Pedara, adagiata sui colli meridionali dell'Etna

Paesaggi strairdinari, vegetazione rigogliosa, monumenti unici: Pedara è una dimensione da scoprire

30 novembre 2017
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ph. Jeanne Menjoulet - flickr.com, CC BY 2.0

Adagiata sulle colline meridionali dell'Etna, Pedara offre a tutti la bellezza dei suoi paesaggi e la salubrità del suo clima. Non si possiedono notizie certe sulle sue origini perché le numerose colate laviche ne hanno quasi del tutto cancellato le tracce. Si sa, però, che anticamente l'abitato era situato più a nord dell'attuale e il ritrovamento casuale di alcuni reperti testimonierebbe l'origine greca del luogo. Sotto i Normanni Pedara faceva parte delle vigne di Catania. Durante il Quattrocento, però, a seguito di due violente eruzioni, (in particolare l'eruzione del 1404 che formò la zona detta "dei tre monti") gli abitanti iniziarono una migrazione verso sud e nell'attuale sito diedero vita alla nuova Pedara. L'11 gennaio 1693, il più violento terremoto che la storia locale ricordi, in pochi secondi, distrusse anche Pedara.
Con i suoi paesaggi, la vegetazione rigogliosa, i beni culturali, Pedara è una dimensione da scoprire.

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Le tappe del nostro itinerario

TappaBasilica di Santa Caterina

Oltre ad essere il monumento più importante di Pedara, per il suo particolare contenuto artistico la Basilica di Santa Caterina è una delle chiese più visitate e studiate della provincia. L'intero complesso architettonico è considerato uno splendido esempio di "chiesa nera" dell'Etna dove il sapiente e coraggioso utilizzo della pietra lavica e degli intonaci trova qui una delle sue massime espressioni.
La prima costruzione fu completata nel 1547 ed era in stile romanico. Oltre un secolo dopo, la struttura si dimostrò insufficiente a contenere i fedeli tanto che nel 1682 la fabbrica fu demolita per una più spaziosa ed attrezzata. Ma l'11 gennaio 1693 il terremoto piegò anche Pedara e della chiesa appena ricostruita rimase ben poco. La grandiosa opera di ricostruzione richiese oltre 10 anni di lavoro e fu compiuta dal sacerdote pedarese don Diego Pappalardo solo nel 1705. All'interno si possono ammirare gli affreschi di Giovanni Lo Coco, una tela di Mattia Preti che raffigura Il Martirio di S. Caterina, il monumento funebre allo stesso don Diego, numerose tele, i marmi policromi dell'altare maggiore, alcune sculture del '700, i preziosi ricami e gli arredi sacri. All'esterno, invece, spiccano la torre campanaria con elementi di epoche diverse, le sculture in pietra dei portali e delle finestre ed un ormai raro esemplare di meridiana.

TappaSantuario di Maria Santissima Annunziata

La chiesa di Maria Santissima Annunziata è un santuario mariano. Il corpo principale della chiesa risale alla fine del '500 quando Ludovico Pappalardo, nonno di Don Diego, in un terreno di sua proprietà diede inizio ai lavori di costruzione perché quella del 1386 era ormai diventata piccola e cadente. L'edificio fu seriamente danneggiato, come tutti gli altri del paese, dal terremoto del 1693 ed i lavori di riparazione e consolidamento furono ultimati due anni più tardi da Don Diego. L'attuale edificio fu completato tra l'800 e il '900  ed ampliato con l'aggiunta delle due navate laterali. Il santuario è il centro della devozione popolare locale perché custodisce il simulacro dell'Annunziata e i resti mortali della Serva di Dio Giuseppina Faro, giovane pedarese morta nel 1871 per la quale è in corso la causa di beatificazione.

