizzuta si trovano piccoli lembi di bosco misto, costituito da lecci e roverelle che si sono meglio adattati al clima caldo. Qui troviamo anche l’olmo campestre, l’acero campestre, l’acero minore, colonizzati dalle barbette dei licheni frondosi, e il frassino, anticamente coltivato per produrre la manna. Negli ultimi anni, l'Azienda Foreste Demaniali inoltre, ha impiantato ampie aree di rimboschimento a eucalipti e conifere. Nel sottobosco sono presenti gli arbusti tipici del bosco siciliano: il biancospino, il prugnolo, l'asparago spinoso, la rosa di San Giovanni, la ginestra, l'erica arborea e il falso pepe montano.
Il territorio aspro e impervio ha favorito la conservazione di una varia e interessante fauna, con la volpe, il gatto selvatico, la martora e la donnola che la fanno da padrone. Il re del bosco rimane però l'istrice, che qui vive in numerosi esemplari, in tane scavate sul terreno tra rocce e ceppi d’albero. Di giorno sonnecchia ed esce solo di notte alla ricerca del cibo (frutta, germogli, cortecce d’albero, radici e tuberi). Le grotte offrono rifugio ad un pipistrello raro, il ferro di cavallo maggiore.

L'avifauna è degnamente rappresentata dalle cinciarelle e cinciallegre, i rampichini, i passeriformi insettivori capaci di scovare le prede tra gli anfratti delle cortecce degli alberi, le ghiandaie e il melodioso usignolo. Sulle aree aperte si possono amirare gheppi pronti a cacciare piccoli mammiferi e insetti come il raro panfago marmorizzato, o la grossa cavalletta endemica. Tra i rettili sono comuni la lucertola campestre e la sicula, il ramarro e lo scinco, il gongilo, il biacco, la vipera e il saettone.

TappaSentiero del Ladrone (Sentiero Italia)

Partendo dal paese di Piana degli Albanesi imbocchiamo un sentiero a monte del centro abitato, vicino alla chiesetta della Madonna di Odigitria, che si inerpica lungo il versante meridionale della riserva e conduce in località Portella del Garrone (quota m. 1.144 s.l.m.). Poco prima di giungere a destinazione, il sentiero costeggia una zona rimboschita dove si trova l'accesso alla Grotta del Garrone. Giunti alla Portella del Garrone è possibile godere di un panorama che abbraccia anche il versante settentrionale dell'area protetta, con il complesso montuoso denominato Serre Frassino ed il Vallone delle Neviere

TappaSentiero di Norina


ph. Loredana Maggiore

Da Piana degli Albanesi si può raggiungere un sentiero che parte dalla località Xaravuli, si inerpica tra le rocce calcaree da dove si può ammirare il paese sottostante ed il suo lago, le creste di Rocca BusambraMonte San Calogero e, nelle belle giornate il complesso montuoso delle Madonie e la cima innevata dell'Etna. Si tratta di un percorso di media difficoltà, che inizialmente attraversa un boschetto di querce e castagni e infine raggiunge un punto panoramico.

TappaSentiero della Pizzuta


ph. Loredana Maggiore

Sentiero della Pizzuta (solo in buone condizioni atmosferiche e con l'ausilio di una guida) - Raggiungiamo Portella della Ginestra e dopo aver lasciato l'auto in un'ampio spiazzale, imbocchiamo una carrareccia che si insinua nel versante meridionale della riserva. Davanti a noi si erge il Monte Maja e Pelavet, qui conosciuto come 'La montagna dei cavalli', dalla povera copertura arborea ed arbustiva. Attraversiamo un'area a riboschimento raggiungendo un sentiero segnato da tabelle. Dopo circa un chilometro di marcia, con un dislivello di circa m 500, arriviamo a Portella delle Neviere, che custodisce tracce di un bosco relittuale di agrifogli, che un tempo ricopriva la zona. Da qui si prosegue verso la cresta della Pizzuta (m. 1.333 s.l.m.).

TappaSentiero delle Neviere (Sentiero Italia)

Raggiungiamo il versante settentrionale della riserva, uscendo allo svincolo di Giacalone dallo scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Proseguiamo per Poggio San Francesco sino ad un cancello rosso, a circa due chilometri dal santuario, da cui parte una carrareccia che si arrampica sulla montagna. Seguiamola sino a giungere alla località Strasatto-Ginestra. Qui, lasciate le macchine in prossimità dell'abbeveratoio della Targia, seguiamo la segnaletica del sentiero Italia, attraversando la vallata settentrionale del complesso montuoso.

TappaSentiero del Pozzillo

Sentiero del Pozzilo - Di notevole interesse naturalistico, questo itinerario parte dalla periferia del paese di Altofonte e attraversa un'area rimboschita a conifere. Dopo una dura marcia, con un notevole dislivello, si giunge a Portella Pozzillo, da dove è possibile scorgere il complesso montuoso che circonda la Conca d'Oro e la vicina città di Palermo. Tale area risulta di interesse biogeografico per le splendide fioriture erbacee ed arbustive che si alternano in primavera nel sottobosco come il Pungitopo o il Ciclamino.

TappaSentiero Argoma Zevet

Sentiero Argoma Zevet - Da Piana degli Albanese, percorrendo la strada che porta al paese di Altofonte, incontriamo un cancello della Forestale alla nostra sinistra. Proseguendo a piedi, percorriamo un sentiero panoramico e, dopo circa m. 600 giungiamo ad un'area boschiva costituita prevalentemente da conifere. In prossimità di quest'area verde ci imbattiamo in un trivio. Imboccata la carrareccia a sinistra, dopo circa m. 700, raggiungiamo i magazzini Argometez (centro visite). Il sentiero, per via della copertura arborea, è particolarmente indicato nelle calde giornate estive.

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia