"Molti sacrifici, ma gli italiani capiranno"

Mario Monti a 'Porta a Porta': "L'alternativa a tutti questii sacrifici era non pagare più stipendi e pensioni"

07 dicembre 2011

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha emanato ieri il decreto recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità, il consolidamento dei conti pubblici.
Il testo definitivo della manovra prevede uno sconto Irap di 10.600 euro per le imprese che assumono giovani al di sotto dei 35 anni e donne. Bonus che sale a 15.200 euro nelle regioni del Sud. "A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2012 - si legge nel documento - è ammesso in deduzione un importo pari all'imposta regionale sulle attività produttive relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni".
Riguardo al capitolo pensioni, dal 1 gennaio 2012 le donne dipendenti lasceranno a 62 anni. Tale requisito anagrafico è fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1 gennaio 2014, a 65 anni a decorrere dal 1 gennaio 2016 e 66 anni, come gli uomini, a decorrere dal 1 gennaio 2018. Le lavoratrici autonome, invece, andranno in pensione a 63 anni e 6 mesi già dal 2012. Tale requisito anagrafico è fissato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1 gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal 1 gennaio 2018. A decorrere dal 1 gennaio 2012 l'accesso alla pensione anticipata ad età inferiori ai requisiti anagrafici è consentito esclusivamente se risulta maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno 2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2014. Sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1 gennaio 2012, è applicata una riduzione percentuale pari a 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni. Nel caso in cui l'età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi.

Partirà da 185 chilowat e costerà 20 euro per ogni Kw la supertassa per le auto più potenti. "A partire dall'anno 2012 - si legge nel documento - l'addizionale erariale della tassa automobilistica è fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 185 chilowatt". In arrivo anche la tassa per le barche. Dal primo maggio 2012, si legge nel documento, "le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso". Le tariffe partono da 5 euro per i mezzi più piccoli (10-12 metri) e arrivano fino a 703 euro per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri. Per la fascia più bassa (10-12 metri) la tassa si dimezza per residenti isole minori e laguna di Venezia e le barche a vela.
Viene inoltre istituita l'imposta sugli aerei privati, che parte da 1,5 euro per i mezzi fino a 1.000 Kg e arriva a 7,55 euro per i mezzi oltre 10.000 Kg. Per gli elicotteri l'imposta dovuta è pari al doppio di quella stabilita per i velivoli di corrispondente peso mentre per alianti, motoalianti, autogiri e aerostati, viene fissato un obolo di 450,00 euro.
La nuova clausola di salvaguardia della delega fiscale prevede poi che a decorrere dal 1 ottobre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21 per cento siano incrementate di 2 punti percentuali. A decorrere dal 1 gennaio 2014 le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.
Riguardo ai capitali scudati, la tassa dell'1,5% sarà da pagare in due tranche, con la prima rata che dovrà essere versata entro il 16 febbraio del 2012. La seconda rata dovrà invece essere liquidata entro un anno di distanza, il 16 febbraio 2013.

Intanto, le Province chiedono al Parlamento "di stralciare le norme ordinamentali" contenute nella manovra - si legge nell'ordine del giorno approvato dall'Assemblea dell'Upi - e di portare "immediatamente in aula" le diverse proposte sulle Province per aprire "un dibattito serio" sul modello di "forma di Stato". "Le Province si attiveranno fin da subito presso i Consigli regionali delle autonomie locali - si legge ancora - per richiedere l'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale delle norme lesive dell'autonomia politica e istituzionale delle Province" in particolare di quelle sulla decadenza degli organi elettivi prima della scadenza naturale del mandato.