TappaChiesa di SantAntonio Abate


Foto di Mario Castro - Panoramio.com

La via principale che da piazza Don Diego sale verso Nicolosi, quasi all'estremità del paese si allarga formando una piazzetta: è piazza S. Antonio, sulla quale domina maestosa per il suo alto basamento, la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate.
Le cronache testimoniano la presenza, a Pedara, di una chiesa dedicata al grande santo eremita sin dal XIV secolo. Detta chiesa, costruita per devozione dai fedeli, fu distrutta dalla violenta eruzione del 9 novembre 1408. Qualche anno dopo, i Pedaresi cominciarono la costruzione della nuova chiesa di S. Antonio a poca distanza dalla chiesa di S. Maria la Stella. Nel 1680 la chiesa fu abbattuta allorché, come riportano ancora le cronache antiche di Pedara, «...si piantò la nuova più grande e di bellissimo modello, più vicina all'abitato con suo atrio e scalinate di pietra da intaglio, campane e sepolture proprie». A distanza di 13 anni, l'11 gennaio 1693, il terremoto considerato uno dei più grandi disastri della storia urbana europea non dovette sconvolgere troppo la chiesa che si mantenne salda sopra quel banco di lava. Il sisma fece crollare il soffitto e parte del campanile. La sistemazione, ad opera dell'umile popolazione del quartiere, fu portata a termine anche grazie all'instancabile collaborazione del grande benefattore e mecenate Pedarese Don Diego Pappalardo.

TappaChiesa di San Vito

Edificata prima del 1642, la Chiesa di San Vito, con molta probabilità, fu arredata dalla Famiglia Tornabene che in prossimità della chiesa possedeva un esteso terreno. Rimasta danneggiata dal terremoto del 1693, fu riaperta al culto nel 1709. Restaurata di recente, al suo interno accoglie, tra l'altro, il simulacro del santo titolare e un antico crocifisso ligneo che la tradizione vuole essere appartenuto alla prima costruzione della Chiesa Madre (1547).

TappaPalazzo di don Diego Pappalardo


Foto di Taoetna - Panoramio.com

La struttura attuale fu voluta dalla famiglia di don Diego intorno al 1660 e da quest'ultimo riedificata dopo il terremoto del 1693. All'esterno si possono ancora ammirare i balconi, le finestre e l'imponente arco con scalinate laterali. Nel cortile interno, al centro di una elegante sopraelevazione "u bagghiu", emerge una grande cisterna che presenta ancora i tipici elementi in pietra lavica ed in ferro battuto.

TappaPalazzo Pulvirenti


Foto tratta da www.unoseinovetre.com

Si tratta di un complesso architettonico sito tra Piazza del Popolo e via Rosaro Toscano, composto da vari elementi di epoche diverse. Il complesso di Palazzo Pulvirenti è oggi proprietà del Comune che ne ha fatto sede museale ed espositiva e sede della Biblioteca. Le fabbriche sono state costruite tra il Settecento e l'Ottocento e i lavori di ristrutturazione si sono conclusi nel 2009.

TappaParco Monte Troina

Il Monte Troina è un grande polmone verde attorno al quale si adagia il centro urbano di Pedara; in passato quasi interamente ricoperto di vigneti, nonostante la particolare orografia ne rendesse difficile la coltivazione. Negli ultimi anni è stato oggetto di interventi di recupero da parte di alcuni proprietari dei terreni, che hanno reimpiantato grandi vigneti con il pregio di ridare anima all'architettura dei terrazzamenti.
Verso la metà del secolo scorso sul lato nord è stata realizzata una scalinata che porta ad un piazzale con cappella votiva, tradizionalmente chiamata "Calvario", dove ogni anno si realizzano rappresentazioni legate ai riti pasquali. Percorrendo l’antica trazzera che, partendo nei pressi della scalinata, risale il crinale del conetto delimitata dai tipici muri a secco in pietra lavica, si raggiunge la parte sommitale dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato. In anni recenti, l'area del monte è diventato un parco verde attrezzato, con un sistema di percorsi tematici: quello arte-natura che tocca i punti più interessanti dal punto di vista naturalistico-paesaggistico e alcuni spazi con installazioni artistiche anche temporanee e il percorso ludico-sportivo, che attraversa la piccola area attrezzata con giochi e percorso-vita.

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