Schifani e Fini convocati al Quirinale

Il Cavaliere e il Senatur: "Se non dovesse essere approvata la fiducia si va subito al voto"

16 novembre 2010

Dopo giorni di discussioni Futuro e Libertà per l'Italia ieri ha aperto la crisi di governo ritirando la sua delegazione. Le lettere di dimissioni del ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, del viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso e dei sottosegretari Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, sono state inviate ieri mattina al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (LEGGI).
I presidenti dei gruppi parlamentari Fli di Senato e Camera, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino, prendendo atto delle dimissioni degli esponenti finiani, hanno evidenziato il "venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del governo" e hanno confermano "il proprio impegno a sostenere nell'interesse del Paese la legge di stabilità e di bilancio".
Il capo dello Stato ha convocato per oggi pomeriggio i presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per fare il punto sulla situazione.

Intanto, si è concluso ieri sera intorno alle 21, dopo circa due ore, il vertice ad Arcore tra Berlusconi e Lega. Alla riunione oltre al premier, i coordinatori del Pdl e i ministri leghisti Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, che nel pomeriggio si erano già riuniti in via Bellerio a Milano. Nel corso dell'incontro Cavaliere e Senatur hanno ribadito che dopo la Finanziaria la parola passerà al Parlamento. Se non dovesse essere approvata la fiducia, la richiesta di Berlusconi e Bossi è di andare al voto.

 

 

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16 novembre 2010

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