Presidente, dia l'esempio...

Il comitato Addiopizzo scrive al Presidente Raffaele Lombardo e lo invita alle dimissioni

24 novembre 2010

Sono stati tra i promotori della rivoluzione civica che, a Palermo e in Sicilia, ha portato negli ultimi anni sempre più persone a ribellarsi alla mafia e a denunciare la morsa del racket. Oggi, commercianti e giovani attivisti riuniti nel comitato Addiopizzo chiedono un atto di responsabilità al governatore Lombardo, all'indomani della notizia dell'inchiesta che lo coinvolge come indagato per concorso esterno in mafia. Con una lunga lettera-post sul loro sito internet (www.addiopizzo.org), divulgata oggi anche da alcuni quotidiani locali, Addiopizzo ricorda a Lombardo che un Presidente deve dare l'esempio, e a lui pongono l'elementare quesito: "Come si fa a convincere gli operatori economici che oggi sia importante ed opportuno affrancarsi dal fenomeno del racket e da rapporti di connivenza con la mafia, se sussistono ombre su chi ricopre attualmente la carica di governatore?"

Egregio Presidente Lombardo,
Senza voler entrare nell'agone politico, al di fuori di ogni polemica e delle responsabilità penali contestateLe, il Suo coinvolgimento nell'indagine della Procura di Catania, pone la Sicilia in condizioni di grave imbarazzo e di difficoltà.
In tale stato si trova, come del resto ha ammesso Lei stesso per alcuni Suoi autorevoli componenti della giunta, soprattutto chi opera quotidianamente a vari livelli per il contrasto a cosa nostra.
Non si può infatti pretendere che gli imprenditori e i commercianti denuncino se dall'alto, dalle istituzioni politico rappresentative non provengono modelli di comportamento esemplari.
E dall'inchiesta e dalle intercettazioni emergono dei gravi dubbi su alcuni dei contesti dove ha svolto l'attività politica, nonché su alcune Sue condotte che al di là del loro accertamento penale comunque spettante all'autorità giudiziaria, stanno mettendo seriamente in discussione la Sua credibilità dinanzi al popolo siciliano.

Signor Presidente, come si fa a convincere gli operatori economici che oggi sia importante ed opportuno affrancarsi dal fenomeno del racket e da rapporti di connivenza con la mafia, se sussistono ombre su chi ricopre attualmente la carica di governatore, di una terra peraltro per decenni e per certi versi ancora adesso martoriata dalla mafia?
Questa è una delle principali difficoltà, nonché una delle più frequenti domande che ci pongono molti imprenditori e commercianti con cui entriamo in contatto e che ci confidano di pagare il pizzo ma che hanno difficoltà a maturare la forza e il coraggio di denunciare.
Ecco perché, rimanendo saldamente ancorati al sacrosanto principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza e augurandoci anche un Suo proscioglimento, restiamo convinti che, in questo momento, l'unica scelta di responsabilità politica e morale sia quella di rassegnare le dimissioni.
Si tratterebbe di una scelta doverosa e coerente anche con il profilo di autorevolezza che Lei ha voluto dare alla formazione dell'ultimo governo regionale.

Giunta che vede coinvolte personalità il cui spessore e prestigio sono rappresentati proprio dall'impegno professionale, in importanti ruoli ed istituzioni dello Stato, profuso nella lotta alla mafia.
Fino a quando non sarà fatta piena chiarezza, sino al momento in cui non si diraderà ogni sospetto e continueranno ad aleggiare dubbi è necessario ed opportuno evitare pesanti contraccolpi di immagine e di credibilità per le istituzioni regionali.
Istituzioni che con i loro rappresentanti oltre ad essere pulite, scriveva il Giudice Borsellino, devono apparire tali.
In una terra che un giorno, diceva lo stesso Borsellino, diventerà bellissima, ma che per secoli ha vissuto e subìto gli effetti nefasti della mafia e di sistemi politico-clientelari, chi come lei, oggi, vuole rappresentare una vera ed autentica volontà di rinnovamento, ritrovandosi anche disgraziatamente coinvolto in indagini di mafia, non ha altre scelte se non quella di dimettersi.