I contenuti della manovra sono stati poi spiegati dal presidente del Consiglio, Mario Monti, durante la puntata speciale di "Porta a Porta" andata in onda ieri sera.
"Con questa operazione che è di rigore, di equità e di crescita, io ho chiesto agli italiani molti sacrifici, ma l'alternativa non era andare avanti come se niente fosse senza i molti sacrifici. Ma era il rischio, molto concreto, che lo Stato non potesse più pagare, che gli stipendi non potessero più essere pagati, che le pensioni non fossero più pagate. Non abbiamo da guardare molto lontano: la Grecia è la rappresentazione di che cosa sarebbe potuto accadere in Italia". Del resto, "guardando l'andamento degli spread inseguivamo la Grecia a tre mesi di distanza".
Questa l'affermazione di Mario Monti, intervistato da Bruno Vespa. Sulla sua partecipazione alla trasmissione di Rai uno Monti ha voluto chiarire che "non sono qui per far piacere a lei ma come dovere di spiegazione di fronte ai cittadini".

La misura più sofferta della manovra? "Nessuna e tutte", ha risposto Monti. Poi si corregge: "No devo essere più sincero. Quando abbiamo capito che occorreva chiamare a contribuire i pensionati, anche quelli con livelli molto bassi, appena superiori alla fascia minima, be', lì siamo stati molto in difficoltà". Ed è in quel momento, aggiunge, "che abbiamo deciso di chiamare a contribuire" coloro che avevano usufruito dello "scudo fiscale". E sulle possibilità tecniche del prelievo sui capitali 'scudati' previsto dalla manovra ha assicurato che "è possibile e sarà fatto". Si tratta di capitali "anonimi ma presso banche e istituzioni finanziarie. Pensiamo di farcela".
Sulle proteste annunciate dai sindacati dopo la presentazione della manovra, Monti si è mostrato comprensivo: "In questo Paese ci sono stati scioperi generali per molto meno. Capisco le reazioni ma invito a considerare cosa sarebbe successo, anche al mondo dei pensionati, senza questa azione". Il presidente del Consiglio si dice certo che "gli italiani capiranno, ma noi dovremo spiegare queste decisioni".
Quanto alla possibilità di emendamenti in tema previdenziale Monti è stato chiaro: "Il Parlamento è sovrano, ma il tempo è poco e il margine di flessibilità pochissimo". In ogni caso "è prematuro affermare" che sarà necessario porre la fiducia sulla manovra. "Più importante è quello che ho spiegato sulla finalità nel tempo" della manovra, da approvare "in tempi brevi e senza modificarla molto". "Saremo in Parlamento con occhi e orecchi spalancati - ha assicurato il premier - ma se la caratteristica di questa pesante e grande operazione di politica economica e sociale è quella di costruire un carico bilanciato, secondo noi verso un concetto di equità, io, come presidente del Consiglio ma anche come ministro dell'Economia e delle finanze, non posso soddisfarmi se mi si dice ti cambiamo il contenuto purché il saldo non cambi". "Dico - ha aggiunto - cerchiamo di non modificare quella distribuzione dei carichi che abbiamo fatto con molta attenzione", anche se "non abbiamo concertato perché non c'era tempo, ma abbiamo ascoltato molto le parti sociali e i partiti politici".

