Sui Nebrodi, le Rocche del Crasto

Dentro la grotta del Lauro, meraviglia della natura tra stalattiti e stalagmiti

15 giugno 2016
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In territorio di Alcara Li Fusi e Longi, sui monti Nebrodi, si ergono le Rocche del Crasto, formazioni rocciose di natura calcarea che si stagliano con ben cinque picchi da nord a sud: Rocca Traùra (1005 metri), Rocca che Parla (1253 metri), Rocca del Crasto (1315 metri), Pizzo Aglio (1251 metri.) e Rocca Calanna (1052 metri). Il loro nome deriverebbe dall'antica Krastos (in dialetto siciliano crastu è il maschio della pecora), cittadella sicana fortificata che sorgeva sulla vetta delle rocche e i cui resti sono ancora tangibili. Costituite da calcari dolomitici bianchi e rosa, dalle sfumature verdi e rosse, e da rocce cristalline grigie e lucenti, sembra che le Rocche del Crasto risalgano all'età mesozoica come confermato dalla presenza di numerosi resti fossili. Le rupi presentano inoltre, diverse linee di faglia molto interessanti dal punto di vista geologico tanto da rappresentare un raro esempio di rocce dolomitiche nel sud Italia...

Le tappe del nostro itinerario

TappaGrotta del Lauro


Foto tratta da www.comune.alcaralifusi.me.it

A quota 1.068 metri, sul versante occidentale del massiccio roccioso delle Rocche del Crasto, si trova la Grotta del Lauro, che rappresenta una straordinaria attrazione per le innumerevoli stalattiti, stalagmiti e per le concrezioni generate durante i millenni dall'acqua che si infiltra nelle fessure delle pareti rocciose. Partendo da Alcara Li Fusi, può essere raggiunta dopo un percorso di circa tre chilometri, che si snoda lungo la strada per Portella Gazzana, ed oltre, per ancora un chilometro, lungo un tortuoso ed impervio viottolo. La grotta è dotata di una cavità d'ingresso ovale e di una camera molto grande dalla quale si dipartono una serie di cunicoli che introducono in altre stanze di dimensioni minori.

TappaRocche del Crasto

Il Parco dei Nebrodi consiglia tre itinerari escursionistici che consentono di collegare centri abitati come Alcara Li Fusi, Longi e San Marco D'Alunzio alla sommità delle Rocche del Crasto. I tre percorsi si sviluppano nella Zona 'A' del Parco e, anche se all'apparenza possono sembrare molto impegnativi per via del dislivello e della lunghezza del percorso, in realtà non presentano grandi difficoltà perchè dotati di cartelli e tabelle segnaletiche in legno che ne facilitano la fruizione. Per partecipare all'escursione indossiamo indumenti adatti alla stagione per la media montagna: scarponcini, giubbotto, cappello, maglione, macchina fotografica e binocolo.

Immersi nella rigogliosa vegetazione dei Nebrodi attraverseremo campi coltivati, praterie, boschi e, nel periodo primaverile, calcari ricchi di fiori come orchidee anemoni, primule, ciclamini, cardi, diverse specie di crocifere, leguminose ed euforbiacee come l'Euforbia dendroides, la più diffusa in questi luoghi. Nelle insenature delle roccie ammireremo macchie di ginestra e di leccio che qui si sono insediate. Tra questa vegetazione hanno trovato rifugio piccoli mammiferi come lepri, conigli, volpi, istrici, donnole, ricci e martore. Lungo il cammino, ogni tanto, incontriamo mucche, capre, pecore e cavalli che pascolano liberamente nelle praterie o nei pendii o in prossimità dei bevai o sorgenti d'acqua. Se si è fortunati si possono scorgere diversi rapaci come il gheppio, il falco, lo sparviero, i grifoni e l'aquila reale che hanno nidificato nelle insenature inaccessibili delle rocce, mentre i corvi imperiali, l'upupa e tante altre  specie di uccelli di taglia più piccola popolano le zone boschive.

TappaPortella Gazzana


Foto tratta da www.comune.alcaralifusi.me.it

DA PORTELLA GAZZANA (LONGI) (Lunghezza - km 7; Tempo di percorrenza - 2.30; Dislivello - 250 metri - Difficoltà - medio/alta) - Il percorso attraversa le contrade di San Fantino, Sette Fontane, Rocca che Parla, Vorna, per giungere alla sorgente Malirò (San Marco d'Alunzio). Partiamo da Portella Gazzana, a 979 metri sul livello del mare, e seguiamo la strada provinciale 157, che da Rocca di Caprileone porta a Longi. Lasciatoci alle spalle il paese proseguiamo fino al bivio di Crocetta, Pado, Portella Gazzana. Giunti all'incrocio con la strada provinciale 157, svoltiamo a destra, in direzione Longi. Una ulteriore possibilità, prestando attenzione alle condizioni non ottimali del fondo stradale, resta la strada provinciale 161, che da Alcara Li Fusi conduce a Portella Gazzana. Qui lasciamo l'auto e proseguiamo a piedi, passando per Pizzo Corvo (1109 metri). Da qui ci avviamo verso le Rocche del Crasto (1315 metri), da dove possiamo ammirare un meraviglioso paesaggio che si apre sulla valle del Rosmarino, sulle vette più alte delle Madonie, sui paesi di Alcara Li Fusi e Militello Rosmarino, su Monte Soro (la vetta più alta dei Nebrodi) e in lontananza sulle Isole Eolie.

TappaContrada Lemina

DA CONTRADA LEMINA (ALCARA LI FUSI) - (Lunghezza - 3,200 Km per contrada Lemina; 9.200 Km per Portella Gazzana; Dislivello - 270 metri; Difficoltà  media) - Partiamo da Contrada Lemina proseguiamo, a destra, in direzione Portella Gazzana e, a sinistra, per la Sorgente Malirò e quindi per San Marco d'Alunzio. Per raggiungere il punto di partenza di questo itinerario si seguono le indicazioni per Alcara Li Fusi, dove si segue la circonvallazione, sul lato nord dell'abitato, fino ad imboccare sulla sinistra il bivio per contrada Stidda (tipico villaggio di pastori), Lemina, Bacco, Vorna, Rocche del Crasto.

TappaSan Marco DAlunzio

DA SAN MARCO D'ALUNZIO (Lunghezza - 7 Km; Dislivello in salita - 250 metri; Tempo di percorrenza - 2.30; Difficoltà - Media) - Partiamo dalla sorgente Malirò, in territorio di San Marco d'Alunzio, attraversiamo la contrada Vorna e proseguiamo, a destra, in direzione di Alcara Li Fusi, attraverso le contrade Lemina, Bacco, Stidda, o al bivio si prosegue diritto per Portella Gazzana. Il punto di partenza dell'itinerario si raggiunge seguendo le indicazioni per S. Marco d'Alunzio, per poi procedere per contrada Genovese, S. Giovanni, sorgente Favarotta, da dove, dopo un centinaio di metri, si imbocca il bivio a sinistra e si prosegue fino alla sorgente Malirò.

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