Comitato Addiopizzo

Una difficile convivenza politica... - Intanto, continua la polemica tra l'Idv e il Pd siciliano che, proprio nei giorni scorsi, ha deciso di rinnovare la fiducia al presidente Lombardo (LEGGI). "E' proprio per il rispetto degli elettori del centro sinistra e per la presenza di tanti amministratori onesti del Pd, impegnati a contrastare con coerenza e intransigenza la mafia, che appare ancor più inspiegabile il sostegno di Bersani a Lombardo". E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, replicando al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani (che aveva parlato di un governo Lombardo da sostenere, finché si resta nel solco della legalità). "Inoltre – ha aggiunto Orlando – ricordiamo al Pd che appena due anni fa, proprio in alternativa all'attuale presidente della Regione e per scongiurarne l'elezione, venne candidata in Sicilia Anna Finocchiaro". "Il problema Lombardo non è solo giudiziario, come afferma Bersani, ma è anche etico: non si tradiscono gli elettori per sostenere un personaggio come il presidente della Regione, punto di riferimento d'interessi poco chiari e frequentatore di ambienti malavitosi e mafiosi. Il Pd appoggia una Giunta che non sta risolvendo i problemi della regione e che continua ad applicare criteri rigorosamente clientelari nelle nomine e negli incarichi. E' chiaro che i magistrati accerteranno se in questi comportamenti si configurano ipotesi di reato, ma l'Italia dei Valori sente il dovere di condannare sin da ora Lombardo, incompatibile con la carica di rappresentante della Regione, e l'innaturale e inaccettabile sostegno del Pd", ha concluso Orlando.

Il segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, ha risposto così alle dichiarazioni di Orlando: "L'Idv vuole le elezioni anticipate solo per tentare di conquistare qualche poltrona all'Ars, senza curarsi del fatto che la Sicilia ha bisogno di un governo in grado di affrontare con urgenza la crisi economica e sociale". "Vedremo se il presidente della Regione sarà in grado di cambiare passo per rispondere ai bisogni della Sicilia, sbloccando la paralisi burocratica della Regione. Se i risultati non saranno positivi, ne trarremo le conseguenze".
"Lombardo ascolti le proposte che Raffaele Bonanni e Ivan Lo Bello hanno lanciato oggi nel corso del convegno sull'industria che si è svolto a Palermo", ha detto ancora Lupo rivolgendosi al governatore. "Ci aspettiamo dal governo regionale una rottura totale con le logiche clientelari del passato a partire dalla sanità – ha aggiunto – e che sblocchi la macchina burocratica regionale senza perdere altro tempo". "Sosteniamo il governo tecnico regionale – ha continuato – perché affronti efficacemente la crisi economica e sociale che travolge la Sicilia. Molti anni di cattivo governo di centrodestra hanno messo in ginocchio la nostra regione che dobbiamo aiutare a rimettersi in piedi con progetti di sviluppo produttivo condivisi con le parti sociali. Valuteremo i risultati e decideremo di conseguenza". "E comunque – ha concluso – non c'é dubbio che, come ha detto oggi Pierluigi Bersani, il Pd non è disponibile a tollerare neanche per Lombardo, se fossero accertati dall'indagine catanese, eventuali profili di illegalita".

"Se ci fossero problemi 'sul lato della legalità', il Pd toglierebbe l'appoggio a Lombardo? Bersani allora non legge i giornali e non conosce l'inchiesta Iblis, che vede il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, indagato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Questo non è un problema di legalità?". La domanda, al segretario nazionale del Pd, la pone l'europarlamentare e presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia, Sonia Alfano, che sfidò Lombardo alle regionali del 2008 nelle liste degli Amici di Beppe Grillo. "Si rafforza il sospetto che la conferenza stampa-teatrino di Lombardo sia stata organizzata dal Pd – ha proseguito – che, pur di non perdere le poltrone, è disposto a svendere la dignità della base del partito e dei suoi elettori, che credevano di vedere il Pd all'opposizione fino alla fine". "Del resto, la candidata Pd del 2008, Anna Finocchiaro, fuggita poi al Senato – ha sottolineato – disse che Lombardo era peggio di Cuffaro che, ricordo, è già stato condannato per mafia. Adesso, invece, il Pd riconosce in Lombardo il jolly legalitario siciliano nonostante il sistema clientelare noto a tutti e già da me denunciato in varie procure". "Ricordo a Bersani – ha concluso Sonia Alfano – che lui ed i suoi amici vengono dal Pci di Pio La Torre, che mai avrebbe immaginato di allearsi con uno pseudo-separatista indagato per mafia".

[Informazioni tratte da Addiopizzo.org, Ansa, LiveSicilia.it]

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24 novembre 2010

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