A Bruno Vespa che ha chiesto se modifiche sull'Ici e sulle pensioni potrebbero comportare un intervento sull'aumento delle aliquote Irpef, Monti ha risposto: "Sì, lei è più ministro dell'Economia di me in questo momento". Il premier ha rimarcato la decisione del governo di non aver voluto alzare le aliquote dell'Irpef "contrariamente a indiscrezioni che si erano diffuse quasi universalmente, e non le alzeremo". Perché "se le tasse si aumentano su chi produce, sia il lavoro sia l'impresa, si scoraggia la produzione e si rende poco competitivo il prodotto italiano: perché non gravare un po' di più con le tasse sulla ricchezza che esiste a seguito della produzione passata? In tutto il mondo avviene così".
Sul ritorno dell'Ici però è stato netto: "La prima casa è una cosa importante per la vita economica, sociale e psicologica dei cittadini", ma "la casa è anche una cosa che consuma risorse pubbliche, perché ci vogliono delle infrastrutture intorno alle case, le città costano. In tutti i Paesi la casa, anche la prima casa contribuisce al mantenimento dei servizi pubblici".
Quanto all'ennesimo aumento dei carburanti secondo il premier è stato "indispensabile per le esigenze del trasporto pubblico locale". Sui costi della politica, il premier annuncia "una task force, un gruppo di lavoro, che sarà anche aperto ai contributi conoscitivi di stimolo, per esempio dei diversi giornalisti che in modo molto scrupoloso seguono queste tematiche e le denunciano giustamente, per procedere a ritmo spedito alla riduzione di questi costi".
Parlando della futura riforma del mercato del lavoro, Monti ha assicurato che ci sarà il confronto con le parti sociali. "La concertazione è essenziale. Certe riforme del welfare" non possono vedere la luce "senza un negoziato con le parti sociali".
Sul potere sempre maggiore dei mercati sugli Stati sovrani, il Professore ammette: "I mercati sono bestie feroci, utili ma sbilanciate". "L'Italia e tanti altri Paesi - ha spiegato il presidente del Consiglio - sono arrivati ad accumulare troppo debito pubblico, perché dopo la nascita dell'euro i mercati si erano assopiti, addormentati per 8-9 anni" senza "più distinguere la qualità dei titoli" dei diversi Paesi. "Poi di colpo si sono svegliati e adesso sono imbizzarriti". "Noi lavoriamo per i cittadini e non per i mercati - ha tenuto a precisare - ma dobbiamo tenere conto dei mercati, sennò arrivano schiaffi formidabili ai cittadini, al nostro benessere e alla nostra stabilità. Però credo che la politica, se coordinata a livello europeo o anche mondiale, possa avere il meglio dai mercati senza doversi inginocchiare". Ci sono rischi di speculazione?, ha chiesto Vespa. "C'è una certezza di speculazione", ha risposto secco il Professore. "Dobbiamo domare i mercati, ma non demonizzarli".

Alla fine, il presidente del consiglio ha toccato un tema personale: "Il motto di mia madre era 'alla larga dalla politica' - ha raccontato - . Io sono stato fedele a questo motto ma poi è stata la politica che è venuta a me...". A Vespa che gli ha chiesto come sua moglie abbia preso questo nuovo impegno, Monti ha risposto: "Mia moglie mi ha sempre incoraggiato anche quando è arrivata la proposta di nomina a commissario Ue e ci siamo trasferiti a Bruxelles. Ora siamo arrivati a Roma, mia moglie fa la sua parte e continua a sostenermi, ma non è certo contenta per gli orari che faccio".
Al termine dell'intervista, a Vespa che ha rivela il sondaggio di Renato Mannheimer secondo cui dopo il varo della manovra, il presidente del Consiglio ha perso nove punti a livello di popolarità, Monti ha replicato ironico: "Allora dovevo farla più pesante, ma per ora va bene così".

Carburanti, arriva la stangata - Stangata immediata sulla benzina, Irap scontata per le imprese che hanno in azienda donne e under-35, fondi per la cultura e per la protezione civile. Sono alcune delle novità che emergono dal testo definitivo della manovra. Arriva anche la Relazione Tecnica che fa alcune quantificazioni: la casa pagherà un conto salato, 11 miliardi di euro complessivi, di cui 3,8 miliardi solo dalla prima casa. Lo scudo fiscale produrrà, con la tassa "straordinaria" dell'1,5% sui capitali rimpatriati, 2 miliardi in due anni. E ancora: il blocco dell'indicizzazione riguarda il 76% del monte pensioni complessivo. Il decreto è stato firmato dal presidente della Repubblica e da oggi sarà all'esame della Camera. Ecco tutte le novità.

