Il governo approva il Piano per il Sud

Il governatore Lombardo: "Ci devono prima essere le risorse". Il Pd: "E' solo una trovata propagandistica"

26 novembre 2010

"Il Sud è un problema nazionale" ha detto ieri il premier Silvio Berlusconi, incontrando le parti sociali, annunciando i due decreti arrivati oggi in Consiglio dei ministri in attuazione del "Piano nazionale per il Sud". Un Piano che conterà su risorse per 80 miliardi di euro e punterà sulle infrastrutture, dalle ferrovie a nuove scuole, sulla fiscalità di vantaggio e sulla Banca del Mezzogiorno. Tutto in un documento e due decreti, uno ministeriale e uno legislativo.
Questo Piano è "una parte qualificante, la base del Piano che l'Italia presenterà all'Europa", ha sottolineato ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha invece annunciato "la costituzione della cabina di regia per il Sud" e ha assicurato che "il Piano verrà condiviso con le Regioni".

Tra gli "elementi chiave" del Piano, come emerso già dalla bozza del documento, figura la Banca del Mezzogiorno, progetto fortemente voluto da Tremonti, e il via ad un Fondo specifico per le Pmi (Jeremie).
"Sono importanti gli aiuti automatici per le imprese", ha rilevato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia aggiungendo parole di "apprezzamento" per il lavoro del governo e per la decisione di una cabina di regia per monitorare gli interventi.
Il neo segretario della Cgil, Susanna Camusso, lascia "il giudizio sospeso perché le risorse annunciate sono molte, 75-80 miliardi di euro, ma bisognerà capire che cosa concretamente ci sarà nel programma".
"Da tempo chiediamo una svolta per il Sud
- ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - perché la non spesa peggiora le cose. Speriamo che ora possa partire una nuova stagione".
"Chiederemo l'attivazione di strumenti che inducano la pubblica amministrazione nel Mezzogiorno
- ha sottolineato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti - a funzionare meglio".
Il Piano per il Sud sarà utile se ci sarà anche "un graduale abbandono dell'assistenza", ha evidenziato il segretario generale Ugl Giovanni Centrella. Ivan Malavasi della Cna ha chiesto "trasparenza nella gestione delle risorse" e Francesco Sgherza della Confartigianato ha chiesto "la concentrazione dei fondi in pochi grandi obiettivi".
Il Partito democratico ha bocciato il Piano del governo senza mezzi termini: "Se il piano di cui si parla da oltre un anno e mezzo dovesse fermarsi qui - ha commentato Sergio D'Antoni - saremmo davanti alla montagna che ha partorito il topolino". Per Stefano Fassina non è altro che "uno spot da campagna elettorale".
A chiudere ieri il tavolo con le parti sociali è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che scherzando ha citato 'Benvenuti al Sud': "Ci prepariamo tutti a partire per il Sud... come nel film".

E dopo averlo esposto ieri alle parti sociali il Cdm ha approvato il Piano nazionale per il Sud. Al termine del Cdm, Berlusconi ha esordito in conferenza stampa con una battuta: "Fino a un mese fa mi sentivo 35 anni, mi è caduto addosso di tutto e di più. Ora me ne sento 36".
Parlando alla stampa, il premier ha associato il Piano per il Sud al Federalismo in termini di unità d'Italia. "Credo che con questo piano - ha osservato Berlusconi - il governo faccia tutto ciò che si può fare per tenere insieme il Paese. Rispetto al federalismo, il Piano per il Sud è l'altra faccia della medaglia". Un piano necessario per focalizzare strategicamente risorse in un quadro, ha lamentato Berlusconi, caratterizzato anche dall'"incapacità delle amministrazioni del nostro Mezzogiorno di realizzare cose per utilizzare i fondi europei", aggiungendo, con il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, che solo il 38 per cento dei fondi europei per le aree deboli viene utilizzato.

Un commento a caldo sul Piano per il Sud è arrivato dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: "La preoccupazione principale è quella di comprendere se le risorse ci sono. Senza soldi si tratterebbe solo di chiacchiere". "Sicuramente - ha aggiunto - potrà trattarsi di un bel piano, come belle erano le cose dette dal presidente Berlusconi il 29 settembre scorso o quelle contenute nel progetto prima delle elezioni del 2008. Occorre concretezza soprattutto attraverso la disponibilità delle risorse. Per parte nostra, stiamo già operando in modo concreto. Abbiamo proposto, ad esempio, una rimodulazione del Po Fesr per evitare la polverizzazione dei bandi di gara e concentrare le risorse di cui disponiamo, in questo caso quelle europee, su poche grandi infrastrutture".
Parlando dei fondi Fas, Lombardo ha poi precisato che "buona parte di fondi della vecchia programmazione ancora non spesi sono nei cassetti di Anas e Ferrovie. Si tratta di società a totale capitale statale, dunque sarebbe opportuno che il governo le pressi perchè accelerino sui progetti. I nuovi Fas indubbiamente servono. Altre regioni hanno perso una parte importante di questi fondi per coprire il debito della sanità, noi abbiamo coperto il settore senza sottrarre un euro agli investimenti, adesso occorre potere investire per intero questi fondi per lo sviluppo. Se, invece, l'intento - ha concluso - è quello di risucchiare questi fondi Fas per politiche varie, si tratterebbe di una violazione di regole fondamentali".

Molto critico nei confronti del Piano approvato dal Governo il senatore del Pd Giuseppe Lumia: "Il Piano per il Sud è un bluff. Una trovata propagandistica per prendere in giro l’opinione pubblica del Mezzogiorno. Non ci sono linee di intervento chiare e precise. Si danno solo indicazioni generiche e si dice che bisognerà riformare i meccanismi della spesa. Si fa riferimento a fondi che già appartengono al Mezzogiorno, come quelli europei e come i Fas, che il governo avrebbe dovuto assegnare da tempo alle regioni del Sud. Invece, gran parte di essi sono stati dirottati al Nord e utilizzati per altre finalità. Solo qualche giorno fa il Cipe ha dato al Centro-Nord 21 miliardi di euro contro i soli 200 milioni stanziati per il Meridione. Oggi non è stato fatto nulla di concreto, ma una delle solite conferenze stampa a cui l’illusionista Berlusconi ci ha abituato per fronteggiare la crisi del governo e rimediare al calo di popolarità suo e dell’esecutivo che presiede".

[Informazioni tratte da Ansa, GdS.it, Repubblica.it, La Siciliaweb.it, www.giuseppelumia.it]

 

 

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26 novembre 2010

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