STANGATA IMMEDIATA SU CARBURANTI. Al contrario del previsto aumento dal primo gennaio, "a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto" le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent). La misura dà complessivamente un gettito di 4,8 miliardi di euro.
IRAP SCONTATA PER GIOVANI E DONNE. La norma ha l'obiettivo di incentivare l'assunzione di giovani e donne ma l'ampliamento della deducibilità dell'Irap (cuneo fiscale) a 10.600 euro riguarda tutti gli addetti che già appartengono a queste due categorie. Secondo la Relazione Tecnica sono 3,9 milioni i lavoratori sui quali sarà applicabile lo sconto a favore delle aziende. Al Sud lo sconto a dipendente, giovane o donna, sale a 15.200 euro.
CONGELATO 76% PENSIONI. Arriva lo stop dell'adeguamento al caro-vita per il 76% dell'importo degli assegni pensionistici. I risparmi sulle pensioni per il 2012 sono pari a 3,8 miliardi di euro, al lordo delle minori tasse che verranno pagate dagli interessati. Addio ad anzianità nel 2018; dalla stessa data riforma delle pensioni vale 20 miliardi.
STOP CARICHE INCROCIATE BANCHE CONCORRENTI. "E' vietato ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e a funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti".

EDITORIA, CONTRIBUTI FINO AL 2014. Poi cesseranno. Dal primo gennaio 2012 verrà avviata una revisione del regolamento che avrà come obiettivo "una più rigorosa selezione dell'accesso alle risorse, nonché risparmi nella spesa pubblica".
11 MLD DA CASA, 3,8 DA QUELLA ABITATA. La nuova imposta municipale darà 3,8 mld di gettito dalle prime case, ai quali si aggiungono 18 mld sugli altri immobili. Il totale è di 21,8 mld dai quali sottrarre 9,2 mld che già arrivano dall'Ici a normativa vigente e 1,6 mld all'Irpef. Il maggior gettito è quindi di 11 mld.
DA TASSA SCUDO 2 MLD, IN CASSA A FEBBRAIO. La tassa straordinaria dell'1,5% sui capitali scudati porterà in cassa 2.190 milioni: 1.095 nel 2012 e 1.095 nel 2013. Subito alla cassa per versare il prelievo dell'1,5% sui capitali scudati. L'imposta 'una tantum' dovrà essere pagata in due rate: la prima entro il 16 febbraio 2012 e la seconda rata entro il 16 febbraio 2013. Chi non paga - ha spiegato il vice ministro all'economia Vittorio Grilli - perde l'anonimato.
FONDI A ACCADEMIA LINCEI E CRUSCA. Boccata di ossigeno per la cultura italiana. Nuovi fondi nel 2012 all'Accademia dei Lincei (1,3 milioni di euro) e all'Accademia della Crusca (700.00 euro). Le risorse sono collocate tra le "esigenze indifferibili".
TFR MILIONARI PAGANO DI PIU'. I Tfr superiori ad un milione saranno ora tassati con l'aliquota Irpef più alta. In pratica quella al 43%.

TASSA LUSSO DA' 453 MLN, SALE 'TAGLIA' AUTO. Il superbollo sarà pagato dalle auto oltre 185 kw. Sono 212.000 i bolidi tassati mentre i posti barca 110.000. Dalle auto sono attesi nel 2012 168 mln, dalle barche 200 mln, dagli aerei 85 mln.
MINI-PATRIMONIALE SU TITOLI. Il bollo è dello 0,1% e viene esteso anche ai prodotti finanziari non soggetti all'obbligo di deposito. Nel 2012 il maggior gettito previsto supera 1 miliardo di euro.
PATTO STABILITA', 3 MLD FUORI. Sarà possibile non includere, ai fini del Patto di stabilità, 1 mld in ciascuno degli anni 2012-2013-2014, per le spese sostenute dalle Regioni a titolo di cofinanziamento nazionale degli interventi realizzati con il contributo dei Fondi strutturali europei.
57 MILIONI NEL 2012 ALLA PROTEZIONE CIVILE. Saranno presi dal fondo 8 per mille che è in quota allo Stato.

- Le misure del decreto "Salva Italia" (pdf)

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it]

 

 

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07 dicembre 2011

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